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Avv. Salvatore Ferlisi
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Presto
in aula ddl su gestione pubblica delle risorse idriche
L'impegno
dei Comunisti di Milena continua
Il 7 Luglio 2009
il ViceSindaco Vincenzo Nicastro ha partecipato alla riunione
presso la Sala Gialla di Palazzo dei Normanni, dove si è svolto
un incontro tra i Sindaci e gli Amministratori aderenti al
Coordinamento Regionale degli Enti Locali per l’acqua bene
comune e per la ripubblicizzazione del servizio idrico (già il
Comune di Milena ha aderito su proposta dei Comunisti Italiani),
il Presidente dell’Assemblea Regionale On.le Cascio, ed i
quattro Presidenti Capigruppo Parlamentari On.li Leontini,
Cracolici, Maira, Lenza. Un centinaio di Amministratori locali, in
rappresentanza di
altrettanti comuni, provenienti dalle nove province dell’isola,
hanno partecipato all’incontro, nel quale si è presentata la
bozza di Disegno di Legge per la ripubblicizzazione del SII in
Sicilia, chiedendo ai rappresentanti dell’ARS di recepire in
maniera bipartisan l’iniziativa legislativa e di calendarizzare
nei lavori delle competenti Commissioni ed in Aula la discussione
del medesimo. Sono intervenuti per rappresentare le motivazioni
che hanno spinto le Amministrazioni ad una iniziativa legislativa,
ed illustrare i contenuti della legge, il Sindaco di Bivona (AG),
On.le Panepinto che ha introdotto i lavori, l’Assessore di
Riposto (CT), Claudia D’Aita che si è fatta portavoce di altri
16 Comuni della sua Provincia, oltre quelli presenti in aula, il
Sindaco di Caltavuturo (PA), Giannopolo, il Vice Sindaco di
Mazzara del Vallo (TP) Quinci.Gli Amministratori hanno inoltre
chiesto l’approvazione di un O.d.G. che reiteri la proroga dei
commissariamenti per la consegna delle reti idriche ai Gestori
privati fino al 31.12.09 (ricordiamo che i Sindaci avevano già
ottenuto una sospensione con un precedente O.d.G. fino a giugno),
per consentire all’Aula di esprimersi sul ddl. I Comuni che
hanno aderito all’iniziativa hanno già inserito, o stanno
inserendo nei propri Statuti il principio
dell’acqua come bene comune universale e definito il
servizio idrico come privo di rilevanza economica. Gli argomenti
portati dagli Amministratori sono stati condivisi da tutti i
capigruppo che hanno parlato della necessità di una seria
riflessione su tutto ciò che riguarda la gestione del servizio.
“Il modello di privatizzazione delle risorse idriche è stato
largamente contrastato – ha
ricordato il presidente del gruppo parlamentare PD,
Antonello Cracolici – e la politica non può girarsi
dall’altra parte, ma è obbligata ad affrontare l’argomento,
con un approfondito dibattito parlamentare
per trovare soluzioni”. Un impegno condiviso da tutti i
capigruppo. “ Gli Ato sono stati un fallimento – ha ricordato
il Presidente del gruppo parlamentare UDC, Raimondo Maira. La
rivalutazione del pubblico in una materia di interesse generale,
qual è l’acqua è assolutamente indispensabile”.
