PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI
FEDERAZIONE DI CALTANISSETTA

Redazione: segreteria PDCI Milena

E-mail: pdci.milena@libero.it

dsc04584.jpg (28279 byte)  SEDE PDCI DI MILENA

 

 
Hom page
Lotta dell'acqua
Indennita Amministratori
Comunicati
Campo Sportivo

 

    Partiti

 

INFORMAZIONI PER I VISITATORI

Questo BLOG non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base dei contributi di aggiornamento occasionalmente redatti dalla segreteria del PDCI di Milena, inviati e/o segnalati da compagni od altri visitatori. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.

L’autore di un qualsiasi testo pubblicato in questo BLOG, qualora fosse stato riprodotto dalla rete, ritenendolo di pubblico dominio, qualora volesse bloccarne la ulteriore pubblicazione, può contattare il gestore del BLOG, ed il suo articolo verrà con immediatezza cancellato dal BLOG.

Il BLOG è gestito dalla segreteria del PDCI di Milena.

I responsabili del BLOG consentono la pubblicazione di qualsiasi testo in tema di problematiche sociali, lavoro, politica, sindacalismo, cultura ed altro, senza censura o filtro alcuno. Unica e sola condizione per la pubblicazione di testi e post, in questo BLOG, risiede nella certezza dell’identità degli autori.

In questo BLOG non si pubblica niente di anonimo o con firme di comodo, non vere, fuorvianti o di fantasia.

Qualsiasi pezzo non firmato è riconducibile alla segreteria del PDCI di Milena.

La segreteria del PDCI di Milena, ritiene che le espressioni del pensiero debbano essere libere, senza censure e rispettose della dignità e dell’onore di tutti: non condivide la critica anonima, di gente che non ha il coraggio di sottoscrivere ciò che pensa e dice.

Avv. Salvatore Ferlisi

 

 
 

Sud - Licandro: "Tremonti ci azzecca, ma guardi Mpa-Lega"

 Pubblicato da pdcimilena 05 luglio 2010

"Una volta tanto Tremonti ne azzecca una: l'eccesso di cialtroneria ha fatto perdere immense risorse al Sud. In Sicilia in particolare siamo al record dei record nell'incapacità di progettare e di creare ricchezza con i fondi dell'UE. Tuttavia al Tremonti fustigatore suggerirei di avviare qualche inchiesta, naturalmente conoscitiva, su come funziona il governo regionale siciliano e il relativo apparato burocratico, non dimenticando che Lega Nord e Mpa sono alleati di ferro".Così Orazio Licandro della segreteria nazionale del Pdci-Federazione della Sinistra, commenta la dura critica di Tremonti ai governi regionali meridionali. "I numerosi magistrati che hanno indossato veste politica e stanno come assessori nel governo di destra guidato da Raffaele Lombardo (e poi si blatera di di toghe rosse!) - continua l'esponente comunista - dovrebbero da canto loro essere molto, ma molto più attenti su ciò che accade sotto il loro naso. Alle inchieste di altro genere, infine, dovrebbero pensarci i magistrati che continuano a fare i magistrati. E tuttavia nell'inerzia delle istituzioni italiane - conclude Licandro - dovrebbe l'UE assumere un'iniziativa diretta a verificare non solo perché vengono spese così poche risorse, ma soprattutto dove vanno a finire quelle spese".

 

 

BRANCHER - DILIBERTO: "HA PREVALSO SENSO DI VERGOGNA, TUTTO GOVERNO VADA A CASA" 

Pubblicato da pdcimilena 05 luglio 2010

"Ha prevalso il senso di vergogna, a dimostrazione che questa maggioranza considera il governo del Paese 'roba' personale, e che risolve le faccende nelle segrete stanze.
Le tardive dimissioni di Brancher testimoniano che solo l'indignazione popolare, insieme ad una forte e determinata presa di coscienza delle opposizioni parlamentari e non, possono mandare a casa questo governo di inietti, furbi e arroganti". E' quanto afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI.
 

Manovra - PDCI: "Giù le mani dai disabili" 

Pubblicato da pdcimilena 05 luglio 2010

"Si poteva immaginare dove sarebbe andata a “parare” questa finanziaria! Era già stato tutto scritto nel “libro verde” del ministro Sacconi. Il libro che traccia le nuove prospettive dello Stato Sociale, del nuovo welfare, secondo questo governo. Il libro che non tiene minimamente conto delle fasce deboli della popolazione e che misura le persone rispetto alla loro capacità competitiva di stare sul mercato. In una sola parola, alla loro capacità di 'produrre'. Non ci sorprendono, dunque, le parole del ministro Tremonti: "Questo è un Paese con duemilioni e sette di invalidi e ciò pone la questione, se un Paese cosi, può essere ancora competitivo...”. E  allora giù la mannaia: l’invalidità sarà riconosciuta solo alle persone affette da un’unica minorazione con percentuale superiore al 74%; saranno escluse le persone affette da più tipologie. Ciò significa che una moltitudine di invalidi subirà direttamente le conseguenze della Manovra, attraverso la riduzione o addirittura l’eliminazione delle proprie pensioni di invalidità, visto che la somma delle patologie sarà azzerata; per cui, secondo il governo, tali persone stanno bene anche se, di fatto, non possono permettersi un percorso di vita normale.Si parla di tagliare una misera pensione di 257 euro per 13 mensilità per le persone invalide che non superano il reddito annuo di 4.400 euro. Il governo vuole mettere mano anche all’indennità di accompagno, riconoscendola solo a chi è immobilizzato, escludendo, per esempio, le persone down o quelle che, pur riuscendo a mangiare e vestire, di fatto, non sono in grado di svolgere gli atti quotidiani in modo autonomo.Sorge spontaneo chiedersi come può un governo pensare di fare una cosa simile? Forse, questo governo, non sa che 470 euro di indennità di accompagno sono l’unica forma di assistenza su cui oggi può contare una persona disabile, vista la totale insufficienza e inadeguatezza dei servizi. Forse, questo Esecutivo, non sa che sono solo le famiglie a farsi carico dell’assistenza dei propri cari, lasciati di nuovo più soli oggi.La Manovra, infatti, taglia il 40% del Fondo Sociale, aumentando però le spese militari e continuando a spendere milioni per opere inutilizzate o addirittura mai finite. Perché piuttosto che accanirsi sulle persone deboli, i signori del governo non pensano, invece, a fare controlli più severi, cosi da colpire, finalmente, i più furbi a cui sono riconosciute invalidità false? Quei furbetti che spacciandosi per invalidi prendono la pensione tutti i mesi, oppure occupano ingiustamente un posto di lavoro in qualità di falso invalido? Sono cresciuta pensando che un buon governo è quello che ha come obiettivo la tutela delle categorie più deboli, che rispetta una Costituzione che garantisce ogni cittadino, che pensa alla disabilità come ad un problema che appartiene alla collettività e di cui la collettività deve farsi carico. Siamo, invece, di fronte ad un governo per il quale una persona 'conta' solo per quanto 'produce'. Il resto è merce di scarto. Tutto ciò fa venire in mente qualcuno che voleva un nazione di razza pura...Il 7 luglio, alle ore 10, saremmo a Roma, in piazza Montecitorio, accanto alla Fish, alla Fand e a tutte la associazioni pronte a lottare per la difesa dei diritti e per il riconoscimento della dignità di tutte le persone". E' quanto afferma Maria Antonietta Grosso, responsabile del dipartimento 'Diritti ed uguaglianza' del PdCI - Federazione della sinistra.

Mafioso senza appello

Pubblicato da pdcimilena 05 luglio 2010

Mafioso senza appellodi Giuseppe Di Lello su il manifesto del 30 giugno 2010

Il senatore Marcello Dell’Utri, cofondatore con Berlusconi di Forza Italia, è stato condannato anche in appello per concorso esterno in associazione mafiosa: nudo e crudo, politico più che giudiziario, il fatto è questo e su questo bisogna ragionare in attesa di leggere le motivazioni della sentenza e, ovviamente, ricordando che bisognerà aspettare anche la pronuncia finale della Cassazione.
Ha retto l’impianto accusatorio delineato dalla sentenza di primo gado, mentre sembra non aver avuto alcuna influenza l’apporto fornito da Spatuzza per i fatti dopo il 1992 (le stragi) per i quali è stata dichiarata la insussistenza. In realtà sembra di capire che si sarebbe potuto andare a sentenza già prima della presentazione in dibattimento del pentito eccellente e che la sua deposizione abbia un po’ complicato le indagini in corso su quei fatti, ma non più di tanto, dato che certo questa sentenza non può cancellarli se le stesse dovessero approdare a risultati penalmente rilevanti: lasciamo a futuri giudici l’ardua sentenza.
In questo contesto anche la mannaia della prescrizione – vista la riduzione della pena a sette anni – diventa un problema secondario, perché il punto non è tanto vedere Dell’Utri in carcere quanto ribadirne il ruolo di cerniera tra la mafia e la politica andata al potere, con Forza Italia poi Pdl: questione politica, più che giudiziaria, appunto.
Per Berlusconi i fatti privati – aziende, finanza, conflitti d’interesse – sono inestricabilmente legati alla gestione di un potere affaristico e palesemente corrotto, inclusi i rapporti intercorsi con personaggi come Dell’Utri, e non a caso sta cercando di risolverli complessivamente con il lungo rosario delle leggi sia a sua protezione che a protezione degli interessi generali di un sistema che ha negli affari, nell’illecito e nelle mafie il suo punto di forza. Gli scudi, i legittimi impedimenti, la vanificazione delle intercettazioni e delle indagini, lo svuotamento del processo penale, l’indebolimento dell’indipendenza dei pm e della magistratura, l’azione penale rimessa interamente nelle mani della polizia giudiziaria e, cioè, dell’esecutivo, il bavaglio alla libera stampa, la soppressione dei già affievoliti poteri di contrattazione sindacale, sono tutti funzionali a quel disegno che andrebbe contrastato nella sua interezza se si vuol difendere quel residuo di democrazia che ci è rimasto.
Cosa pensi questa maggioranza di destra sui legami tra mafia e politica lo si è già visto con la strenua difesa di Cuffaro fino alle sue dimissioni imposte dalla condanna, con la unanime e decennale solidarietà a Dell’Utri, con la conferma di Cosentino a sottosegretario, per citare solo gli episodi più eclatanti. Né valgono gli annunci trionfalistici dei vari Maroni sugli arresti di latitanti o sui sequestri di patrimoni: se nel nostro Paese la forza della mafia fa perno principalmente sui rapporti con la politica, sappiamo da che parte stanno le forze della destra e come con queste al governo sarà impossibile sradicare una tale organizzazione criminale.
È a questo intreccio tra poteri criminali e poteri politici che un’ennesima sentenza, quella di ieri, rinvia con forza ed è su questo intreccio che l’opposizione parlamentare dovrebbe riflettere più attentamente, senza accantonarlo come un fatto accidentale, ma riconoscendo che è un punto di forza del potere della destra, specie nelle regioni meridionali: quindi trarne le conseguenze, ad ogni livello, nazionale e locale.
Il Pd non può pensare di dialogare in Parlamento sulle riforme all’ombra di questa santa alleanza, quando è chiaro che la destra non è affatto propensa a rinunciare agli «strumenti» dell’illecito ma anzi li vuole rafforzare (vedi Brancher) perché consustanziali al suo potere, né può pensare di governare in Sicilia alleandosi con pezzi di classe politica che fanno riferimento addirittura a Dell’Utri.
I giudici hanno il compito di tirare le somme attenendosi a quanto la legge prescrive, ciò che la Corte d’appello di Palermo sembra aver fatto, né più, né meno. L’opposizione politica ha il compito tautologico di fare opposizione, tenendo ben presenti tutti i fatti della tragica realtà del momento, sentenza Dell’Utri compresa.

 
Istat, Consumi - Pagliarini: "Italiani allo stremo, Governo ingrassa pancia dei ricchi" 

Pubblicato da pdcimilena 05 luglio 2010

"Niente lavoro, scarsi consumi e tanta fame. Il dato Istat sui consumi delle famiglie dimostra che gli italiani sono allo stremo e che l'orrenda Manovra partorita dal governo non serve a niente, se non ad ingrassare la pancia dei ricchi.
Si deve cambiare rotta: occorre incrementare i salari, bloccare i licenziamenti e potenziare i servizi sociali. L'assoluta incapacità di Tremonti e soci ad interpretare e a contrastare la crisi non fa che peggiorare la situazione". E' quanto afferma Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro del PdCI - Federazione della sinistra.

 

 

intervista al compagno Enzo Nicastro

                    La posizione dei sindaci sui precari

StampaPDF

 a conclusione dell’affollata assemblea, promossa dal sindaco di Agrigento marco Zambuto, svoltasi nell’aula consiliare della Città della Valle dei templi, nel pomeriggio di lunedì 7 giugno, con la partecipazione di numerosi primi cittadini dei comuni della provincia di Agrigento e di quelle limitrofe (tra cui quelli di Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Camastra, Cammarata, Campobello di Licata, Castronovo di Sicilia, Cattolica Eraclea, Chiusa Sclafani, Favara, Giuliana, Grotte, Licata, Menfi, Milena, Naro, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Racalmuto, Raffadali, Ravanusa, Ribera, S. Biagio Platani, S. Giovanni Gemini, S. Angelo Muxaro, S. Margherita di Belice, S. Elisabetta, Sciacca, Villafranca Sicula) del Presidente della Provincia di Agrigento, dei rappresentanti sindacali e dei lavoratori interessati, è stato approvato il seguente documento:
“I sindaci siciliani, 
preso atto del devastante effetto che verrebbero sicuramente ad avere sulle risorse umane ed i servizi comunali i provvedimenti del Governo nazionale in ordine al precariato ed al patto di stabilità,
evidenziati gli effetti estremamente negativi sul piano economico che detti atti provocherebbero sulla disastrosa situazione occupazionale della Sicilia,
costituiscono un comitato permanente di azione e di lotta per modificare i citati provvedimenti,
manifestano piena condivisione e sostegno all’impegno del Presidente della Regione e dei sindacati,
preannunciano una serie di iniziative di protesta, finalizzate anche a coinvolgere tutti i parlamentari siciliani e meridionali su questo programma di difesa degli interessi della Sicilia,
chiedono prioritariamente l’immediata modifica del decreto legge n. 78 del 31/05/2010 nella parte relativa al precariato,
preannunciano una manifestazione nazionale partecipata da tutti i rappresentanti degli enti locali, concordata con i sindacati, a palazzo Chigi, ove si depositeranno, innanzi all’ingresso della Presidenza del Consiglio dei ministri, le fasce tricolori.”

Vincenzo Nicastro

ViceSindaco di Milena

 

 

preview   preview    preview

 

I Comunisti di Milena esprimono piena solidarietà ai precari che da ogni parte della Sicilia siamo stati a Palermo giorno 4 giugno 2010 per manifestare, davanti alla presidenza della Regione.

Circa 22000 lavoratori siciliani, dopo vent’anni di precariato, e di false promesse da parte di una classe dirigente che ha fatto dell’inganno un metodo di governo, rischiano di perdere l’occupazione.

Riteniamo indispensabile, che venga presentato subito dalla debutazione nazionale un emendamento per ottenere una deroga al patto di stabilità e successivamente l’approvazione di una legge regionale organica che consenta una definitiva stabilizzazione dei precari, così come pensiamo che ciascun attore (governo nazionale, governo regionale e ars, gli stessi enti locali) debbano assumersi le proprie responsabilità in ordine al diritto al lavoro.

I Comunisti di Milena richiamano l’attenzione di tutti i lavoratori e le lavoratrici e delle loro organizzazioni, che solo un radicale cambiamento delle attuali politiche restrittive e antipopolari può consentire di rispondere alle legittime richieste di occupazione, tutele, reddito. Per questo lavoriamo a unificare le lotte in tutti i settori sociali, sull’obiettivo di una politica economica e sociale che valorizzi e difenda il lavoro e colpisca gli speculatori che le politiche neoliberiste hanno ingrassato.

Vincenzo Nicastro

Manovra, Sciopero magistrati - PDCI: "Da Alfano canea insopportabile" 

pubblicato il  Venerdì, 04 Giugno 2010 da pdcimilena

"Da Alfano canea insopportabile: faccia il ministro e non l'uomo di partito sempre e con chiunque".
E' quanto afferma Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del PdCI - Federazione della sinistra, che continua: "La verità è che ogni qual volta Alfano deve difendere l'indifendibile la butta in polemica politica. Quello dei magistrati è l'ultimo anello di una serie di scioperi che annunciati che testimonia l'oscenità politica, civile e sociale contenuta nella Manovra. Alfano, invece di accusare - conclude - farebbe bene a seguire le ragioni di chi protesta".

 Petrolio - PDCI: "Trivelle in Canale di Sicilia? La Prestigiacomo intervenga"

pubblicato il  Venerdì, 04 Giugno 2010 da pdcimilena

“La Prestigiacomo intervenga immediatamente su quanto denunciato da ‘L’Espresso’, secondo cui una compagnia irlandese con sede in Italia, la ‘San Leon Energy’, grazie ad una concessione ministeriale che lascia carta bianca per una porzione di 482 chilometri quadrati, sarebbe pronta ad effettuare una fase di ricerca e due campagne di trivellazione nel Canale di Sicilia.
La zona è ad alto tasso di sismicità, tenuto conto della presenza in quell’area dell’Empedocle, un gigantesco vulcano in attività, la cui posizione è a poche miglia dalla costa e il cui fermento, come riporta il settimanale, è certificato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia”. E’ quanto afferma Orazio Licandro, della segreteria nazionale del PdCI – Federazione della Sinistra.
“Permettere di trivellare in quella zona – continua Licandro – è follia allo stato puro e il rischio, come dimostra il disastro ambientale e sanitario in Lousiana, è altissimo. Il becero profitto non può assolutamente avere la meglio sul rispetto della natura, dell’ambiente e della salute: il ministro Prestigiacomo, quindi, non perda tempo e si attivi, a tutela degli interessi ambientali e della salute della popolazione”.

 

Manovra. Tra i lavoratori pubblici scoppia il malcontento

Manovra. Tra i lavoratori pubblici scoppia il malcontento

di Antonio Crispi* su dazebao.org

Tra i lavoratori delle funzioni centrali, (ministeri ed enti pubblici non economici), monta il malcontento mentre erano in corso per la manovra correttiva e per le misure punitive che colpisco, come sempre, il solo lavoro pubblico. Mentre sono ancora in corso le consultazioni del Governo, oltre duecento lavoratori della Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno rumorosamente chiesto di incontrare il Sottosegretario Gianni Letta per discutere dello “spacchettamento” del personale, che verrà suddiviso tra i ministeri. Su questa operazione nulla è ancora dato sapere.

Stamane già si sono tenute assemblee dei lavoraotri al Ministero dell’Ambiente e all’Ice (Istituto per il Commercio Estero),  mentre la quasi totalità di ministeri ed enti pubblici ha programmato per i giorni a seguire iniziative analoghe. I lavoratori dell’Ice, già in stato di agitazione, stanno valutando le azioni di protesta da mettere in campo. I lavoratori del Ministero dell’Ambiente nella settimana effettueranno sit-in e presidi per protestare contro i tagli indiscriminati e il mancato rispetto degli accordi, chiedendo di essere ricevuti in tempi brevi dal Ministro.

Dalla consultazione con le parti sociali, poi, veniamo a sapere che il taglio al personale, già effettuato con la manovra del 2008 e poi rilanciato nella misura del 10% dal decreto Milleproroghe, verrà ripetuto e che colpirà ministeri, quindi anche le forze dell’ordine (Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale compresi), ed enti pubblici non economici.

Una manovra che abbiamo già definito “lacrime e sangue”, che non può passare inosservata e sta già portando i lavoratori allo stato di agitazione. Uno stato di agitazione non formale ma che sta nei fatti, nella paura di chi vede per l’ennesima volta il proprio lavoro umiliato e calpestato, reso un salvadanaio dal quale tirar fuori risorse, senza un progetto di sviluppo, ma soprattutto senza calcolare i costi di ritorno che una tale operazione potrebbe avere sulla qualità dei servizi e sulla tenuta del sistema pubblico.

*Segretario Nazionale Fp Cgil

 

Rainews24 oscurata senza preavviso.

 Il Cdr: ”interruzione di servizio pubblico”

Pubblicato il   da pdcimilena

Rainews24 oscurata senza preavviso. Il Cdr: ”interruzione di servizio pubblico”Il governo e questa maggioranza trovano sempre una “buona”ragione per cancellare l’informazione del servizio pubblico, noi non ne troviamo nessuna di buona ragione se non la volontà persecutoria del governo di restringere gli spazi di democrazia e dell’informazione libera. Questo governo non si ferma neppure d’avanti al reato di: interruzione di pubblico servizio, reato che si conclama con l’oscuramento, per’altro senza preavviso, di Rainews 24: Ci uniamo alla protesta della redazione e del sindacato dei giornalisti. Rosa Rinaldi Rainews24 non si vede piu’. Lo hanno scoperto questa mattina i telespettatori che hanno cercato di sintonizzarsi sulla rete all news della Rai. La causa dell’accaduto, secondo quanto viene spiegato sul sito del canale Rai, va ricercata nel passaggio al digitale terrestre della Lombardia, che anche nelle regioni gia’ coperte solo dal segnale digitale, come il Lazio, ha provocato una variazione delle frequenze. Risultato:  Rainews24 slitta a seconda dei decoder verso il fondo della ‘pitlane’ del decoder, alla posizione 998 in alcuni casi. Ma non e’ solo questo il problema. Anche sul canale 506 del satellite, bouquet Sky, Rainews24 non c’e’ piu’,  soppiantata da un promo di RaiSport 2. Sull”oscuramento’ del canale interviene il suo direttore, Corradino Mineo, con una nota. ”Rainews informa – scrive il direttore – che da questa mattina gli utenti non ci trovano piu’ al canale 42 della piattaforma digitale terrestre. Centinaia di mail pervenute al nostro sito e altrettante telefonate testimoniano che, in realta’, molti spettatori non riescono piu’ in alcun modo a sintonizzarsi sul nostro canale. Rainews – spiega Mineo – non va in onda nemmeno al canale 506 della piattaforma Sky. Ci scusiamo con gli utenti” e, assicura il direttore, ”faremo di tutto per comprendere le ragioni di questo oscuramento e di porvi rimedio. Rainews informa, inoltre, che da oggi il Canale non si chiama piu’ Rainews24 ma solo Rainews e che, per omologare l’intera offerta aziendale, la Direzione Generale ha deciso di spostare il logo in alto a destra dello schermo. Il logo purtroppo – rileva ancora Mineo – risulta poco leggibile, mentre la nuova grafica impedisce, per il momento, di mandare in onda i flash, strumento indispensabile per una all news. Anche di questo ci scusiamo con gli utenti”.Interviene con una nota anche il Cdr di Rainews, annuciando che per quanto sta accadendo ”la rappresentanza sindacale e’ pronta a denunciare l’azienda per ”interruzione di servizio pubblico”, e per oggi ha indetto un’assemblea al termine della quale potrebbero essere annunciate varie forme di protesta. Il cdr chiede anche un incontro urgente con il direttore generale Mauro Masi per ”chiedere i motivi di quanto sta succedendo e quale sara’ il reale futuro di Rainews 24”. Perso il ‘24? nel nome (comune a tutte le piu’ note allnews nel mondo) – continua il Cdr – negato un rafforzamento di mezzi e organico, tagliato il budget, perse le frequenze sul digitale terrestre senza preavviso per gli utenti, socchiusa la finestra in chiaro nel palinsesto mattutino di Rai3, quale futuro per Rainews?”.
 

Istat - FGCI: "Quadro devastante: Governo ladro di futuro" 

Pubblicato il   da pdcimilena

"Dal rapporto Istat esce un quadro devastante: un abbassamento dei redditi delle famiglie del 2,8%, una generazione, quella dei giovani sotto i 30 anni, che è mantenuta dai genitori, e addirittura si rassegna ad un futuro incerto.
La risposta che arriva dal Governo attraverso la manovra accentuerà questa deriva: lo smantellamento del welfare, del costo del lavoro incrociato ai tagli su Formazione e Ricerca bruceranno la nostra generazione, rubandoci qualunque prospettiva. Serve una mobilitazione larga, unitaria, che unisca mondo del lavoro e dell'istruzione, che pretenda un nuovo sistema di welfare e che garantisca continuità di salario per i precari ed investimenti massicci sulla Ricerca. Nella società c'è lo spazio, come le recenti mobilitazioni dei ricercatori dimostrano, per la ricostruzione di una coscienza collettiva, che detti l'agenda alla politica, a partire da ricerca e lavoro". E' quanto afferma Flavio Arzarello, coordinatore nazionale della Fgci, l'organizzazione giovanile del PdCI - Federazione della sinistra.

 

 

Manovra - Bergonzi: "E' contro la scuola e contro il Paese" 

Pubblicato il   da pdcimilena

"L’entità precisa dei tagli definitivi della manovra finanziaria alla scuola pubblica (alcuni miliardi!) si conoscerà nei prossimi giorni, ad oggi è certo che essa toglierà a 900.000 insegnanti l’equivalente di uno stipendio mensile: 1300-1800 euro annui".E' quanto afferma Piergiorgio Bergonzi, responsabile Scuola del PdCI - Federazione della sinistra. "Ciò accadrà - continua - in ragione del blocco dei contratti e della progressione di carriera di tutto il pubblico impiego, insegnanti compresi. Ciò accade mentre, secondo le stime OCSE gli insegnanti italiani sono i meno pagati d’Europa: un insegnante italiano delle superiori percepisce 40  euro lordi l’ora a fronte di una media OCSE di 46; la progressione stipendiale da inizio a fine carriera di un insegnante italiano è 1,47, la media OCSE 1,69".

"Se gli insegnanti e il pubblico impiego sono i più colpiti - precisa Bergonzi - moltissimi saranno i precari “licenziati”; la sanità e i servizi sociali negati a fasce estesissime della popolazione (in ragione dei 13 miliardi di tagli agli enti locali e alle Regioni), molti pensionamenti saranno bloccati. Una manovra scellerata che blocca lo sviluppo del paese che colpisce duramente tutti coloro che non sono ricchi, il 90% della popolazione".

"La manovra - puntualizza Bergonzi - neppure si pone il problema di tassare le rendite e le grandi ricchezze cioè il 10% della popolazione che possiede il 50% della ricchezza nazionale, anzi essi sono premiati e incoraggiati nelle loro speculazioni immobiliari e finanziarie realizzate a spese di tutti! La manovra non si pone neppure il problema di tassare almeno di un ulteriore 5% coloro che impunemente hanno potuto riportare in Italia i capitali illegalmente esportati all’estero".

"Questi due provvedimenti - conclude Bergonzi - sarebbero sufficienti a coprire l’intera manovra finanziaria a renderla equa. E invece sacrificano la scuola, la salute dei cittadini, il lavoro, le pensioni, agli interessi della grande ricchezza e della speculazione. Questo non è accettabile in alcun modo. Tanto più in un Paese la cui Costituzione proclama come principio fondamentale l’uguaglianza dei cittadini".

 

MANOVRA - DILIBERTO: "BENE CGIL, 

SCIOPERO GENERALE E' RISPOSTA MIGLIORE" 

 Pubblicato il   da pdcimilena

"Se non ci fosse la Cgil non sapremo a che santo votarci! Lo sciopero generale è la risposta migliore a questa Manovra che fa male ai lavoratori e al Paese".
E' quanto afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI, che continua: "Non può essere Pantalone a pagare i costi di una crisi tenuta nascosta dal governo per due anni. Insieme allo sciopero indetto dalla Cgil - conclude Diliberto - tutta l'opposizione sia unita nel chiedere a gran voce che questo governo di incapaci e bugiardi se ne vada a casa".
 

Manovra - PDCI: "Governo batte cassa su pelle dei soliti noti" 

Pubblicato il   da pdcimilena

"Il governo, tra liti e ultimatum tutti interni al Pdl, si prepara a battere cassa sulla pelle dei soliti noti: lavoratori salariati e pensionati in primis.
E' tutta una babele fatta a posta per scippare soldi dai portafogli degli italiani che pagano le tasse". E' quanto afferma Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del PdCI - Federazione della sinistra.
"I paventati interventi sui contratti - continua Pignatiello - il blocco degli automatismi e del turn over e la rateizzazione delle liquidazioni insieme alla finestra unica di uscita per vecchiaia e anzianità testimoniano la natura classista del governo, prono ai voleri di Confindustria e distante anni luce dai bisogni dei ceti sociali più deboli. La stessa operazione sugli immobili fantasma - conclude Pignatiello - fa rientrare dalla finestra il nuovo condono edilizio che sembrava uscito dalla porta della Manovra".

Cambiare si deve… ancora e sempre !!! Il cambiamento non finisce con l’elezione di un sindaco !!!!