Un parallelo tra la disastrosa esperienza degli Ato Rifiuti
e di quelli Idrici è stato fatto
dal Capogruppo
MPA, Lino Leanza. “
Una legge sulla gestione idrica deve puntare a ridurre la
frammentazione dei soggetti che gestiscono le risorse” – ha
sottolineato il capogruppo PDL, Innocenzo Leontini. Tutti i
Presidenti dei gruppi parlamentari, si sono detti d’accordo ad
affrontare la problematica nel più breve tempo possibile. Un
impegno condiviso dal Presidente dell’ARS Cascio. “ Sono
assolutamente convinto – ha sottolineato Cascio -
dell’importanza primaria del servizio idrico che come tale non
può essere affidato ai privati come invece si potrebbe fare per
altri settori”. Cascio
ha mostrato disponibilità
ad accelerare l’iter del ddl pur nel rispetto delle priorità
dei provvedimenti già calendarizzati, ipotizzando per
settembre un avvio della discussione in Aula.All’incontro hanno
partecipato per il Forum Regionale dei Movimenti per l’acqua,
che sta sostenendo e condividendo il percorso degli Amministratori
siciliani, il comitato cittadino di Mazzara del Vallo (TP),
comitato cittadino Troina (EN), comitato cittadino Leonforte (EN),
coordinamento c.c. ennesi, c.c. nopriv Castelbuono (PA).La grande
partecipazione di Sindaci ed Amministratori presenti
all’incontro e l’impegno assunto dai rappresentanti
dell’Assemblea Regionale riconferma l’importanza del percorso
fin qui intrapreso che continua ad aggregare nuove Amministrazioni
proponendo un modello di impegno politico che travalica le
appartenenze partitiche, per affermare un principio di democrazia
diretta e partecipata per la gestione delle risorse idriche.Nuove
iniziative sono già in cantiere, per trovare la massima
aggregazione tra cittadini, Amministrazioni e movimenti.
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I
COMUNISTI DI MILENA
Hanno
sempre ritenuto ed hanno agito affinché il principio che segue,
possa diventare norma di legge statale .
·
L'acqua
deve essere considerata come bene comune, patrimonio dell'umanità.
·
L'accesso
all'acqua potabile è un diritto umano e sociale imprescrittibile,
che deve essere garantito a tutti gli esseri umani.
·
Perché
questo avvenga bisogna sottrarre l'acqua alla logica del mercato e
ricollocarla nell'area dei beni comuni, alla cui tavola devono
potersi sedere tutti gli abitanti della Terra con pari diritti,
comprese le generazioni future.
·
Ad
ogni cittadino deve essere garantito il minimo vitale gratuito di
acqua potabile senza vincoli od obblighi di nessuna natura.
In
questo senso hanno agito, ed operano, infatti
:
in
sede politica
Il
19 marzo 2009 a Caltanissetta si è costituito il forum
provinciale dell’acqua a cui hanno aderito diverse associazioni
ambientaliste e gruppi politici, tra cui il PDCI, per il
quale ha sottoscritto
il patto di adesione l’avv. Salvatore Ferlisi. Il Forum
dell’acqua si propone iniziative ed interventi utili a
sensibilizzare la popolazione e le istituzioni ad invertire la
rotta verso la PUBBLICIZZAZIONE DELL’ACQUA, affinché la
distribuzione di essa venga operata dallo Stato o dagli Enti
Pubblici Locali.
In
sede istituzionale
Il
ViceSindaco di Milena Vincenzo Nicastro ha proposto alla Giunta,
che l’ha approvato ad unanimità dei presenti,
la delibera n. 39 del
2009, con il quale il Comune di Milena ha aderito al FORUM
NAZIONALE PER L’ACQUA PUBBLICA, perché l’acqua
è un diritto e non
una merce che produce profitto, a cui aderiscono già
centinaia di enti locali e città metropolitane.
Il
ViceSindaco di Milena Vincenzo Nicastro ha partecipato al Coordinamento
Nazionale Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e la Gestione Pubblica
del Servizio Idrico, Report dell’Assemblea Nazionale degli Enti
Locali svolto all'ARS nella stanza gialla

Giovedì
scorso 14 Maggio si è svolta a Palermo l’Assemblea Nazionale
degli Enti Locali per l’acqua bene comune e la gestione pubblica
del servizio idrico. L’Assemblea è stata molto partecipata
(circa 150 presenti), era presente il Vice Sindaco del
Comune di Milena Vincenzo Nicastro, oltre un gran numero di
Sindaci e amministratori, la stragrande maggioranza siciliani, e
diverse delegazioni di Comitati di cittadini per l’acqua
pubblica di varie realtà siciliane.

Il
dibattito, introdotto da Rosario Gallo, sindaco di Palma di
Montichiaro (AG) e da Giovanni Coccio, Assessore di Cologno
Monzese (MI), è stato molto impegnato e ha visto lo svolgimento
di una ventina di interventi, tra cui quello del nostro
ViceSindaco che ha consegnato la delibera di adesione al forum
spiegando i motivi dell'adesione e le battaglie svolte per la
ripubblicizazzione, e di altri Sindaci e amministratori in
rappresentanza delle realtà pugliesi, toscane e laziali, e del
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua. Esso ha riconfermato
l’impegno comune di continuare l’iniziativa per affermare il
principio dell’acqua bene comune e diritto umano e per la
ripubblicizzazione del servizio idrico integrato e si è concluso
con due atti molto importanti:
1)
l’approvazione dello Statuto del Coordinamento Nazionale Enti
Locali per l’acqua bene comune e la gestione pubblica del
servizio idrico (primo allegato);
2)
l’approvazione della bozza della proposta di legge regionale
siciliana per la ripubblicizzazione del servizio idrico (secondo
allegato). Tale bozza prende le mosse, adeguandola alla
specificità della realtà siciliana, dalla proposta di legge
nazionale di iniziativa popolare e verrà portata, per le
opportune integrazioni, alla consultazione dei Consigli Comunali,
dei movimenti e associazioni, della società civile in modo tale
da essere definitivamente pronta per la fine del mese di giugno.
L’Assemblea,
dunque, segna, con l’approvazione dello Statuto, la nascita
ufficiale del Coordinamento Nazionale degli EE.LL. per l’acqua
pubblica, dopo che il 21 novembre scorso, in concomitanza con il 2°
Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua, si era tenuta la
prima Assemblea di lancio del Coordinamento stesso. E’ questo un
passaggio fondamentale, che consente il rafforzamento della nostra
strategia volta a rafforzare e a dare una dimensione nazionale ai
3 soggetti che abbiamo sempre detto essere quelli decisivi per la
nostra battaglia: i cittadini, in quanto fruitori del servizio, i
lavoratori, in quanto produttori del servizio stesso, e gli Enti
Locali, in quanto garanti del funzionamento del servizio. La
costituzione effettiva del Coordinamento nazionale degli Enti
Locali, oltre a segnare un primo punto di arrivo di un lavoro che
ha alle spalle più di un anno di iniziativa specifica su questo
terreno, consentirà alle istituzioni locali di svolgere un ruolo
autonomo, sia pure dentro un rapporto di coinvolgimento reciproco
con il Forum nazionale, nella battaglia per la ripubblicizzazione
del servizio idrico.
Con ciò si può dare inizio ad una fase
nuova dell’iniziativa e al protagonismo specifico degli Enti
Locali, rendendo più ampia l’adesione al Coordinamento
nazionale degli EE.LL e rafforzando la campagna che è già in
corso dell’inserimento negli Statuti comunali che l’acqua è
bene comune e il servizio idrico privo di rilevanza economica.
Anche di questo dovremo tornare a parlare, a partire dalla
scadenza che abbiamo deciso nell’ultima riunione di
Coordinamento Nazionale del Forum svoltasi sabato 16 maggio a
Napoli, e cioè l’effettuazione dell’Assemblea nazionale di
tutti i Comitati territoriali per l’acqua pubblica nell’ultima
settimana di giugno.

ALLEGATI:
Lo
Statuto dell’Associzione del Coordinamento Nazionale Enti Locali
per l’Acqua Bene Comune e la Gestione Pubblica del Servizio
Idrico
La
proposta di Legge Regionale d’Iniziativa Popolare “PRINCIPI
PER LA TUTELA, IL GOVERNO E LA GESTIONE PUBBLICA DELLE ACQUE
DISPOSIZIONI PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO IN
SICILIA”
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La
conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente e lo Sviluppo,
tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992, ha scelto il giorno 22 marzo
come data per celebrare la Giornata Mondiale dell'Acqua.
Il 22
marzo sarà ancora una volta la giornata mondiale dell’acqua e
quest’anno il tema della giornata riguarda:
“
le acque che attraversano i confini politici”.
Esempio
recente . La guerra
del 2006 tra Libano e Israele per il controllo del fiume Litani .
Nel mondo ci
sono 263 fiumi e acquiferi transfrontalieri, ma solo 153 di essi
sono regolati da accordi.
Storicamente
sappiamo che le migliori soluzioni si ottengono dalla cooperazione
e dalla gestione razionale delle risorse, ma con l’economia che
non “tira” abbastanza, anche
un fiume in secca può far gola a chi deve vendere armi (che
purtroppo rendono più soldi delle vanghe). Se qualcuno ci
guadagna a fare la guerra, allora e’ probabile che scoppieranno
tante guerre.