Ugo Grizzanti

    Molti come me hanno cambiato schieramento politico amministrativo di questo comune, credendo necessariamente che un cambiamento nella vita amorfa di questo paese era necessario, doveroso ed ineludibile.
    Abbiamo cambiato.
    Non è stato un cambiamento semplice, facile, fatto con un semplice tratto di matita: il cambiamento è stato profondo, ha inciso su amicizie e relazioni cresciute fin dalla più tenera età, sul presente e pensando al futuro.
    Abbiamo cambiato, non per la sua persona fisica: abbiamo scelto la sua coalizione, ed il candidato sindaco della sua coalizione, perché non ci è parso un salto nel buio: nella coalizione c’erano i comunisti e ci sono ancora, ( ? ), c’era l’IDV, ( e credo non ci sia più ), c’erano i socialisti, ( si sono perse le tracce ), oltre i partiti della coalizione di centro destra, (sembra che Le sia scappato il PDL ).
    Ognuno di noi, che passava dalla posizione avversa, trovava nella sua coalizione una nuova casa politica !
    Cosa sta succedendo ?
    Il cambiamento è come un incendio, che per portare benefici deve essere guidato e controllato. Lei non sembra in grado di poter guidare il cambiamento in atto: la gente è molto più veloce di lei, cambia prima che Lei se ne accorga.
    Carmelo Ferlisi, è la prova del cambiamento, è l’icona del nuovo, è lo spirito del fuoco salutare, liberatorio e purificatore del cambiamento.
    La non nomina di Carmelo Ferlisi alla poltrona di assessore al comune di Milena, segnerà il suo punto di arrivo,il limite ultimo delle sue capacità di cambiamento.
    Ha già perso molti pezzi della coalizione, Le auguro di non perdere del tutto la fiducia della gente del paese, già abbastanza delusa e disincantata.
    Chiunque, andrà ad occupare quella poltrona assessoriale, diverso da Carmelo o da uno della lista dei candidati eletti o non, sarà un “ vecchio “, cioè una persona fotocopia di quello che pensavamo di aver cacciato fuori dalla stanza di governo di questo comune.
    Carmelo Ferlisi è il cambiamento che si muove, cammina e marcia inesorabilmente, e Lei Signor Sindaco raccolga ancora una volta l’appello del cambiamento e lo guidi, non si lasci trasportare dai politicanti da Bar e da strada, magari con interessi diversi collegati ai poteri comunali.

     

    Ugo Grizzanti

 

Succede a Milena. Gli agricoltori chiedono la nomina di un assessore di cui possano fidarsi ! Sia per competenza e sia per rappresentatività popolare.

 

    Il Sindaco cosa farà ?
    Darà riscontro al mondo del lavoro, portando un loro reale ed autentico rappresentate nella stanza della Giunta, o gli preferirà il frutto di una scelta di tipo diverso ? Continua a leggere…

 

Lavoro, Statuto - Pagliarini: "Sacconi vuole schiavizzare lavoratori"

Pubblicato da pdcimilena | Sabato 22 Maggio 2010

"Da Sacconi provocazione di pessimo gusto. Lo Statuto non si tocca, semmai si migliora e si estende a tutto il mondo del lavoro".
E' quanto afferma Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro del PdCI - Federazione della sinistra, a commento di quanto dichiarato dal ministro del Welfare Sacconi in un'intervista al 'Corriere della Sera'. 
"La sua ricostruzione fantasiosa dello Statuto dei lavoratori - continua Pagliarini - è discutibile e grave. La verità è che a questo governo dà fastidio l'attualità e la vitalità delle norme in esso contenute, che garantiscono le libertà individuali e collettive e che stabiliscono la pari dignità tra lavoratore e datore di lavoro. Il progetto di Sacconi - conclude Pagliarini - come dismostra il Ddl sull'arbitrato, è schiavizzare i lavoratori e snaturare il ruolo del sindacato a vantaggio delle imprese".

 

Solidarietà al popolo palestinese, le campagne sostenute dalla Federazione della sinistra

Pubblicato da pdcimilena | Sabato 22 Maggio 2010

La situazione palestinese oggi continua a vivere una fase difficile: gli insediamenti israeliani in Cisgiordania continuano ininterrottamente, così come continua la costruzione di nuove case di coloni a Gerusalemme Est.
A questo si aggiunge la nuova norma che espelle dalla West Bank i cittadini della Striscia di Gaza. Al di là di tante parole, la quotidianità in terra di Palestina è fatta di soprusi, violazioni continua dei diritti umani e sistematica cacciata dei cittadini palestinesi dalla loro terra, già erosa dagli insediamenti e spezzata nella sua continuità dal Muro dell’apartheid. Di fronte all’immorale assedio di Gaza, al crollo di qualsiasi ipotesi di soluzione politica e al fallimento del processo di pace, all’intransigenza del governo di estrema destra israeliano, al silenzio e all’incapacità della comunità internazionale, a partire dall’UE, crediamo sia il momento di rafforzare le azioni di resistenza popolare e non violente, quali la campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni che si sta sviluppando in tutto il mondo. 
La Fds aderisce alla campagna BDS (ed in questo da pieno appoggio alla campagna STOP AGREXCO)  e sostiene l’azione della Freedom Fotilla, una flotta di otto navi che in questi giorni  sta salpando dai porti di Irlanda, Turchia e Grecia, alla volta di quello  di Gaza City.

 

 

 

Scajola si dimette. Ferrero (Fed. Sin.): perché Bertolaso non fa lo stesso?Pubblicato da pdcimilena | Mercoledi, 05 Maggio 2010

A dispetto dei fatti sembrava intenzionato a resistere aggrappato al suo posto. «Non mi dimetterò come nel caso Biagi», dichiarava a tutti i media ricordando a tutti di avere definito «un rompicoglioni» il giuslavorista che insisteva per farsi dare una scorta. Ma alla fine ha ceduto: «Un ministro della Repubblica non può sospettare di abitare in una casa in parte pagata da altri. Questa è la motivazione principale, quella più forte che mi spinge a dimettermi, convinto di essere estraneo a questa vicenda». Claudio Scajola lascia con queste parole il suo posto di ministro dello Sviluppo Economico. Posto nel quale il premier Berlusconi lo aveva riciclato passata la tempesta intorno. Scajola si dimette non ammettendo colpe, ma per “amor patrio”, o meglio di governo. “Sospetta" che qualcuno possa a sua insaputa aver pagato per la sua casa. Un benefattore anonimo, forse, che intenerito dalla mancanza di una dimora decente del ministro (ora ex) ha deciso di versare a sua insaputa degli assegni per quella casa vista Colosseo pagata con un mutuo da Scajola 610.000 euro (per 180 mq). «Se dovessi acclarare - ha proseguito Scajola - che la mia abitazione di Roma fosse stata pagata da altri senza saperne io il motivo, il tornaconto e l'interesse, i miei legali avvieranno le azioni necessarie per l'annullamento del contratto di compravendita». Senza poltrona e senza casa, quindi. Commovente, anche se la sua storia non ha commosso neanche Il Giornale che, pur non affondando mai, non lo ha difeso a spada tratta. Un'altra questione a questo punto l'ha sollevata il portavoce nazionale della Federazione della Sinistra Paolo Ferrero: «Le dimissioni del ministro Scajola erano un'atto dovuto, quindi andavano date al più presto. Il problema è un altro: perchè non si dimette il capo della Protezione civile Guido Bertolaso? Forse perchè coperto dai veri poteri forti? Attendiamo risposte». E' probabile che si tratti di una lunga attesa.

Atene brucia, tre morti in una banca Altri due edifici in fiamme 

Pubblicato da pdcimilena | Mercoledi, 05 Maggio 2010

È guerra urbana ad Atene e Salonicco per le proteste contro il piano d'austerità del governo greco. Nella capitale la situazione è totalmente degenerata nelle ultime ore, i manifestanti hanno lanciato bombe molotov contro negozi e banche e hanno tentato di forzare il cordone di sicurezza attorno al Parlamento lanciando pietre e bottiglie.
Un banca è stata colpita da una bottiglia molotov ed è scoppiato un incendio che si è propagato nell'edificio. Tre persone sono morte e una ventina sono ancora intrappolate nel palazzo. La polizia ha risposto con il lancio di gas lacrimogeni e granate stordenti. Un palazzo del centro attaccato dai manifestanti è stato evacuato dopo che è scoppiato un incendio. Fiamme anche in una una banca colpita da una molotov. Oltre al palazzo di Stadiou Avenue ad Atene, dove si trova la filiale della Marfin Bank, anche altri due edifici stano andando a fuoco nel centro della capitale greca. Lo riferiscono fonti della polizia spiegando che si tratta una esattoria fiscale e di una sede delle autorità regionali locali. Intanto un enorme colonna di fumo continua a salire da Stadiou Avenue dove nell'incendio sono morte quattro persone.
A Salonicco i poliziotti hanno usato i gas lacrimogeni per fermare una sassaiola contro le vetrine dei negozi. I disordini sono scoppiati a margine dei cortei di protesta contro il piano di rigore varato dall'esecutivo per accedere ai prestiti dell'Ue e del Fmi. Ad Atene 10mila manifestanti si sono uniti al corteo dei sindacati del settore pubblico e privato e altrettanti sono stati stimati per quello del sindacato comunista Pame. Tra gli slogan della protesta "Fmi e Ue stanno rubando un secolo di progresso sociale" e "I ricchi devono pagare per la crisi". Altre 14mila persone si sono radunate a Salonicco. Le manifestazioni hanno preso il via poco prima di mezzogiorno mentre la Grecia era paralizzata dallo sciopero generale, il terzo dall'inizio della crisi. I sindacati chiedono che il piano di rigore venga bocciato e che siano puniti i responsabili dell'esplosione del debito pubblicoellenico.
In tutto il Paese chiusi uffici pubblici, ospedali, banche e negozi e i trasporti aerei, marittimi e ferroviari sono bloccati con alcune eccezioni per Atene in modo da garantire la partecipazione alle proteste. Intanto la comunità finanziaria internazionale ha lanciato l'allarme: secondo il presidente della Bundesbank, Axel Weber, e il direttore generale del Fmi non sono da escludere "gravi effetti di contagio" in Europa dalla crisi greca. (AGI)

CONSIGLIO COMUNALE STRAODINARIO A MILENA. INTERVENTO DEL COMPAGNO SALVATORE FERLISI.

     

    FEDEREAZIONE DELLA SINISTRA
    FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ITALIANI DI CALTANISSETTA
    Sez. K. Marx di Milena
    E.mail : pdci.milena@libero.it. Sito internet “ LA PIAZZETTA COMUNISTA “

    L’aggressione violenta , eclatante, rumorosa ( in tutti i sensi ) ai danni di una struttura pubblica del Comune di Milena, non poteva e non ci ha lasciati, indifferenti.
    Il fatto va visto al di là del suo evento storico.
    Non è il semplice danneggiamento di un bene pubblico.
    Quello che ci preoccupa è l’atto simbolico: è una aggressione violenta, alle istituzioni, che quel portone, suo malgrado, rappresenta fisicamente e materialmente.
    E’ come se avessero colpito con un oggetto distruttivo la persona del Sindaco, non nella sua identità soggettiva, personalissima, individuale, ma in ciò che egli rappresenta : l’intera comunità dei milocchesi, sia quelli che lo hanno sostenuto elettoralmente sia quelli che la pensavano e la pensano diversamente.
    E’ un attacco, alla Giunta Comunale e al Consiglio nel suo insieme.
    Non è un attacco contro un singolo soggetto, è un atto dimostrativo ai danni dell’Ente Pubblico e a tutto quello che questo rappresenta e può rappresentare.
    Qual è il messaggio ? E’ la dimostrazione, a modo loro o a modo suo, in relazione al numero degli associati in questa attività criminale, che possono agire quando vogliono, e fare terra bruciata di ogni cosa.
    Perché ?
    Cosa vogliono e cosa pretendono che faccia nel loro interesse questo Comune ?
    Certamente, l’esatto contrario di quello che l’Amministrazione Comunale sta facendo !
    Se questa gente, ( perché dietro questi atti criminali, sia che ci piaccia oppure no, ci sono delle persone in carne ed ossa, che magari in questo momento stanno seguendo questo Consiglio Comunale, sia in forma diretta o indiretta ), fosse contenta dell’operato dell’Amministrazione comunale, non avrebbe motivo di attaccare cosi violentemente le strutture materiali.
    Quanti pensano o pretendono di dover aver qualche prestazione da parte Comune, lo chiedono, reiterano la richiesta, insistono, si lamentano, imprecano contro il sindaco assente e contro tutti quelli che gli stanno attorno : ma si fermano lì.

    Chi non chiede apertamente, chi pretende qualcosa di non dichiarabile, chi pretende di assoggettare le istituzioni pubbliche ai propri desideri, agisce in questi modi : usa le armi e gli strumenti per intimidire, per spaventare, per creare panico, per incutere paura, per creare le condizioni dello sfascio istituzionale.
    Questi comportamenti sono tipici dell’azione mafiosa !
    Il danno subito dalla struttura comunale di Milena, non può, non farci pensare che ad un attentato di stampo mafioso, sia per la modalità di esecuzione, i mezzi usati, il coraggio dimostrato ( sembra che abbiano agito al buio e in un orario – prima dell’alba – quando non c’è nessuna anima in giro ).
    E’ stato provocato un incendio “ doloso “ , perché pensato e voluto da una qualche mano o più mani che hanno dimestichezza con questo genere di interventi antidemocratici, sopraffattori e di chiaro scopo intimidatorio.
    I mafiosi, agiscono sempre al buio e di nascosto, e poi parlano di “ onore “:
    Non sono altro che dei criminali, vigliacchi e senza coraggio !
    Di cui non possiamo aver alcuna paura !
    E’stato atto meschino, miserabile, incivile, come tutti i comportamenti mafiosi.
    Per ora conosciamo solamente quello che vediamo.
    Abbiamo piena ed incondizionata fiducia sulle attività di indagini che svilupperanno le Autorità Giudiziarie e siamo sicuri, e certi, che alla fine sapranno smascherare questi ANTIEROI della notte, a cui va indirizzato il nostro pieno e totale disprezzo.

    I comunisti, rappresentati in seno a questa Amministrazione, nella persona del vice sindaco e del sottoscritto consigliere comunale, sono solidali con il Sindaco e con tutta l’Amministrazione Comunale e con quanti operano e lavorano all’interno dei locali comunali, confermano quanto hanno sempre sostenuto : saranno accanto a questo Sindaco per tutta la durata del suo mandato, con lealtà impegno fattivo e spirito costruttivo; non verranno meno agli impegni pubblicamente assunti quali la gratuità delle cariche, la partecipazione democratica della cittadinanza nelle gestione della cosa pubblica lo spirito di rinnovamento e cambiamento .

    Noi crediamo che tanto è stato fatto e tanto c’è ancora da fare .

    Milena non è più il paese che abbiamo ereditato, per volontà popolare: sta cambiando.

    Lentamente, forse impercettibilmente ma cambia.

    Ritengo che sia dovere di ogni pubblico amministratore assolvere il proprio mandato in piena libertà senza condizionamenti esterni di qualsiasi natura, tanto meno e tanto meno dagli atti di delinquenza criminale e materiale come quella messa in mostra ieri mattina .

    Sono convinto che nessuno di tutti noi si lascia o si lascerà impressionare da questi fuocherelli notturni attizzati da gente senza attributi.

    Questo genere di attacchi, danno alle forze politiche ed agli organismi elettivi
    maggiore forza e coesione.
    Bruciano un portone, né metteremo un altro: ma l’impegno e la lotta contro ogni forma di prepotenza , di sopraffazione, contro ogni tentativo di intimidazione, di terrore mafioso, rimane costante .

    Tutto questo non ci spaventa, anzi ci dà nuova carica e la convinzione che la strada intrapresa è quella giusta !

    Milena, 04.05.2010

  • Salvatore Ferlisi
  • TESTO DELL’INTERVENTO

     

    DANNEGGIAMENTO AL COMUNE DI MILENA: IGNOTI HANNO BRUCIATO,

    NELLA NOTTE, IL PORTONE DI INGRESSO.

    Municipio di Milena

      Questa mattina alle ore sei, circa, il vice sindaco di Milena, mi informava telefonicamente, che il portone di ingresso principale del Municipio del paese era stato dato alle fiamme, provocando seri danni, evidentemente al portone e a tutto l’ingresso, suppongo. La prima sensazione , il primo pensiero non può, non farci pensare che ad un attentato di stampo mafioso, sia per la modalità di esecuzione, i mezzi usati, il coraggio dimostrato ( sembra che abbiano agito al buio e in un orario – prima dell’alba – quando non c’è nessuna anima in giro ). Parlo, chiaramente di un incendio “ doloso “ , perché provocato e voluto da una qualche mano o più mani che hanno dimestichezza con questo genere di interventi antidemocratici, sopraffattori e di chiaro scopo intimidatorio. Non può essere l’atto di un maniaco piromane: gli amanti del genere hanno tanti luoghi ed orari più caldi per soddisfare le loro insane passioni. I mafiosi, invece, agiscono sempre al buio e di nascosto, e poi parlano di “ onore “: Non sono altro che dei criminali, vigliacchi e senza coraggio ! Di cui non possiamo aver alcuna paura ! E’ atto vigliacco, miserabile, incivile, come tutti i comportamenti mafiosi.
      Per ora non sappiamo niente, oltre al fatto materiale. Abbiamo piena ed incondizionata fiducia sulle attività di indagini che svilupperanno le Autorità Giudiziarie e siamo sicuri e certi che alla fine sapranno smascherare questi ANTIEROI della notte, a cui va indirizzato il nostro pieno e totale disprezzo.
      I comunisti, rappresentati in seno a questa Amministrazione, nella persona del vice sindaco e del sottoscritto consigliere comunale, sono solidali con il Sindaco e con tutta l’Amministrazione Comunale e con quanti operano e lavorano all’interno dei locali comunali, confermano quanto hanno sempre sostenuto : saranno accanto a questo Sindaco per tutta la durata del suo mandato, con lealtà impegno fattivo e spirito costruttivo; non verranno meno agli impegni pubblicamente assunti quali la gratuità delle cariche, la partecipazione democratica della cittadinanza nelle gestione della cosa pubblica lo spirito di rinnovamento e cambiamento .
      Tanto è stato fatto.
      Milena non è più il paese che abbiamo ereditato, per volontà popolare: sta cambiando. Lentamente, forse impercettibilmente ma cambia. Non ci sono più signorotti o gran visir, c’è solamente gente del popolo che amministra la cosa pubblica per conto del popolo.
      Chiedo a tutti, amministratori e cittadini di non farsi impressionare da questo genere di attacchi, perché non possono che portare ad una maggiore coesione ed unità di intenti.
      Bruciano un portone, né metteremo un altro: ma l’impegno e la lotta contro ogni forma di prepotenza , di sopraffazione, contro ogni tentativo di intimidazione, di terrore mafioso, rimane costante .
      Tutto questo non ci spaventa, anzi ci dà nuova carica e la convinzione che la strada intrapresa è quella giusta !

       

      Avv. Salvatore Ferlisi

          Tiriamo fuori la nostra rabbia

    Pubblicato da pdcimilena | Sabato, 01 Maggio 2010

    http://www.leftcom.org/files/images/2008-04-10-dacia.thumbnail.jpg

    Profitti ai padroni, sacrifici per noi lavoratori. Non rassegnamoci, tiriamo fuori la nostra rabbia

    Quanta rabbia abbiamo noi giovani lavoratori, immersi in questo mare di precarietà. Quanta rabbia abbiamo noi disoccupati, costretti a vivere di lavoro nero . Quanta rabbia abbiamo noi giovani proletari, con un futuro fatto solo di incertezza. Quanta rabbia abbiamo noi cassaintegrati, perseguitati dalla paura di perdere il lavoro. Quanta rabbia abbiamo tutti noi proletari costretti a vivere ogni giorni da sfruttati. Una rabbia che troppo spesso ci teniamo dentro, persi nella rassegnazione.

    Gli imprenditori, i banchieri, i padroni di ogni genere, stanno facendo pagare a noi proletari i costi di questa crisi. Adesso ci dicono che il peggio è passato – l’ennesima menzogna – intanto noi continuiamo a pagare. Questa è una crisi strutturale che coinvolge tutto il mondo e tutti i settori economici.

     

            Grecia: un assaggio di ciò che ci aspetta

    Pubblicato da pdcimilena | Sabato, 01 Maggio 2010

    http://www.leftcom.org/files/images/2010-04-20-greece-strike.thumbnail.jpg

     

     

     

     

    I tagli

    Nonostante siano quasi completamente oscurati dai media internazionali, i lavoratori greci stanno resistendo alle misure d’austerità che la classe dirigeinte greca ed europea hanno preparato per loro. Si tratta della stessa classe dirigente che ha nascosto al mondo il fatto che il deficit del bilancio greco fosse 4 volte superiore a quanto pubblicamente ammesso. Il debito pubblico della Grecia svetta a un livello circa doppio rispetto a quello della Gran Bretagna, in termini di percentuale del PIL. I governi che si sono avvicendati sono riusciti a nasconderlo grazie a diversi trucchi contabili suggeriti dai truffatori della Goldman Sachs. Ma questo ha dato il via per il rapido collasso dell’economia greca. Ha creato una situazione con cui alla fine la classe lavoratrice mondiale dovrà fare i conti.

    Il conto dei salvataggi bancari a livello globale verrà presentato alla classe lavoratrice.

                  Cemento impoverito, 
             patto boss-imprenditori

    Pubblicato da pdcimilena | Mercoledi, 28 Aprile 2010
    Un patto di ferro servito a garantire alla Calcestruzzi Spa il monopolio della forniture di materiale nei cantieri siciliani in cambio del versamento di cospicue somme di denaro alle cosche del nisseno. Guadagni enormi, realizzati grazie all'impoverimento del calcestruzzo utilizzato negli anni anche per realizzare grandi opere come dighe, gallerie autostradale, ma anche ospedali. E che secondo gli inquirenti potrebbe essere stato...

    Pubblicato da pdcimilena | Mercoledi, 28 Aprile 2010

     

    Sta andando in scena il triste fallimento di questa Europa. La più pesante crisi economica mai registrata dal secondo dopoguerra del secolo scorso in poi ha fatto saltare agende e parametri Ue: l’Agenda di Lisbona (dieci anni di crescita sull’onda della competitività neoliberista) da sogno si è tramutata in incubo; il Patto di stabilità e crescita è da tempo clamorosamente smentito dai fatti. E, quel che è peggio, è in pezzi il processo di integrazione europea, insidiato dall’esterno dalle spinte speculative e, dall’interno, dall’assenza di una politica comune all’altezza dell’emergenza. La “tragedia greca” ha enfatizzato contraddizioni strutturali già presenti nell’impianto di un’Unione...

     

      LODO ALFANO - DILIBERTO: "NUOVO TESTO? E' ATTO DA REGIME"I

    Pubblicato da pdcimilena | Mercoledi, 28 Aprile 2010

    "Non se ne può più. Basta con questa concezione della democrazia usa e getta.
    Riproporre una cosa sonoramente bocciata dalla Corte Costituzionale è un atto di autoritarismo e prepotenza, degna del peggior regime fascista. La legge è uguale per tutti: Berlusconi, e con lui il ministro Alfano, se ne faccia una ragione". Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI - Federazione della sinistra, commenta così la notizia secondo cui dovrebbe essere presentato entro questa settimana al Senato il disegno di legge di rango costituzionale per l'introduzione del nuovo lodo Alfano.

     

    Termovalorizzatori, in Sicilia i primi indagati

    Pubblicato da pdcimilena | Domenica, 18 Aprile 2010
    PALERMO
    - Associazione mafiosa e illeciti nella gestione degli appalti: sono le ipotesi di reato su cui la Procura di Palermo indaga in relazione all'affare termovalorizzatori in Sicilia: un business stimato in oltre 4 miliardi di euro. I pm Nino Di Matteo e Sergio De Montis, titolari dell'inchiesta, hanno già iscritto i primi nomi nel registro degli indagati e hanno cominciato l'attività istruttoria.

    Per due volte è stato sentito dai magistrati l'assessore regionale all'Energia Pier Camillo Russo, autore del dossier-denuncia sugli appalti per la realizzazione degli impianti. Il documento è stato anche citato dal governatore Raffaele Lombardo durante l'intervento all'Ars seguito alla notizia della inchiesta a suo carico per concorso in associazione mafiosa, aperta dalla Procura di Catania.

    Russo, nel corso del secondo interrogatorio, ha anche consegnato una serie di documenti ai pm. Il primo bando per l'aggiudicazione dei lavori, gestito dalla Regione attraverso l'Arra, un'agenzia regionale, è del 2002.

    Della vicenda si occuparono l'ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, allora in carica, in qualità di commissario straordinario dell'emergenza rifiuti, e il suo vice Felice Crosta. Ad aggiudicarsi l'appalto furono quattro raggruppamenti di imprese: tre dei quali capeggiati dal gruppo Falk e uno da Waste Italia. La gara fu però annullata dalla Corte di Giustizia Europea che contestò il mancato rispetto della procedura di evidenza pubblica imposta dalla direttive europee.

    Le due successive gare bandite dalla Regione l'anno scorso sono andate deserte. Diversi i profili che la Procura sta cercando di chiarire. Dalla procedura di aggiudicazione, fatta, appunto senza la dovuta pubblicizzazione, alla costituzione delle Ati - istituite alla presenza dello stesso notaio -  e alla partecipazione alla gara di un'impresa, la Altecoen, priva di certificazione antimafia. La ditta venne estromessa, ma la gara proseguì.

    Infine i pm vogliono approfondire i criteri scelti per l'individuazione dei siti sui quali dovevano sorgere i termovalorizzatori: Palermo, Casteltermini, Augusta e Paternò. Aree individuate a posteriori, secondo gli inquirenti, dalla stesse ditte che avevano presentato le offerte.

                  Niente mensa per i bambini poveri, però in dialetto

    Pubblicato da pdcimilena | lunedi, 12 Aprile 2010
    Deve essere il nuovo corso del Carroccio trionfante: pane e acqua per i bambini poveri, soprattutto se figli di immigrati, e corsi di vernacolo per gli stranieri che aspirano a "integrarsi". Ad Adro, nel bresciano, dove la Lega Nord governa, sola, col 61% dei voti, il sindaco, quel tal Oscar Lancini tristemente noto alle cronache per la taglia sui "clandestini" (500 euro ai vigili urbani per ogni sans papier portato in questura), ne ha pensata un'altra per rendere difficile la vita ai non autoctoni: niente pasti agli alunni i cui genitori, in gran parte immigrati, non ce la fanno a pagare la retta per la mensa. Qualche settimana fa, la stessa cosa a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza: la sindaca leghista ha punito i bambini "morosi" mettendoli, letteralmente, a pane e acqua. A ben riflettere, i due episodi hanno qualche nesso, politico e simbolico, con un'altra trovata: quella dell'assessore al lavoro e all'istruzione della Provincia di Belluno, il leghista - ça va sans dire - Stefano De Gan, che ha destinato all'insegnamento del dialetto locale il 35% dei fondi per l'integrazione sociale e lavorativa degli stranieri. Se gli abitanti autoctoni della sua provincia non conoscono la lingua madre né altra lingua, non è che li si aiuta con corsi d'italiano (e magari perfino d'inglese o francese): questo succederebbe in un paese civile. No, nelle plaghe amministrate dagli spiriti illuminati del Carroccio non s'incrementa l'apprendimento dell'italiano; si propone, invece, la regressione al dialetto anche di coloro (i migranti) che di lingue, di solito, ne conoscono due o tre. Fra i tre fatti, dicevamo, c'è un nesso politico e simbolico: è il razzismo plebeo e populista del "padroni a casa nostra", che usa perfino i bilanci e il welfare state per tracciare una netta linea di confine fra "noi" e "loro". Davvero un bel progresso. E io che pensavo che arretrato fosse il piccolo mondo antico della mia infanzia. Quando si riteneva che l'apprendimento della lingua italiana fosse strumento di emancipazione e d'integrazione nazionale. Quando alle elementari la refezione gratuita era garantita agli orfani e ai figli d'indigenti, ma solo a loro (così che io li invidiavo, quei bambini che potevano pranzare in allegra compagnia e mangiare ciò che mi era proibito). 

         I rischi di regime del patto di Arcore

    Pubblicato da pdcimilena | Giovedi, 08 Aprile 2010
    Il presidenzialismo torna a tenere banco nel tanto celebrato clima nuovo del dopo elezioni. L'apertura di una ennesima stagione di riforme istituzionali sembra imminente dopo la cena di Arcore. Eppure, alla luce delle strategie politiche in campo, l'elezione diretta del capo dello Stato porta molti elementi di complicazione, e non solo tra chi già aveva disegnato il percorso di una fuoriuscita morbida dal pantano del ventennio berlusconiano. La virata brusca verso il regime presidenziale è un abile colpo di coda del cavaliere che così agita le acque e dichiara che la sua leggenda non si esaurisce affatto..

    LAVORO, ART. 18 - DILIBERTO: "BENE NAPOLITANO DALLA PARTE DEI LAVORATORI" Pubblicato da pdcimilena | Mercoledì, 31 Marzo 2010 - 14:13
    "Bene Napolitano. Il Presidente della Repubblica, schierandosi dalla parte della Costituzione e della legalità, si è schierato in modo netto e inequivocabile dalla parte dei diritti dei lavoratori". Lo ha detto il Segretario dei Comunisti Italiani, Oliviero Diliberto.