Le
Nazioni Unite stimano che nel 2025 circa 1800 milioni di persone
vivranno in zone con seri problemi idrici con 1800 milioni di
persone che si muoveranno in cerca di acqua o che cercheranno di
prenderla ai loro vicini.
Già
oggi, un abitante del pianeta su tre soffre la mancanza d’acqua.
La
penuria d’acqua, secondo quanto elaborato dagli esperti dello
studio "Valutazione completa della gestione dell'acqua per
l'agricoltura" promosso dall’ IWMI
– (
International Water Management Institute ) - dipende da
due serie di cause:
-
l’eccessivo sfruttamento della risorsa , nei paesi
progrediti;
-
l’insufficiente sfruttamento, nei paesi carenti
dei mezzi tecnici per farlo.
Complessivamente,
oltre i tre quarti della disponibilità mondiale di acqua serve
all’agricoltura, mentre la restante parte è utilizzata dalla
produzione industriale e dagli insediamenti umani.
Molta
dell’acqua utilizzata in agricoltura serve per l’allevamento
zootecnico o per produrre alimenti per il bestiame, tanto che
l’economista Frances Morre Lappé ha potuto stimare che : “l’acqua
utilizzata per produrre cinque chilogrammi di carne bovina,
equivale al consumo domestico complessivo della mia famiglia in un
anno”.
La
scarsità d’acqua e’ un problema serio e Jacques Diouf,
direttore generale della FAO, ha annunciato investimenti per 65
miliardi di dollari nei prossimi 10 anni, per migliorare la
gestione dell’acqua in Africa.
Il
70% dei rifiuti industriali prodotti nei Paesi in via di sviluppo
viene riversato nelle acque (potabili) invece di essere
correttamente smaltito.
Si
stima che acqua non potabile e impianti igienici inadeguati siano
all’origine dell’80% di tutte le malattie presenti nei Paesi
in via di sviluppo.
Se
il petrolio si è guadagnato negli ultimi 150 anni l’appellativo
di oro nero, c’è un’altra risorsa naturale, l’acqua, che
sta diventando l’oro blu nel prossimo futuro. L’imperativo
diventa perciò un migliore utilizzo delle risorse idriche nei
paesi in via di sviluppo ed un uso più appropriato ed oculato nei
paesi industrializzati.
CARTA
EUROPEA DELL'ACQUA
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Nel
maggio1968 il Consiglio d'Europa ha formulato la
"Carta Europea dell'Acqua":
1.
Non c'è vita senza acqua. L'acqua è un bene prezioso,
indispensabile a tutte le attività umane.
2.
Le
disponibilità di acqua dolce non sono inesauribili. E'
indispensabile preservarle, controllarle e se possibile
accrescerle.
3.
Alterare la qualità dell'acqua significa nuocere alla
vita dell'uomo e degli altri esseri viventi che da essa
dipendono.
4.
La qualità dell'acqua deve essere sempre mantenuta in
modo tale da poter soddisfare le esigenze delle
utilizzazioni previste, specialmente per i bisogni della
salute pubblica.
5.
Quando l'acqua, dopo essere stata utilizzata, viene
restituita all'ambiente naturale, deve essere in
condizioni da non compromettere i possibili usi
dell'ambiente, sia pubblici che privati.
6.
La conservazione di una copertura vegetale appropriata, di
preferenza forestale, è essenziale per la conservazione
delle risorse idriche.
7.
Le
risorse idriche devono essere accuratamente inventariate.
8.
La buona gestione dell'acqua deve essere materia di
pianificazione da parte delle autorità competenti.
9.
La salvaguardia dell'acqua implica uno sforzo importante
di ricerca scientifica, di formazione di specialisti e di
informazione pubblica.
10.
L'acqua è un patrimonio comune il cui valore deve essere
riconosciuto da tutti. Ciascuno ha il dovere di
economizzarla e utilizzarla con cura.
11.
La
gestione delle risorse idriche dovrebbe essere inquadrata
nel bacino naturale piuttosto che entro frontiere
amministrative e politiche.
12.
L'acqua non ha frontiere. Essa è una risorsa comune, la
tutela della quale richiede la cooperazione
internazionale.
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INIZIATIVE
Il 19 marzo 2009 a Caltanissetta si è costituito il forum
provinciale dell’acqua a cui hanno aderito diverse associazioni
ambientaliste e gruppi politici,
tra cui il PDCI.
Per
il PDCI , ha sottoscritto il patto di adesione l’avv. Salvatore
Ferlisi.
Il
Forum dell’acqua si propone iniziative ed interventi utili a
sensibilizzare la popolazione e le istituzioni ad invertire la
rotta verso la PUBBLICIZZAZIONE DELL’ACQUA, affinché la
distribuzione di essa venga operata dallo Stato o dagli Enti
pubblici Locali.
L’acqua
è un bene pubblico fondamentale, insostituibile e a nostro parere
non commerciabile e di conseguenza deve essere messo a
disposizione di tutti uomini
gratuitamente.
Il
profitto non può e non deve passare attraverso questo bene
insostituibile !
DOMENICA 22 marzo 2009, in piazza mercato a Caltanissetta
ci sarà un GAZEBO, per
la raccolta delle firme per una petizione popolare tesa alla
Pubblicizzazione delle acque e per l’immediato l’istituzione
del cosiddetto minimo vitale ( 50 litri di acqua ad ogni soggetto,
ogni giorno gratis, quale diritto assoluto inalienabile e
soprattutto vitale ! ) .
Avv. Salvatore Ferlisi
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IL
CARO ACQUA NON è PIU’ ACCETTABILE !
NON
ABBIAMO PAGATO MAI L’ACQUA COSI CARA !
IL
CIELO CE LA MANDA GRATIS: L’ATO CL 6 CE LA FA PAGARE MOLTO CARA,
ANZI CARISSIMA !!
A
seguito della legge Galli e della tariffazione operata
dall’assemblea ATO CL6, l’acqua che arriva nei rubinetti delle
nostre case diventa ogni giorno sempre più cara. La
L. Galli prevede che l’utenza debba coprire integralmente il
costo del servizio, nello specifico vengono pertanto inclusi nella
tariffa: i costi di gestione e le spese di funzionamento
dell’ATO e della Società di gestione, le opere di manutenzione
e di adeguamento della rete idrica, delle fognature, della
depurazione, i costi degli investimenti, gli ammortamenti, il
canone pagato dal gestore ed anche la remunerazione del capitale
investito (al 7%), gli interessi passivi sui mutui, l'inflazione
programmata, l'IVA etcc., In precedenza una parte dei costi era a
carico della fiscalità generale. Sempre secondo la L. Galli, la
tariffa relativa alle fognature deve essere pagata anche dagli
utenti non allacciati alla fognatura pubblica e lo stesso dicasi
per la quota relativa alla depurazione che deve essere
pagata anche se non c’è il depuratore. Questo spiega come
mai la tariffa a carico dell’utente, con la gestione
comprensoriale, subisca di norma una forte impennata. La tariffa
base d’acquedotto secondo gli orientamenti del
Provvedimento C.I.P. n° 26 del 11 Agosto 1975 - “Rapporto sulle
tariffe, sui costi e i ricavi delle attuali gestioni
dell’acquedotto”, deve essere calcolata in relazione al
costo medio dell'ultimo esercizio e deve essere costituita da una
parte fissa ed una proporzionale al consumo. Successive circolari
del C.I.P. hanno previsto l’attuale strutturazione della tariffa
in:
·
quota fissa mensile o annuale (nolo contatore);
·
tariffa agevolata per coprire i consumi essenziali;
·
tariffa base, pari al costo medio, da applicare oltre la fascia
dei consumi agevolati;
·
da una a tre fasce tariffarie, “punitive” per i consumi
eccedenti la fascia dei consumi di base i cui introiti servono per
compensare i minori ricavi derivanti dall'applicazione della
tariffa agevolata.
Oggi
l’ATO CL6 ha molti dipendenti in più rispetto alla precedente
gestione EAS, ( non c’è paragone per lo stesso servizio
), ha molte macchine in più con uffici più belli ed
accoglienti, ove si aggirano amministratori e/o
manager: tutto questo costa e noi utenti siamo costretti a pagarlo
!