    Fare “i picchetti” fuori dalla fabbrica durante uno sciopero proclamato dai sindacati, cercando di impedire ad un altro lavoratore di entrare a lavoro, non è un comportamento tale da far scattare il licenziamento da parte dell’azienda: parola della Cassazione, con la sentenza numero 7518 del 30 marzo 2010. Insomma una buona notizia, almeno in parte, visto che i fatti, cioè lo sciopero in questione ed il licenziamento di un operaio di un’azienda di motori della provincia di Napoli, risalgono al 2000. La Cassazione ha dichiarato illegittimo il licenziamento da parte dell’azienda, poiché ha ritenuto tale provvedimento “sproporzionato” rispetto all’episodio e comunque non lesivo del “rapporto di fiducia” col datore di lavoro. La sezione lavoro di Piazza Cavour ha così confermato quanto già stabilito dalla Corte d'Appello di Napoli, cioè il reintegro dell'operaio già disposto dal Tribunale di Avellino, che in primo grado aveva anche condannato la società al risarcimento delle retribuzioni non versate. Il ricorso in Cassazione era stato presentato dal datore di lavoro, ma la Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, spiegando che la condotta del lavoratore "non poteva non definirsi illegittima in quanto tesa alla compressione dell'altrui diritto all'espletamento della prestazione lavorativa, pur garantito dall'articolo 4 della Costituzione, così come al diritto della parte datoriale alla prosecuzione della attività aziendale che persiste anche durante lo svolgimento di uno sciopero", ma tale condotta pur censurabile e come tale stigmatizzata dai giudici, "non appariva idonea a giustificare l'irrogazione della massima sanzione disciplinare", cioè il licenziamento. Il fatto addebitato all'operaio, continuano i giudici, non è stato connotato da "tale gravità da scuotere irrimediabilmente il vincolo fiduciario sotteso al rapporto di lavoro, sia in considerazione di profili oggettivi connessi alla condotta materiale che non era sfociata in plateali atti di violenza nei confronti di altri dipendenti, sia per l'elemento intenzionale che aveva sorretto la condotta del lavoratore, plausibilmente condizionato dall'incandescente clima che improntava le relazioni sindacali all'epoca dei fatti”. Non sussistono i motivi per il licenziamento “per giusta causa”.
    Una sentenza su cui riflettere, perché se da un lato si può cantare vittoria perché è riconosciuto illegittimo il licenziamento, dall’altro desta preoccupazione l’uso che i datori di lavoro intendono fare di questo provvedimento, usato troppo spesso come “arma” contro i lavoratori, magari proprio quelli più attivi sul fronte dell’impegno sindacale, a difesa dei diritti e delle tutele dei lavoratori. Infine ci sembra che fare i “picchetti” durante uno sciopero ed impedire l’ingresso di – si potrebbe dire – “krumiri”, sia un comportamento abbastanza consono con una protesta sindacale e adeguato ai fini rivendicativi che i lavoratori intendono perseguire.
    Oggi ancora una vittoria grazie all’artico 18, ma cosa sarebbe successo con l’arbitrato? 
    FONTE:
    Cassazione. Non si può licenziare chi ?picchetta? durante uno sciopero

    www.dirittidistorti.it

     

    Sicilia, Lombardo - Licandro: "Si dimetta e magistratura lavori in fretta e con rigore" 

    Pubblicato da pdcimilena | Martedì, 30 Marzo 2010

    “Ancora una drammatica e dolorosa notizia per la Sicilia. Se quanto emerso è fondato bisogna prendere atto che siamo all’anno zero nello scardinamento dell’intreccio tra mafia e politica.
    Noi siamo sempre stati avversari di Lombardo, già vice-sindaco di Scapagnini e sostenitore della presidenza Cuffaro. Questa vicenda non può che condurre alla sue dimissioni, perchè prima di eventuali responsabilità giudiziarie ci sono quelle politiche”. E’ quanto afferma Orazio Licandro, della segreteria nazionale del PdCI – Federazione della sinistra.
    “La magistratura - continua Licandro - lavori in fretta e con rigore, perché dopo Cuffaro non ci si può permettere un altro caso del genere. Inoltre, grande è la preoccupazione anche perché la notizia giunge nel momento in cui in Sicilia sta arrivando una pioggia torrenziale di denaro pubblico. Al tempo stesso - conclude Licandro - resto perplesso frastornato per l’appoggio dato dal Pd al governo Lombardo. E mi auguro per il futuro una maggiore prudenza delle ‘nouvele vague’ antimafia”.

     

    Federazione della sinistra: subito le dimissioni di Lombardo

    Pubblicato da pdcimilena | Lunedi 29 Marzo 2010

    Il quadro che emerge dalle indagini dei magistrati catanesi sul “sistema Lombardo”, riportate dal quotidiano “Repubblica”, ripropone gli aspetti più inquietanti dell’affare Cuffaro, dell’intreccio mafia-politica.

    La federazione della sinistra non ha certo aspettato le indagini della magistratura per chiedere che si chiudesse questa disgraziata legislatura regionale, nata nel 2008 all’insegna della continuità rivendicata con il cuffarismo e proseguita in modo trasformistico, chiamando stagione delle riforme una gigantesca operazione di costruzione di un nuovo sistema di potere pervasivo ed opprimente. La responsabiltà del PD che ha consentito la continuità della presidenza Lombardo è gravissima.Oggi di fronte al danno clamoroso che la Sicilia riceve da questa situazione, le dimissioni immediate del Presidente della Regione e lo scioglimento dell’assemblea regionale ci appaiono elementi assolutamente necessari per non compromettere definitivamente il futuro di questa terra.

    Per la Federazione della sinistra

    Luca Cangemi (PRC)

    Salvatore Petrucci (PdCI) (nella foto)

    Concetto Scivoletto (Socialismo 2000)

    Pietro Milazzo (Lavoro e solidarietà)

     

    SINISTRA, SI PUO' DARE DI PIU'

     

    Il risultato elettorale della Fds è un risultato insoddisfacente. Il 2.7% su scala nazionale è più basso del risultato delle elezioni europee dove, nelle stesse regioni, raccogliemmo il 3,5%. Pur nel quadro di tenuta di diverse realtà, non possiamo nasconderci le numerose difficoltà. Registriamo, in particolare, il risultato non positivo della Lombardia e molto negativo della Campania, regioni nelle quali generosamente avevamo individuato autorevoli candidature alternative al centro-sinistra. Viceversa è significativo il fatto che, pur presentandoci in alternativa al centro sinistra, nelle Marche la coalizione tra Federazione della Sinistra e Sinistra e Libertà ottenga un risultato soddisfacente. Complessivamente, le elezioni ci consegnano un patrimonio di consensi a sinistra ancora considerevole che va messo a valore. Al suo interno la Fds deve passare da ipotesi a dato di realtà, proseguendo il processo di costruzione di un unico forte soggetto politico comunista e anticapitalista. Guardando oltre il nostro recinto, registriamo con grandissima preoccupazione l'aumento dell'astensione, il risultato della Lega Nord, sopra i livelli di guardia anche nelle regioni tradizionalmente di sinistra, e complessivamente, il fatto che le destre conquistino quattro regioni tra le più importanti del Paese (Calabria, Campania, Piemonte, Lazio).
    Ci riserviamo nelle prossime ore un commento più approfondito. Intanto ci sembra giusto lavorare perché al più presto si concluda il processo di costruzione della Federazione della Sinistra e che la stessa Federazione della Sinistra lanci una offensiva unitaria a tutte le forze a sinistra del Pd, a partire da Sinistra e Libertà, affinché, pur nella distinzione dei progetti, si costruisca un polo alternativo della sinistra sul modello delle Marche.
    Ringraziamo tutti i compagni e le compagne che, anche in questa occasione, nel più totale oscuramento e con mezzi scarsissimi, attraverso il loro impegno e il loro lavoro, ci hanno consentito di conseguire un risultato comunque importante per la costruizione di una sinistra comunista e di classe in questo paese.
    REDAZIONE
          
    Non c’è nulla da gioire, purtroppo. Da queste elezioni, la sinistra e il Paese escono complessivamente sconfitti. Si sperava nell’ “effetto Sarkozy” e nel fatto che l’astensione penalizzasse fondamentalmente la destra. Non è stato così: ha colpito equamente a destra e a sinistra. Diceva un compagno prima del voto: ma cos’altro dovrebbe fare Berlusconi per far capire che è fuori di testa e che rappresenta un serio pericolo per la democrazia di questo Paese? Già, cosa dovrebbe ancora fare? E invece il Popolo delle Libertà qualcosa perde, ma a tutto vantaggio della Lega. Il dominio delle pseudo-culture e delle politiche del centro-destra non viene scalfito. Anzi. Evidentemente, in questi anni, hanno seminato in profondità (del resto, a guardar bene, che ci si potrebbe aspettare con una scuola pubblica ridotta come è ridotta e una televisione-spazzatura, con poche splendide eccezioni, a creare senso comune e a diseducare giovani e meno giovani); e, d’altra parte, la crisi della sinistra - delle sue idee-forza, della sua iniziativa di lotta, della sua capacità di criticare il presente in vista di un orizzonte migliore - è altrettanto profonda. E invece la Lega ha concretizzato quello che noi riusciamo solo ad evocare: radicamento territoriale e un progetto politico semplice e chiaro (ancorché drammaticamente reazionario e angusto)
    La Federazione della Sinistra continua a far fatica. Qualche compagno, intimorito da alcuni recenti pessimi sondaggi, ha tirato il fiato e ha pensato che con questo 2,74 si porta se non altro a casa la pelle. Visto il contesto generale, li posso anche capire; ma, francamente mi pare una magra consolazione. Rispetto alle Europee perdiamo lo 0,7: per un grande partito può essere una virgola; per noi, rappresenta il 20% in meno. Non è una virgola. Oltre a ciò, la vittoria delle destre rappresenta per loro un buon viatico per condurre a termine la legislatura. Con noi fuori dal parlamento e dai mezzi di comunicazione. Hanno messo fieno in cascina e sono pronti a ripartire contro il mondo del lavoro (leggi: contrattazione nazionale e art.18) e la Costituzione nata dalla Resistenza.
    Che fare, dunque? Inizio col dire rapidamente tre cose. Primo: ricreare nel nostro partito un clima giusto, operando finalmente una correzione nella gestione interna (alcune vicende, elettorali e non, non mi sono piaciute). Nel contempo, affondare l’acceleratore con la Federazione della Sinistra: dobbiamo metterci in condizione nei territori (insieme e non ognuno per suo conto) di fare davvero radicamento e azione politica. Bandendo le beghe autolesionistiche. Secondo. Queste elezioni confermano che da soli (vedi Campania e Lombardia) va peggio che in coalizione. Attenzione: non sto dicendo che De Luca fosse un candidato presentabile o che Penati volesse farci ponti d’oro. Sto dicendo che, quali che siano le responsabilità altrui e preso atto dell’impossibilità di un accordo, sta di fatto che dove andiamo da soli il risultato è pessimo. Noi dobbiamo proseguire l’offensiva unitaria a sinistra: anche unilateralmente, indipendentemente dai gossip che cominciano già a circolare a mezzo stampa. Terzo: è essenziale un approfondimento sui contenuti. Sostenere la necessità di un’offensiva unitaria non equivale ad aderire alle infinite discussioni sui contenitori (che sono già iniziate: nuova Unione, modello Liguria, modello piazza del Popolo ecc ecc). Ciò sarà anche inevitabile, ma di certo non è sufficiente. E’ sui contenuti che la sinistra perde. Due esempi? Eccoli. Ci vuole molto a capire che il sistema bipolare/tendenzialmente bipartitico continua a premiare la destra? E che anche quando il centro-sinistra vince (governo Prodi) resta ostaggio del ricatto moderato? Che tale assetto sta mettendo in ginocchio un vasto fronte democratico e sta ingigantendo l’astensione? Nel Pd c’è chi affila le armi per sbarrare il passo ad ogni tentazione proporzionalista: noi dobbiamo entrare in questa discussione. E lo dobbiamo fare col tono giusto. Secondo esempio. Avanzo una tesi: la sinistra (noi comunisti compresi) non ha saputo incrociare questione sociale e questione morale. In questo modo, ha mancato di porsi all’altezza della specifica involuzione italiana (e ha regalato voti a Di Pietro, ma io penso anche ai grillini e all’astensione). Credo che quest’ultimo sia un tema decisivo. Qui non aggiungo altro, lo farò in un prossimo articolo.

     

    Le precarie «.it»: il Cnr se ne sbarazza dopo 11 anni di servizio

    di Antonio Sciotto

    Pubblicato da pdcimilena | Sabato 27 Marzo 2010

    Al registro dei domini web 16 cococò non saranno confermate. Eppure il loro reparto macina fatturati milionari

    Lavorare in un istituto di ricerca, come si sa, in Italia vuol dire essere appesi a un filo. Lo stanno sperimentando in questi giorni 16 cococò del Cnr di Pisa, quasi tutte donne (15 impiegate e un uomo) che lavorano al Registro.it, il servizio che permette di prendere un proprio dominio su Internet. Il registro, come è ormai in tutta Europa, diventerà completamente automatico, e proprio per questo motivo i 16 operatori finiranno in mezzo a una strada dal prossimo dicembre.
    La cosa più crudele, come avviene spesso al giorno d'oggi, è che nessuno dovrà prendersi la pena di «licenziare»: basterà aspettare la naturale scadenza del contratto, appunto per la notte di San Silvestro, e benvenuto Anno Nuovo. Dopo 11 anni di onorato servizio, tutti a casa. Il registro è aperto dal 1999, e le operatrici hanno dai 3 agli 11 anni di anzianità.
    Il meccanismo «contrattuale» è questo: un concorso bandito ogni anno, per contratti di 11 mesi. E un mese di pausa, dunque, tra un lavoro e l'altro. Il tutto per 1300 euro al mese, compresi una ventina di giorni di ferie e i buoni pasto - dunque meglio di tanti altri cococò - ma per l'istituto comunque un grande risparmio. Infatti i 16 svolgono esattamente le stesse mansioni dei dipendenti - che notoriamente hanno 13 mensilità, e qui anche un premio di risultato a fine anno - sono tenuti a rispettare precisi orari di lavoro e sono integrati nei turni con tutti gli altri operatori, così come nei piani ferie, da comunicare in anticipo. Alla faccia dei «collaboratori», insomma.
    Ma adesso tutto sembra essere finito: il direttore dell'Istituto informatica e telematica (Iit) del Cnr, Domenico Laforenza, settore da cui dipende il registro, ha spiegato che all'esaurimento dell'ultimo contratto non ha dove ricollocare i 16, e così non verrà più bandito alcun concorso. All'Iit lavorano in 76, e ci sono anche un gruppo di interinali occupati presso il desk telefonico, 6 o 7 persone, cui pare sia stato anche promesso un contratto fino a primavera 2011, e poi altri a seguire.
    Così, le lavoratrici precarie hanno chiesto di trovare una ricollocazione, magari allo stesso desk telefonico. D'altra parte, Registro.it non è affatto un servizio in perdita: anzi l'ultimo fatturato è stato di ben 11 milioni di euro, e una parte di questi è stata usata per finanziare borse di dottorato triennali presso Pisa e altre università. Ancora, ben 2 milioni di euro sono stati «donati» al Cnr di Roma: un «maxi-assegno» da utilizzare per nuovi progetti di ricerca.
    «In tutto questo, ci chiediamo noi - dice Paola Chiellini, una delle precarie - non c'è spazio per ricollocare 16 persone, riconoscendo il lavoro che abbiamo svolto in tutti questi anni? Siamo tutti tra 30 e 45 anni, specializzati, in buona parte donne con famiglie a carico, con mutui da pagare». I lavoratori hanno scritto una lettera al sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, e l'altroieri hanno ricevuto promesse da Enrico Rossi, candidato Pd alla Regione. Speriamo che in ogni caso qualcuno li ascolti.