L’utente
oggi ha la stessa acqua di prima, con gli stessi ritmi e con le
stessi difetti che deve pagare molto di più rispetto a
prima, sotto la minaccia dell’interruzione del servizio !
I
COMUNISTI ITALIANI di MILENA,
SOSTENGONO
CHE
L’acqua
è un bene naturale e un diritto umano universale.
RITENGONO
CHE
La
disponibilità, l’accesso individuale e collettivo all’acqua
potabile deve essere garantito in quanto diritto
inalienabile ed inviolabile della persona.
CHIEDONO
ALL’ASSEMBLEA
ATO CL6 di APPROVARE e DELIBERARE l’erogazione
del
QUANTITATIVO
MINIMO VITALE
garantito
pari a 50 litri giornalieri a persona, in forma gratuita e senza
possibilità di essere sospesa od interrotta.
Fanno
APPELLO
Al
Presidente della Provincia Regionale di Caltanissetta nella
qualità di residente dell'Ato idrico Cl6 ad attivarsi:
1)
per
la sospensione del pagamento delle bollette emesse dal Gestore;
2)
per
un attento e puntuale controllo degli elementi che concorrono alla
determinazione della Tariffa Reale Media, dei costi degli Allacci
Idrici e Fognari e del Piano Economico Finanziario rimodulato;
3)
per
la rettifica dell’articolazione tariffaria con l’obiettivo di
tutelare anche le fasce di utenza più deboli;
4)
per
la rettifica del regolamento del Servizio Idrico Integrato;
5)
per
avviare una vertenza nei confronti di Sicilia Acque, per garantire
la determinazione del giusto prezzo per la corresponsione
all’utenza di acqua potabile e continua al fine di dirimere le
problematicità esistenti in atto e per individuare idonee
soluzioni al problema dell’attingimento delle risorse idriche
che in atto sono per circa l’80% esterne alla realtà
territoriale provinciale;
6)
per
l’individuazione e applicazione degli opportuni coefficienti
correttivi determinati in funzione della qualità e quantità
delle infrastrutture trasferite dai Comuni all’ATO, nel rispetto
dell’articolo 12, della convenzione;
7)
Per
verificare il rispetto dei protocolli di legalità siglati presso
la Prefettura di Caltanissetta per le opere da realizzare.
8)
Per
verificare il rispetto del principio della trasparenza nelle
modalità adottate per il reclutamento del personale sia da parte
dell’ATO che del soggetto gestore.
9)
Per
verificare il rispetto di quanto contenuto nell’Atto di
indirizzo in tema di controlli, sanzioni e revisioni nel contratto
di servizio e nelle raccomandazioni in materia di articolazione
territoriale della tariffa emanate dal Comitato per la vigilanza
sull’uso delle risorse idriche.
RIVOLGONO
ISTANZA
AL
PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA AFFINCHE’ INTERVENGA ai sensi
dell’art. 19 comma terzo della legge Galli, facendo uso
dei suoi poteri sostitutivi per il commissariamento dell’ATO
CL6, tenuto conto che la gestione del servizio non può più
essere proseguita in questo modo .
CHIEDONO
Alla
Procura della Repubblica di Caltanissetta di voler verificare il
comportamento degli Organismi dell’ATO idrico CL6, in relazione
alle censure su espresse.
PDCI
MILENA
Avv.
Salvatore Ferlisi
Geom
Vincenzo Nicastro
|
| |
|
|
| dal
quotidiano de La Sicilia del 24/04/2008 |
|
dal
quotidiano de La Sicilia del 02/06/2007 |
| dal
quotidiano de La Sicilia del 27/05/2007 |
|
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Lo
Stato sociale ormai è attaccato da ogni lato
La
società civile si imbarbarisce sempre più
I
servizi pubblici peggiorano
I
beni di prima necessità hanno costi eccessivi
La
destra politica e di Governo vuol privatizzare tutto
Acqua
compresa !
Non
c’è civiltà alcuna, dietro un dipendente di una
società estera, a cui abbiamo ceduto il monopolio della
distribuzione dell’acqua, che ci viene a chiudere con tappi e
sigilli gli allacci privati alla rete pubblica.