     

     
    L'OPPORTUNITA'
    DA NON SPRECARE

    Pubblicato da pdcimilena | Sabato 27 Marzo 2010

    Ci siamo, il momento è arrivato. È a portata di mano, col voto di domenica e lunedì, un cambiamento che attendiamo da tempo. Facciamo il possibile, nelle poche ore che ancora rimangono, affinché non vada sprecato alcun voto per la Federazione della sinistra e per le candidate e i candidati di Rifondazione comunista.
    Quello che ci attende è un voto importantissimo. È vero: votiamo per eleggere i nuovi presidenti e le nuove assemblee regionali. Ma mai come in questa occasione un voto amministrativo è stato carico di significati politici generali. Votiamo anche per il futuro del Paese, per la riconquista dei diritti del lavoro, per la giustizia sociale. E votiamo per la salvezza della sinistra italiana, a cominciare dal nostro partito e dalle altre forze della...

     

    Irruzione di vigili urbani in sede Pdci

    Pubblicato da pdcimilena | Mercoledi 24 Marzo 2010

    Sono tutti da chiarire i contorni di un singolare episodio che sabato, nel clima di tensione politica che precede i tre cortei attesi nella Capitale, ha interessato una sede del Partito dei Comunisti Italiani a Roma.

    «Una squadra di vigili urbani si è presentata nella sede di piazzale degli Eroi – denuncia il Pdci – interrompendo una iniziativa contro il carovita che si svolgeva all’interno, pretendendo di sequestrare materiale e chiedendo i documenti a tutti i presenti». La sgradevole ispezione si è conclusa poi grazie all’intervento di un consigliere della Federazione della Sinistra, Giovanni Barbera, che ha convinto i vigili ad andarsene.

     

    Pdl - Pignatiello: "Numeri manifestazione? Pensassero ai disoccupati

    Pubblicato da pdcimilena | Mercoledi 24 Marzo 2010

    "Se persino un loro Ministro li sconfessa, prendendo le distanze dalle accuse del Pdl contro la Questura, significa che sono alla frutta in tutti i sensi".
    E' quanto afferma Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del PdCI - Federazione della sinistra, che continua: "Invece dei numeri dei partecipanti alla manifestazione il Governo e il Pdl farebbero bene ad allarmarsi del numero cresente di coloro che, giorno dopo giorno, perdono il posto di lavoro o cadono in povertà. Resta il fatto - conclude - che la vicenda sui numeri della manifestazione è l'ennesima dimostrazione di quanto pericolosa sia questa destra, che attacca tutto e tutti, senza rispetto di nessuno".

     

    Crisi in Grecia: austerità e lotte

    Pubblicato da pdcimilena | Mercoledi 17 Marzo 2010

    http://www.leftcom.org/files/images/2010-03-11-greece.thumbnail.jpgIl mondo alla rovescia della società borghese — I “mercati” e i loro esecutori impongono grossi sacrifici al proletariato greco

    Un mondo alla rovescia. Tali sono sempre apparse agli sfruttati — quelli con gli occhi aperti — le società divise in classi e tale è anche la società del capitale: agli operai, ai proletari che mandano avanti la baracca, poco o niente, ai borghesi le parti migliori e in abbondanza. Non basta. Il proletariato, gli starti sociali più bassi sono chiamati a pagare due, tre volte per i guasti inevitabili del meccanismo di estorsione della ricchezza basati sullo sfruttamento: insomma, chi rompe non paga e tira i cocci sulla testa di chi sta sotto.

    Questa potrebbe essere la sintesi di quanto sta avvenendo in Grecia (prima metà di marzo), alle prese con una difficilissima situazione economico-finanziaria.

     

    Cambiano la Costituzione. Licenziamoli per giusta causa. Difendiamo l’Articolo 18

    Pubblicato da pdcimilena | Mercoledi 17 Marzo 2010

    Cambiano la Costituzione. Licenziamoli per giusta causa. Difendiamo l’Articolo 18Giovedì 10 marzo una delegazione della Federazione della Sinistra ha incontrato il Segretario generale della CGIL Guglielmo Epifani.
    L’incontro segue quello fatto nei giorni scorsi con il Presidente della Repubblica Napolitano, al quale è stata avanzata, come è noto, la richiesta di non promulgare il DDL 1167-B,  il cosiddetto “collegato lavoro”.La delegazione della Federazione della Sinistra  composta da Roberta Fantozzi, Claudio Grassi, Orazio Licandro, Alessandro Pignatiello, Rosa Rinaldi e Gianni Vigiliante, ha rappresentato tutta la preoccupazione per l’attacco durissimo che viene portato ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, all’articolo 18 e al contratto nazionale. Un attacco più grave di quello del 2002 e che domanda dunque, a partire dallo sciopero generale del 12 marzo la costruzione di un percorso di mobilitazione in tutto il paese. La delegazione ha anche rappresentato la propria volontà di costruire un’iniziativa referendaria sul DDL1167-B e sul contrasto alla precarietà.

    Guglielmo Epifani ha confermato la centralità che il tema della difesa dei diritti dei lavoratori, dell’articolo 18 e del contratto nazionale, hanno nello sciopero del 12 marzo e la volontà della CGIL di proseguire nella mobilitazione. La difesa dei diritti del lavoro, la richiesta di blocco dei licenziamenti, di un cambio di segno nelle politiche fiscali e la riaffermazione dei diritti dei migranti, al centro dello sciopero del 12, sono parte di un’unica piattaforma. Il
    Segretario della Cgil ha ribadito tutta la propria preoccupazione per il quadro politico complessivo, stigmatizzando un governo che mentre fa il decreto salva-lista con la motivazione che i grandi partiti non possono restare fuori dalle competizioni elettorali, firma accordi di primaria importanza, senza la più grande organizzazione sindacale.
    Nell’incontro si è registrata una condivisione sui temi affrontati e una comune preoccupazione sulla situazione economica, sociale, democratica del paese.

     

    Duecentomila alla manifestazione del centrosinistra contro il governo Berlusconi

    Riparte dalla piazza
    il sogno di riscossa
    delle opposizioni

    Angela Mauro


    Fa un certo effetto vedere D'Alema che parlotta amabilmente con Ferrero; Fausto Bertinotti che se la ride con Diliberto; Ferrero che abbraccia Vendola; Latorre, Vendola e Bertinotti che se ne fanno di risate ad immaginare l'iniziativa elettorale di oggi a Bari: D'Alema e Vendola insieme dopo gli scontri funesti delle primarie di gennaio. E fa effetto vedere Veltroni che abbraccia Bertinotti, dopo gli scontri passati sulla vocazione maggioritaria del Pd.

    Prove tecniche d’Unione

    Pubblicato da pdcimilena | Martedi 16 Marzo 2010
    La sinistra, per una volta finalmente unita, torna in piazza. A rompere l’embargo che durava da troppo tempo è stato Pierluigi Bersani, il segretario del Pd che sta riposizionando il suo partito: «Siamo un’opposizione pacata ma non un’opposizione in pantofole. ...
     
    Il decreto non basta. L'Ufficio elettorale romano boccia nuovamente la presetazione della lista del PDL. Berlusconi, furioso, aizza i suoi
    CALCOLI SBAGLIATI


    Pubblicato da pdcimilena | Mercoledi 10 Marzo 2010

     A prescindere dall’esito della decisione dell’ufficio elettorale circoscrizionale di Roma sulla nuova istanza di ammissione alle elezioni regionali del Lazio della lista del PdL, vale la pena formulare alcune osservazioni sull’intera vicenda. Innanzitutto, difficilmente si sarebbe potuto immaginare che il primo legittimo impedimento, per il Partito del premier, sarebbe giunto dal Tribunale amministrativo del Lazio. Difficilmente, perché ancora una volta la nuova mossa per aggirare le regole era stata congegnata con la solita strategia del “doppio passo”, in più occasioni dimostratasi redditizia in un’ottica difensiva immediata: prima si approva la norma, senza badare troppo a lacci e lacciuoli...

    Non c'è tempo da perdere: la prepotenza delle destre va fermata. Urge una scossa popolare, di massa. Verso la manifestazione...
    FERMIAMOLI SUBITO


     Pubblicato da pdcimilena | Mardeti 9 Marzo 2010

    Con tutta la buona volontà, è difficile smorzare i toni. Il decreto salva-liste viola la legge ordinaria e fa strame dei principi costituzionali. La motivazione addotta dal presidente della Repubblica, proprio perché politica (incentrata sull’esigenza di permettere la partecipazione del «maggior partito politico di governo»), tradisce una forzatura delle sue prerogative. Il messaggio trasmesso all’opinione pubblica (chi ha il potere può tutto) è devastante. Si può non dire che siamo alla morte dello Stato di diritto e dell’uguaglianza tra i cittadini, alla nascita dello Stato discrezionale e autoritario? Ma quando è cominciata la notte della Repubblica? Certo gli ultimi vent’anni pesano come un macigno, non solo per colpa di Berlusconi.

    La FdS davanti al TAR di Milano Sabato, 06 Marzo 2010 - 17:03 | Inviato da : redazione


    La Federazione della Sinistra
    organizza un sit-in sotto la sede del TAR Lombardia

     

    Oliviero Diliberto:
    la Costituzione è stata lacerata dal decreto salvaliste e dalla controfirma di Napolitano. ”. (video)

    Gianni Pagliarini: il ricorso alla decretazione d’urgenza ha ucciso la democrazia. Siamo di fronte ad  un atto illegale e anticostituzionale, una vera e propria truffa”. (video)

     

    Vittorio Agnoletto: " un attentato alla democrazia fatto da chi ha giurato fedeltà alla Costituzione. Hanno agito solo nei loro interessi. Napolitano non più garante della democrazia." (video)

    DILIBERTO: TORNARE ALLA COSTITUZIONE

     Pubblicato da pdcimilena | Mardeti 9 Marzo 2010

      INTERVISTA  AL SEGRETARIO


    TORNARE ALLA COSTITUZIONE
    PER SCONFIGGERE IL BERLUSCONISMO

    (leggi e commenta)

     

    Prepotenza fascistoide

    di Gilberto Volta

    su Liberazione del 09/03/2010

    Caro Direttore,
    capisco benissimo che una scheda elettorale senza il simbolo del principale partito (?) di governo non sarebbe stata una bella cosa. Ma da qui a dire che c’era un “vulnus democratico” e che occorreva rivendicare “il primo dei diritti, il diritto alla democrazia” ce ne corre. Intanto, vorrei sapere chi voleva togliere “il primo dei diritti” al Pdl. Non aveva esso forse il diritto di presentarsi al voto come tutti gli altri? Qualcuno glielo aveva tolto nel Lazio e nella Lombardia?
    Il “vulnus” è stato compiuto – purtroppo, con l’avallo di Napolitano – quando, con la ridicola scusa dell’”interpretazione autentica” (ma occorre un Decreto Legge per questo?), si cancellano o si aggirano quelle regole, che sono valide per tutti gli altri e che non sono state rispettate dal Pdl – altrimenti nessuno lo avrebbe escluso, come non sono stati esclusi tutti gli altri – per poterlo favorire. E’ questa la democrazia?
    Mi chiedo: avrebbero fatto tutto ciò se ad essere escluso fosse stato il Pd o la Federazione della Sinistra o altri? O li avrebbero persino derisi dicendo che “chi è causa del suo mal, pianga se stesso”? Non è accaduto così per Bologna, per la quale si è deciso in quattro e quattr’otto di non fare proprio nulla per ridurre al minimo la sofferenza di oltre un anno di commissariamento?
    Occorre un forte movimento di protesta contro questa prepotenza fascistoide!
    Aderiamo tutti alla manifestazione di protesta sabato 13!
    Cordiali saluti.
    Gilberto Volta

    Sfacciataggine oltre ogni limite

    "I veri autoritari e fascisti sono loro che stanno ricorrendo a tutti i mezzi per evitare che la lista del Pdl, il partito più forte a Roma, possa presentarsi."

    FABRIZIO CICCHITTO
    ,
    Deputato PDL, 9 Marzo 2010

     

    G8 di Genova 2001, 44 colpevoli
    per le violenze a Bolzaneto

    Pubblicato da pdcimilena | Sabato, 6 Marzo 2010

    La Corte d'Appello di Genova ha riconosciuto le torture inferte dalle forze dell'ordine ai manifestanti contro il G8 del luglio 2001 trasferiti nella caserma di Bolzaneto . "Trattamenti inumani e degradanti" ad opera o con la connivenza di guardie carcerarie, agenti di polizia, ufficiali dei Carabinieri, generali della Polizia Penitenziaria e quattro medici. Quarantaquattro condanne di cui solo 7 non cadute in prescrizione (quattro guardie carcerarie e tre poliziotti che avevano rinunciato alla prescrizione). Gli altri condannati saranno comunque tenuti a risarcire le vittime.La decisione è arrivata dopo una camera di consiglio di 11 ore. I sette imputati riconosciuti colpevoli penalmente, con pene che variano da uno a tre anni di carcere sono: l'assistente capo della Polizia di stato Massimo Luigi Pigozzi (3 anni e 2 mesi), gli agenti di polizia penitenziaria Marcello Mulas e Michele Colucci Sabia (1 anno) e il medico Sonia Sciandra (2 anni e 2 mesi). Confermate le pene a un anno per gli ispettori Mario Turco, Matilde Arecco e Paolo Ubaldi. Il processo di primo grado si era concluso il 14 luglio 2008 con 15 condanne -- tutte a membri delle forze dell'ordine e comprese tra i cinque mesi e i cinque anni -- e 30 assoluzioni. I giudici di primo grado inflissero complessivamente 24 anni di carcere, contro gli oltre 76 anni chiesti dalla procura. 

    CLAMOROSO, INCREDIBILE: SONO STATI SOPPRESSI GLI ATO IDRICI E RIFIUTI. ORA DOVRA’ CAMBIARE TUTTO !!!!!