Non
esiste giustificazione, non c’è ragione economica, non ci
possono essere contratti o capitolati e tantomeno “ carte dei
servizi “, per privare un qualsiasi cittadino ( se ancora
cosi possiamo definirci ), del diritto di veder scorrere acqua
potabile dal suo rubinetto domestico.
E’
un problema di ordine pubblico !
I
nuovi feudatari, signori e nuovi padroni della ( ex ) nostra acqua
potabile, grazie agli ATO idrici, per ragioni di cassa, per
presunti o certi, mancati pagamenti di ratei o canoni, con
estrema faciloneria, oggi possono decidere di apporre sigilli alla
rete pubblica , dopo la chiusura ( sospensione ) degli allacci
privati, senza dover dare conto o ragione ad alcuno.
Il
presidente dell’ATO idrico, è il Presidente della Provincia
Regionale di Caltanissetta, che ha ritenuto di tenere per se
l’incarico e di non delegarlo ad alcuno : lui non sa di questi
comportamenti e di questi atti ?
I
consiglieri provinciali eletti, lo hanno mai interrogato o
interpellato nel merito di queste vicende ?
I
signori dell’acqua debbono capire di essere rei e responsabili
dell’interruzione di un pubblico servizio.
Costoro
anche se ci chiudono i rubinetti, non possono privarci del diritto
ad attingere acqua potabile : anche quando chiudono un singolo
rubinetto privato, debbono di converso provvedere ad impiantare e
far funzionare ventiquattro ore su ventiquattro delle fontane
pubbliche, da cui ogni cittadino possa prelevare il suo
quantitativo di acqua necessaria per la vita quotidiana.
La
scelta giusta sarebbe il quantitativo minimo vitale per ogni
singolo cittadino.
Non
mi faccio illusioni, viviamo in una epoca caratterizzata da
governi, a tutti i livelli, di ispirazione
reazionaria, con un chiodo fisso nella testa: privatizzare tutto,
allo scopo di monetizzare ogni cosa, per creare ricchezza
per pochi, a danno e detrimento di tutti.
E’
un modello di società che non condivido, che non accetto e
combatto, con mezzi leciti, civili e democratici .
L’Ato
idrico, quando era a guida PD, non ha previsto e non ha imposto a
Caltacqua, nei capitolati di appalto e nelle successive carte dei
servizi, di garantire ai cittadini il quantitativo minimo
vitale, come non lo fa adesso il nuovo Presidente della Provincia,
appartenente al MPA, il quale consente a Caltaqua di apporre
sigilli agli utenti morosi, senza risolvere il contratto di
appalto e senza che si realizzino fontane
pubbliche.
In
alternativa, alle chiusure ed alle sospensioni si potrebbero
mettere dei riduttori per limitare il flusso idrico fino al
quantitativo minimo vitale.
In
una società civile, in un mondo giuridicamente evoluto, non si
applicano mezzi di ritorsione, non si ricorre a mezzi di punizioni
draconiani.
Per
un mancato pagamento, si procede a norma di legge. Ci sono i
sistemi di recupero credito a spese ed in danno del singolo
inadempiente. C’è l’esecuzione forzata, con diritto di
pignoramento e successiva vendita dei beni mobili ed immobili .
Per
le società di capitali si potrebbe persino arrivare alla
dichiarazione di fallimento. Ma quello che fa Caltaqua è barbarie
allo stato puro.
Noi
cittadini, non dovremmo permetterlo.
Dicevo
sopra, che l’erogazione dell’acqua potabile ed eventuali
cessazioni di fornitura, attraverso le condutture e gli impianti
realizzati con i soldi pubblici,non è affare privato tra una
società di gestione, che agisce per fini di lucro, ed
il singolo utente disarmato ed impaurito, ma ( per come la vedo io
), è anche un problema di ordine pubblico.
Non
si può lasciare libero arbitrio a questi nuovi signori del feudo
post pubblico, di poter fare tutto quello che vogliono e come
vogliono.
Dobbiamo
interporre tra costoro ed il cittadino, una barriera, una specie
di filtro gestito dalle amministrazioni locali, nel senso di
verificare prima di qualsiasi “ taglio o sospensione “,
in presenza del Sindaco del luogo e delle parti, le condizioni, le
modalità ed i termini ed eventuali interventi sostitutivi di
carattere sociale.
Non
possiamo essere vittime del potere economico straniero, gestito in
loco, da ascari raccomandati.
Da
comunista, penso che tutti i servizi ad altissimo impatto sociale
ed umano, debbano essere gestiti dallo Stato, per
consentirne la completa e totale fruizione a tutti i cittadini,
senza distinzione di censo, religione od etnia.
Siccome
siamo lontani da questi orizzonti e la gente sceglie sempre
governi di destra, che amano privatizzare ogni cosa, propongo
misure di mezzo nel tentativo disperato di alleviare il
danno e l’impatto sociale ed umano.
Chiudere
i rubinetti ad un anziano, ad una famiglia numerosa, a dei
disoccupati, a delle povera gente è un misfatto miserabile ed
abietto.
Non
è giustizia ma prepotenza e sopraffazione.
Ribadisco,
come per altre questioni, non è un problema da risolvere in sede
giudiziaria: è un caso politico !
Quando
la politica colpisce la gente, quando priva il singolo o la
collettività dei loro diritti ( es. acqua, sanità, scuola ), non
dobbiamo pensare alla magistratura come ad un potere demiurgo che
possa rimediare agli errori dei politici.
Non
possiamo delegare il nostro potere democratico di scegliere alla
magistratura !
La
politica sbagliata si combatte con una politica corretta.
Il
cittadino quando vota governi liberisti ( di centro/destra ) deve
rendersi conto, che a fronte di un apparente alleggerimento
fiscale, dovrà poi pagarsi persino l’aria che respira.
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CONTRO
IL VOTO DI SCAMBIO
CONTRO
IL CLIENTELISMO VECCHIO E NUOVO
PER
IL SUPERAMENTO DEGLI ATO,
PER
IL DIRITTO ALL’ACQUA
PER
IL QUANTITATIVO MINIMO VITALE a PERSONA
Di
ACQUA GRATIS e per SEMPRE.
………
I
Comunisti Italiani di Milena, sono rimasti esterrefatti,
dalle notizie diffuse dagli organi di stampa di questi ultimi
giorni. L’assemblea ATO, del 10 maggio 2007, formato dai sindaci
( o loro delegati ), di tutta la provincia, ha approvato un nuovo
tariffario dei prezzi dell’acqua potabile, con il voto
favorevole del rappresentante Comunale di Milena!
Avremmo
preferito che gli amministratori di questo comune, prima di votare
le nuove tariffe dell’acqua, ne avessero parlato, in Consiglio
Comunale e/o in qualche pubblica e libera assemblea, per poi
votare in nome dell’intero paese.
Non
l’hanno fatto. Hanno deciso loro su tutto e per tutti ! Hanno
deciso come farci pagare l’acqua, che non produce nessuno e che
ci arriva dal cielo !
In
questo modo, è come se ognuno di noi, avesse votato per le
proprie fatture, il cui costo certamente non sembra
diminuito in termini assoluti.
I
comunisti di Milena non si riconoscono nel voto dato da questi
Amministratori all’assemblea dell’ATO e se ne dissociano.
Dicono
i responsabili dell’ATO che l’acqua ci costerà molto meno !
I
Comunisti non danno giudizi. Invitano i cittadini ad
esaminare le fatture e le bollette : siano i cittadini/utenti a
dire se pagano meno ora, o pagavano di più prima !
I
COMUNISTI ITALIANI DI MILENA, SOSTENGONO CHE :
1.
L’acqua è un bene naturale
e un diritto umano universale.
2. La disponibilità, l’accesso individuale e collettivo
all’acqua potabile deve essere garantito in
quanto diritto inalienabile ed inviolabile della persona.
PROPONGONO
ALL’ASSEMBLEA ATO di APPROVARE e DELIBERARE l’erogazione
del QUANTITATIVO MINIMO VITALE
garantito pari a 50 litri giornalieri a persona,
in forma gratuita e senza possibilità di essere sospesa od
interrotta.
CHIEDONO
Trasparenza
sulle assunzioni
Stampato
a Cura del PDCI di Milena
Milena,
25.05.2007
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