      Clamoroso, incredibile: finalmente Montecitorio
      cancella gli Ato rifiuti e idrici
      Anche la Sicilia dovrà di nuovo cambiare tutto

       

      La Camera dei deputati ha approvato la soppressione dell’esistenza degli Ato rifiuti e degli Ato idrici.
      Un fulmine a ciel sereno che oltre su tutta Italia si abbatte in particolar modo sulla Sicilia che su acqua e rifiuti pena da parecchio.
      Un improvviso cambiamento legislativo, un autentico terremoto istituzionale, dall’entità e dagli esiti, oggi, non valutabili, né prevedibili.
      Presentato, sotto l’innocua denominazione di emendamento “comma quinqiues all’art.1” del decreto legge n°2 del 25 gennaio 2010, titolato “interventi urgenti per enti locali e regioni”.
      Battuti le lobby delle grandi società d’acqua e rifiuti che, quotidianamente, presidiano Montecitorio e dei deputati italiani “designati”- a cominciare da quelli siciliani – la Lega di Bossi, con fredda efficienza, ha piazzato questo colpo mortale ad una parte consistente del sistema politico-economico di potere, e di “governo allegro”, del centrodestra nel Mezzogiorno d’Italia, ed in particolare, in Sicilia. Peraltro, con il voto disciplinato di tutti i deputati della maggioranza che, probabilmente, “more solito”, ignoravano che cosa stessero votando.
      L’atto della Lega Nord alla Camera, ha riaperto pure il discorso sulla gestione del “sistema acque” in Sicilia.
      Essendo stato soppresso anche l’art.148 del decreto legislativo n°152 del 2006, risultano, adesso, soppressi pure i nove Ato idrici siciliani. La cui delimitazione, geografica e funzionale, era il presupposto giuridico degli affidamenti di gestione ai privati che tanto sconcerto e dubbi avevano seminato al momento della loro attribuzione.
      Speriamo di poterci finalmente liberare dei gestori privati che su scala regionale avevano surrogato la vecchia EAS, che non si sono certo distinti né per efficienza e modicità del servizio, né per avere investito un solo centesimo di tasca propria sulle reti dei servizi, continuando ad investire soldi di origine pubblica, italiana o dell’Unione europea.

      avv. Salvatore Ferlisi

    Riciclaggio, Di Girolamo - PDCI: "Al Senato gli applausi della vergogna" 

    Pubblicato da pdcimilena | Mercoledi, 3 Marzo 2010

    "Applausi della vergogna. Oramai è anche difficile dire di chi bisogna vergognarsi di più: se di un politico che approda con i brogli della 'ndrangheta al Senato della Repubblica oppure di quei senatori che applaudono il suo discorso.
    Mi chiedo se agli applausi sono poi seguiti anche vassoi di cannoli...". E' quanto afferma Orazio Licandro, della segreteria nazionale del PdCI - Federazione della sinistra.

    ------------------------------------------------------------------

    LAVORO, ART. 18 - DILIBERTO: "REVISIONE E' MASCALZONATA DA

     REGIME AUTORITARIO" 

    Pubblicato da pdcimilena | Mercoledi, 3 Marzo 2010

    "L'istituto dell'arbitrato per i licenziamenti è un'autentica mascalzonata: un orribile regalo del Governo Berlusconi ai padroni sulla pelle dei lavoratori". Lo dice il segretario del Pdci Oliviero Diliberto, convinto che "con l'arbitrato, il licenziamento diventerà solo un piccolo atto burocratico". "E' la cancellazione definitiva - denuncia il segretario dei Comunisti Italiani - dell'articolo 18, già pesantemente messo in discussione dall'enorme precariato di migliaia e migliaia di ragazze e ragazzi. Ma cosa è questo se non un regime autoritario?".

    I COMUNISTI DI MILENA SARANNO GORNO 7 MARZO IN PIAZZA GARIBALDI

    PER LA LIBERTA’ DI SCEGLIERE

    IL LAVORO LA QUALITA’ DELLA VITA E LO SVILUPPO.

     L'8 marzo simboleggia le lotte delle donne di tutto il mondo per affermarne i diritti, le aspirazioni, per l'uscita da una condizione di subalternità e di oppressione.

    Le principali tappe di questo faticoso cammino compiuto dalle donne italiane per  il riconoscimento del proprio diritto ad essere cittadine a pieno titolo, sia nella società che  nel lavoro, partono dalle norme della Costituzione, dalla conquista del diritto di voto e passano, poi, attraverso tutte le leggi per la parità nel lavoro,  nei diritti civili, nella tutela della maternità,  nella condivisione dei lavori di cura,  a partire dalla conciliazione fra tempi di vita privata, di lavoro e di famiglia.

    Questi valori vanno ancora oggi difesi per la loro piena realizzazione.

     Non vi può essere sviluppo sostenibile e crescita economica senza l'apporto fondamentale delle donne, del proprio lavoro e senza una grande forza comunista.

     Per un futuro migliore e per le nuove frontiere sociali.

     AFFERMIANO CON FORZA

     NO al precariato permanente;

    NO alle guerre ed ad ogni forma di Violenza;

    NO a tutti gli integralismi e a tutti i fondamentalismi ;

    NO allo sfruttamento e alla mercificazione del corpo della donna;

    NO all’eterosessualità obbligatoria;

    NO agli scambi politici sul corpo delle donne .

     

    Lazio, il PDL balla sul vulcano

    «Devi mostrarti ottimista», le consiglia, le ordina, Silvio Berlusconi che nel pomeriggio la riceva a palazzo Grazioli. E Renata Polverini che ha interrotto la campagna elettorale per dedicarsi al pasticcio delle liste che (in teoria) la sostengono, fa così. «Siamo ottimisti», dichiara all'uscita della residenza del premier, incrociando un viavai di consiglieri giuridici personali che si confondono con i ruoli di governo: prima Ghedini, poi Alfano, ritorna anche Cesare Previti. Proprio sotto la casa romana dell'avvocato che fu il braccio destro...

     
    IN MEZZO A FALLIMENTI E DISOCCUPAZIONE 

    Pubblicato da pdcimilena | Mercoledi, 3 Marzo 2010


     

    Nel biennio 2008-2009 il Pil italiano è diminuito del 6,3%: -1,3% nel 2008 e, secondo la revisione comunicata ieri dall'Istat, 5% lo scorso anno, il maggior crollo dalla fine della seconda guerra mondiale. Di più: lo scorso anno c'è stato una debacle dei conti pubblici: l'indebitamento (comunemente chiamato deficit) è salito al 5,3% del Pil dal 2,7% del 2008 e il debito pubblico a fine anno sfiorava il 116% del Pil e, i dati sono di Bankitalia, era superiore e 1.761 miliardi.Di questi dati (salvo alcune correzioni) già sapevamo tutto: la «novità» è rappresentata dalla disoccupazione che seguita a crescere anche nel 2010. In gennaio il tasso di disoccupazione è salto all'8,6% (l'1,3% in più rispetto al...

    Sample ImageINSEGNAMENTO DI SOSTEGNO: UNA VITTORIA DEL PDCIUna sentenza della Corte Costituzionale abolisce ogni tetto ai posti di sostegno in rapporto al totale degli alunni frequentanti.

    Pubblicato da pdcimilena | Mercoledi, 3 Marzo 2010

    La scure dei tagli, che si è abbattuta impietosamente da alcuni anni sul settore dell’istruzione, a detrimento dell’occupazione degli insegnanti e delle opportunità educative offerte ai nostri ragazzi, ha avuto un risvolto particolarmente odioso nei riguardi dei disabili, spesso privati del sostegno loro spettante. Una drastica riduzione delle ore destinate a ciascuno di questi allievi sfortunati ha avuto luogo soprattutto in Sicilia e nella nostra provincia.

    Il Partito dei Comunisti Italiani ha condotto a suo tempo una vigorosa azione di denuncia nei confronti di provvedimenti che hanno comportato tra l’altro la cacciata dal posto di lavoro di alcune centinaia di docenti nella sola provincia di Messina, già di per sé disastrata nell’economia e nella qualità della vita.

    La sentenza della Corte Costituzionale di cui la stampa ha dato notizia in questi giorni, dichiarando l’illegittimità di un tetto prestabilito di posti di sostegno in rapporto al totale degli alunni frequentanti, a prescindere dalle necessità effettive ed oggettivamente accertate, viene a far giustizia di un atto politico basato unicamente su una logica ragionieristica e offre l’opportunità di ristabilire un principio di civiltà così rozzamente disatteso dai governi e dallo stesso parlamento.

    I comunisti messinesi chiedono che la sentenza della Suprema Corte abbia pratica e immediata attuazione. In tal senso richiamano l’attenzione delle Scuole e dell’Ufficio Scolastico Provinciale e invitano i sindacati, gli insegnanti e le famiglie degli alunni portatori di handicap a mobilitarsi affinché un diritto ancora una volta solennemente riconosciuto nella sua portata costituzionale non rimanga lettera morta nella realtà.

    Antonio Bertuccelli, Segretario provinciale PdCI

     

    Salvatore Palumbo licenziato dalla Fincantieri perché parlò di sicurezza.

    Pubblicato da pdcimilena | Mercoledi, 17 Febbraio 2010

    Si terrà il 18 febbraio presso il Tribunale del lavoro di Palermo la prossima udienza del processo di Salvatore Palumbo contro la Fincantieri. Sono trascorsi oltre due anni dall’agosto 2007 quando l’azienda decise di licenziare Palumbo, operaio sempre in prima linea negli ultimi sette anni nel controllore e vigilare sulle questioni della sicurezza. Un operaio “scomodo” che la Fincantieri ha licenziato con la motivazione di averlo sorpreso a pescare in orario di lavoro. Un motivo infondato come ha sempre dichiarato lo stesso Palumbo, ma come soprattutto testimonia la grande solidarietà e la mobilitazione di compagni di lavoro, cittadini comuni, associazioni che si è sviluppata attorno al suo caso. Per protestare contro un licenziamento ingiusto, teso a colpire la sua opera attenta di denuncia delle insicurezze sul luogo di lavoro, Salvatore nel 2008 salì in cima alla stele che ricorda la strage di Capaci, lungo l’autostrada Palermo-Mazara del Vallo, minacciando il suicidio. Da allora la sua rabbia e disperazione si sono trasformate in voglia di lottare ancora di più per reclamare giustizia e per chiedere maggiore sicurezza sui posti di lavoro. Dal 24 gennaio scorso ha assunto l'incarico di rappresentare la Rete nazionale per la sicurezza nei posti di lavoro per la regione Sicilia. E proprio i suoi compagni della Rete nazionale per la sicurezza invitano, in occasione del 18 febbraio, ad una grande mobilitazione per far conoscere ancora di più la storia di Salvatore, una storia di diritti negati. “Dura oramai da due anni il processo che vede l’operaio Palumbo in lotta contro il licenziamento messo in atto dalla Fincantieri: un operaio che denunciava senza lasciarsi intimidire le condizioni di assoluta insicurezza sul posto di lavoro, per la Fincantieri, azienda i cui dirigenti sono stati tante volte denunciati, condannati e che hanno ancora processi in corso, era diventato certamente scomodo! Tutto questo mentre la realtà non ci risparmia, purtroppo, quotidianamente la tragedia dei morti e degli infortuni sul lavoro in tutto il paese”. Noi ci uniamo alla loro battaglia parlando ancora di Salvatore e della sua lotta per la sicurezza sui luoghi di lavoro, una lotta non certo inutile o retorica in un Paese, come l’Italia, dove dal 1 gennaio 2010 si contano ben 125 morti sul lavoro, 125 omicidi senza colpevoli.

    Lunedì 15 Febbraio 2010

    Alessandra Valentini
    (DirittiDistorti)

     

     

    Ultimatum al Pd per l'unità o primarie di coalizione   

    Pubblicato da pdcimilena | Mercoledi, 17 Febbraio 2010

    Una settimana di tempo al Partito Democratico per trovare l'unità e portare al tavolo degli alleati una proposta unitaria per la candidatura a sindaco da presentare agli elettori alle prossime elezioni amministrative la cui data di svolgimento non è stata ancora ufficialmente fissata. Altrimenti si va subito alle primarie ma di coalizione.
    Nel corso della riunione di lunedì sera una cosa è emersa con certezza: i partiti minori centrosinistra non intendono fare da stampella al Pd e nemmeno digerire un candidato scelto dal Pd e non graditi.
    "Non faremo da padrini al parto del Pd. Non terremo a battesimo un figlioccio che non ci piace": così Anna Bunetto (Partito dei Conunisti Italiani) riassume la posizione degli alleati minori del Pd. Questi chiedono un candidato a sindaco autorevole, capace di dare corso ai programmi indicati dalla coalizione. Un sindaco nuovo nelle idee. Escludono l'avv. Nuara perchè espressione di quel modo di amministrare della giunta Crocetta già oggetto di bocciatura in precedenti riunioni.
    Ma lei se ci saranno le primarie ha già detto che parteciperà lo stesso. Ha coraggio l'ex vicesindaco soprattutto perchè colui che dovrebbe essere il suo sponsor l'on. Crocetta è praticamente sparito da Gela e sta lontano mille miglia dalla campagna elettorale mentre l'on. Lumia pare gradisca Fasulo. Dovrà fare tutto da sola, l'avv. Nuara. Ma tra Speziale e Fasulo chi piace al centrosinistra? E qui nessuno si vuole sbilanciare ufficialmente ma sappiamo che tra i partiti minori c'è chi vuole Speziale e chi vuole Fasulo.
    Anche il centrosinistra non scherza se sa chi sono i candidati in campo e non prende posizione aspettando che il Pd si laceri ancor di più. I cespugli però terranno una riunione a giorni per decidere sul candidato da presentare alle primarie di coalizione. Alla riunione era presente il dott. Vincenzo Catania, vice presidente del consiglio e componente del coordinamento nominato per le consultazioni interne." Entro una settimana incontreremo tutti i circoli - dice il dott. Catania - oggi incontriamo il circolo Gela centro e entro lunedì gli altri due circoli quello di Donegani e Speziale. Questi passaggi non sono una perdita di tempo. Sono necessari per sentire tutti e capire realmente cosa vogliono gli iscritti, se vogliono le primarie o no, che indicazioni danno sul candidato a sindaco. Se dalle consultazioni emergerà una maggioranza netta si eviteranno le primarie, diversamente se ne prende atto e si fanno al più presto possibile".
    Ancora attesa per il parto. Le doglie del Pd sono infinite, e speriamo che non si traducano in altrettanti dolori per la città.
    M.C.G.

     

    gli effetti del maltempo.   
    Alcune strade chiuse per frane, difficoltà nei collegamenti con Comuni che rischiano l'isolamento   è scattata l'emergenza

    Pubblicato da pdcimilena | Mercoledi, 17 Febbraio 2010


    Strade provinciali chiuse per frane, grandi difficoltà nei collegamenti, comuni del Vallone che rischiano il completo isolamento: è una situazione di grande emergenza quella che la quinta Commissione consiliare permanente della Provincia regionale di Caltanissetta, competente per i lavori pubblici, ha discusso in un incontro avuto con i tecnici dell'ente da cui ha avuto un aggiornamento sull'attuale critica situazione della viabilità in quell'area, aggravatasi a seguito del persistente maltempo.
    La commissione, presieduta da Santo Mirisola, presenti gli altri componenti Alfonso Cirrone Cipolla, Salvuccio, Bellanca, Giovanni Cacioppo e Alessandra Ascia, ha incontrato gli ingegneri Leonardo Golia, Michele Lo Cascio, Antonio Siracusa funzionari dell'Ufficio tecnico impegnati nel settore viabilità, oltre al geologo Salvatore Saia responsabile dell'Ufficio provinciale di protezione civile; intervenuti anche i consiglieri Enzo Cascino e Giuseppe Sorce, e l'assessore al territorio e ambiente Franco Giudice. Alla fine la commissione ha convenuto su tre punti: necessità che venga immediatamente riconosciuto lo stato di calamità per il territorio coinvolto, richiesta di un consiglio provinciale straordinario sull'attuale emergenza viabilità nel Vallone, un incontro con i vertici Anas per una richiesta di programmazione in un territorio dove è pressoché del tutto assente la rete nazionale.
    Il resoconto fornito dai funzionari sull'attuale situazione delle strade nel Vallone è stato all'insegna dell'emergenza, con la forzata chiusura di alcune strade: la Sp. 23 "Bivio Serradifalco - Montedoro - Bompensiere - Mussomeli" è stata chiusa per frana al km. 26 (tuttora in evoluzione) e al km. 28, ed è l'arteria che preoccupa di più; una frana in evoluzione c'è anche lungo la Sp. 16 "Acquaviva - Ponte Misuraca" ed è stato chiuso il tratto Villalba - ss. 121 (l'alternativa rimane la Sp. 18 Villalba - Bivio Vallelunga - innesto ss. 121); un'altra frana c'è sulla Sp. 20 "Mussomeli - Sutera", che rimane comunque transitabile; chiusa invece la Sp. 19 "Bivio Landro - Resuttano - Fiume Imera - confine Palermo", transitata soprattutto da automezzi pesanti, per la frana al km. 13; analogo provvedimento è stato preso per la Sp. 130 "Campofranco - Chiartasi". Anche la Sp. 132 "Sutera - Casalicchio" è al momento chiusa, non per frane, ma per motivi di sicurezza date le sue cattive condizioni. Per alcune di tali arterie, comunque, la transitabilità potrà essere ripristinata in tempi brevi se non ci saranno ulteriori condizioni di maltempo. Interventi di sistemazione sono in corso sulla Sp. 41 "Montedoro - Raineri Mappa", che rimane - come ha ricordato Bellanca - l'alternativa alla Sp. 23 ora chiusa, rimarcando che se anche lì dovessero peggiorare le condizioni si rischierebbe il totale isolamento di Mussomeli.
    I tecnici hanno inoltre riferito di avere compiuto un sopralluogo unitamente a quelli della Protezione civile, che faranno una relazione sulla situazione riscontrata: tale relazione sarà trasmessa alla Regione per il riconoscimento dello stato di calamità, peraltro già richiesto dal presidente dell'Ap on. Giuseppe Federico in una nota inviata in questi giorni al Dipartimento regionale Protezione civile. Conseguentemente, dalla Regione dovrebbe poi partire la richiesta al governo nazionale per la proclamazione dello stato di emergenza, grazie al quale poter disporre di appositi fondi per gli interventi.
    Intanto, come proposto da Cirrone Cipolla, si chiederà un consiglio straordinario urgente allargato ai sindaci del Vallone e all'Anas, fermo restando l'impegno che l'Ap, tramite il presidente Federico, dovrà richiedere alla stessa Anas per interventi nell'area del Vallone. E' comunque necessario pensare ad interventi radicali - ha rimarcato Mirisola - perché si rischia di operare ogni volta solo interventi tampone, e quindi si deve pensare anche alle grandi opere: ecco perché va operata una forte pressione presso l'Anas, mentre al momento si può solo contare sui fondi della protezione civile.

    Fonte: La Sicilia

    Scuola: confermati tagli 25.600 docenti
    Pubblicato da pdcimilena | Mercoledi, 17 Febbraio 2010

    PhotoUn taglio di 25.600 insegnanti a fronte di un aumento complessivo di circa 5.000 studenti. Sono alcuni dei dati emersi dal primo incontro sul personale docente per il prossimo anno scolastico (2010-2011) svoltosi tra sindacati e tecnici del ministero dell'Istruzione.

    Due nuovi appuntamenti sono stati già fissati per il 23 febbraio e per il 4 marzo, per approfondire la questione degli organici (deve essere ancora definita la suddivisione dei tagli, previsti dalla legge 133, fra i diversi gradi di istruzione) e per gestire le novità introdotte con la riforma delle superiori. A questo proposito è stato comunicato ai sindacati che i testi dei regolamenti, dopo un'ulteriore fase di concertazione con il ministero dell'Economia, sono definitivi e in via di inoltro alla presidenza della Repubblica che emanerà formalmente il Dpr per inviarlo alla registrazione della Corte dei Conti.

    Il ministero ha fornito ai sindacati una proiezione approssimativa della situazione del prossimo anno scolastico basata su dati non definitivi delle iscrizioni degli alunni. Nella primaria si prevede una crescita da 7.000 a 12.000 alunni rispetto all'anno precedente (viene confermato il numero delle attuali classi a tempo pieno), nella scuola secondaria di primo grado (ex medie) si stima un incremento di circa 17.000 alunni (derivanti da un incremento nelle prime di circa 23.000 alunni e da un calo nelle altre di circa 6.000), nella scuola secondaria di secondo grado si prevede un calo stimato tra i 16.000 e i 24.000 alunni, nella scuola dell'infanzia i 590 posti in più concessi quest'anno in organico di fatto saranno recepiti nell'organico di diritto mentre per il sostegno si completerà l'incremento dell'organico di diritto di circa 4.800 posti previsto dalla Finanziaria 2008.

    I problemi più seri riguardano, secondo quanto riferito dai sindacati, le superiori per le quali i dirigenti del ministero hanno fornito soltanto alcune indicazioni in merito ai criteri che saranno adottati per i quadri orario delle classi intermedie (seconde, terze e quarte) dei tecnici e dei professionali: divisione paritetica delle ore oggetto di riduzione tra discipline generali e quelle d'indirizzo, a partire da quelle con almeno 4 ore settimanali; interventi solo sulle classi che non creano esubero provinciale.

    I dirigenti di viale Trastevere, sempre secondo quanto hanno riferito i sindacati al termine dell'incontro, hanno annunciato per i prossimi giorni l'apertura di un tavolo di confronto per risolvere i problemi che si presenteranno per la riconversione del personale docente che risulterà in esubero provinciale (corsi di riconversione o di formazione e le possibili confluenze delle nuove discipline nelle classi di concorso attualmente esistenti).

    Pubblicato da pdcimilena | Mercoledi, 17 Febbraio 2010

    Fiat, rissa in Senato
    Il ministro Scajola risponde alle accuse dell'opposizione sullo stabilimento di Termini Imerese: "Nessuno può permettersi di dire che sono un bugiardo". Sulle proposte: "Sono 14, tra i potenziali investitori anche imprese straniere"

     

    Il Disegno di Legge “Collegato Lavoro” garantisce nuove tutele per le aziende ai danni dei lavoratori: più difficile vincere cause di lavoro, impugnare licenziamenti ingiusti, ottenere giusti risarcimenti. Particolarmente garantite le aziende che fanno ricorso massiccio allo sfruttamento del lavoro precario.Diventerebbe legge la possibilità di derogare ai CCNL, “certificando”, tramite commissioni, i contratti individuali contenenti clausole peggiorative: viene limitata la giurisdizione del giudice e si incentiva il ricorso all’arbitrato. :: Leggi tutto

     

    Un decreto nucleare

     
    Sì al nucleare. Ma dove non si sa. Anzi non si deve sapere, e non si saprà almeno fino alle elezioni regionali. Il consiglio dei ministri ieri ha approvato il decreto legislativo che fissa i criteri sulla costruzione di centrali ...

     

    Bertolaso - Licandro: "Chi offende Pm si mette contro ricerca della verità" 

    Pubblicato da pdcimilena | Venerdì, 12 Febbraio 2010

    "Ciò che sta scaturendo dall'inchiesta è un vero e proprio verminaio, stomachevole e ripugnante, che non riguarda la sfera privata di Bertolaso, di cui non ci importa nulla, ma l'eventuale gioco perverso degli appalti e della corruzione di cui parlano i magistrati. Chi, come il premier, accusa e offende i Pm, colpevoli solo di fare il loro dovere, oltre a mostrare scarsissimo senso dello Stato, si mette contro la ricerca della verità". E' quanto afferma Orazio Licandro, della segreteria nazionale del PdCI - Federazione della sinistra.
    "L'Italia - continua Licandro - sta attraversando il periodo più buio della sua storia repubblicana: di fronte allo scivolamento politico, civile e culturale in atto l'opposizione, parlamentare e non, sia unita nel difendere la civiltà dello Stato e nel chiedere che i veri avvelenatori della democrazia si facciano da parte".

    Il «modello Protezione civile» sotto inchiesta

    pubblicato da : pdcimilena | Mercoledì, 10 Febbraio 2010 
    Sembra quasi una beffa che la Protezione civile finisca nella bufera giudiziaria proprio nel giorno dell’approvazione in senato della super Protezione civile Spa [decreto 195 del 2009], con un uomo solo al comando, Guido Bertolaso. Il quale, indagato anche lui per gli appalti del G8 a La Maddalena e altro, ha rimesso oggi tutti i [...]
    DAI TETTI
    ALLE TENDE

    pubblicato da : pdcimilena | Giovedi, 11 Febbraio 2010



    Oggi, giovedì 11 febbraio 2010, una delegazione degli operai dell’Alcoa tornerà Roma per presidiare piazza Montecitorio, il Parlamento, mentre a Palazzo Chigi,nella sede del governo, dalle 19,30 si svolgerà l’incontro tra le organizzazioni sindacali, i delegati dei lavoratori, i rappresentanti degli enti locali, il governo e i dirigenti italiani della multinazionale. L’esito della trattativa è incerto, ma a differenza dell’incontro del 2 febbraio questa volta sarà difficile rimandare una decisione. Per ora è stata bloccata l’arroganza della multinazionale dell’alluminio che voleva fermare la produzione, il che, per le caratteristiche di quegli impianti, significava di fatto la chiusura definitiva degli stabilimenti di Portovesme(sardegna) e di Fusina (veneto), la cassa integrazione e poi...

     

    E questa è casa mia, e qui comando io

    pubblicato da : pdcimilena | Lunedi 8 febbraio 2010

    Si fa presto a dire partito. O a promettere che dopo le elezioni del 2013, sarà meglio avere la tessera onoraria e guardare «la propria creatura dalla finestra, che va avanti con le proprie gambe». Quando però si tratta di farlo, quel partito, o di accettare il voto dell'assemblea su un passaggio delicato come l'alleanza in Campania, il fondatore e leader dell'Italia dei valori finisce per innervosirsi. E pretendere che sia un applauso a risolvere ogni incomprensione. Alla seconda giornata del primo congresso nazionale targato Idv...

    I costosi segreti della nostra bolletta

    pubblicato da : pdcimilena | Lunedi 8 febbraio 2010
    La guerra contro le energie rinnovabili è antica. Inizia nel 1982 con la legge 308. Una normativa che attuava il piano energetico nazionale e che sceglieva anche le energie rinnovabili, il risparmio energetico e l’uso razionale dell’energia. Guerra che continua con le leggi 9 e 10 del 1991. Gli italiani devono attendere le direttive europee [...]
    QUEI PUNTI DELLA
    VERGOGNA

    pubblicato da : pdcimilena | Lunedi 8 febbraio 2010


    I due ministri più popolari a destra, l'ex socialista Sacconi e l'ex demoproletario Maroni, si preparano a presentare un decreto veramente innovativo, e cioè il "permesso di soggiorno a punti". In sostanza, gli immigrati avranno due anni di tempo per ottenere trenta punti, come il massimo di voti all'università, e un anno supplementare se non ce la facessero. Se alla fine del terzo anno non avranno i trenta punti, via, espulsi, probabilmente in Libia, dal grande amico di Berlusconi, Gheddafi, che governa un paese notoriamente rispettoso dei diritti umani. E come ottenere i trenta punti? Dovranno dimostrare di conoscere la lingua italiana, di aver seguito dei corsi di formazione culturale e di conoscere la Costituzione. Una gran...

    Milena è con il Giudice Tona  http://sestilio.files.wordpress.com/2010/02/falconeborsellino.jpg?w=150&h=110

    Fa rabbrividire l’immaginare che una banda di criminali mafiosi tenti di ripercorrere scenari di violenza analoghi a quelli che hanno seminato terrore, morte e disperazione in Sicilia all’inizio degli anni novanta.

    L‘idea di un attentato in preparazione nei confronti dell’ex sindaco di Gela Rosario Crocetta e di un familiare del Gip di Caltanissetta Giovanbattista Tona, non può lasciare indifferenti ed è il momento di fare fronte comune per evitare che la piovra mafiosa rialzi la testa.

    Tona è un magistrato di grande valore, che esplica il suo lavoro con professionalità, dedizione e senso del dovere della giustizia.

    Il comune di Milena, nella figure del Vice Sindaco Vincenzo Nicastro, nonché Assessore alla Legalità, del  Dott. Giuseppe Cipolla, nella sua qualità di Difensore Civico del Comune di Milena e della Polizia Municipale nella figura del Dott. Giovanni Cordaro, hanno espresso la piena e completa solidarietà, sia a nome personale che di tutta la cittadinanza del Comune di Milena al Giudice Tona, e a tutti i magistrati della Corte di Appello di Caltanissetta, intervenendo sia in veste istituzionale che personale al programma televisivo “Annozero” andato in onda giorno 4 febbraio c.a.

    http://sestilio.files.wordpress.com/2010/02/tona20giovanbattista.jpg?w=100&h=150Alla fine del programma il giudice Tona ci ha ringraziato personalmente per la presenza della rappresentanza del suo Comune natio, “Milena”.

    Milena è con il Giudice Tona e con tutti gli altri magistrati del distretto di Caltanissetta al fine di poter sconfiggere definitivamente il fenomeno mafioso.

    Personalmente mi sento molto onorato ed orgoglioso, che un nostro concittadino abbia seguito questa strada contro la Mafia.

    Posso affermare a viva forza e incitare nel proseguimento della sua preziosa opera il Giudice Tona con un grido “Vai Giovanbattista, continua con il tuo lavoro. Milena e tutti i suoi cittadini  sono con te per la legalità  e con tutti i Magistrati del pool antimafia”.  

    f.to

    Dott. Giuseppe Cipolla

     

     
    LA CULTURA E IL SAPERE AL PRIMO POSTO
     

    pubblicato da : pdcimilena | Lunedi 1 febbraio 2010
    «Presidente Bindi, le chiediamo di far ragionare il PD»
    Onorevole Presidente Bindi,
    ci rivolgiamo a Lei ricordando la Sua battaglia in difesa del sistema sanitario pubblico e del diritto alla salute di tutti i cittadini, senza distinzione di condizioni personali e sociali.
    Oggi la situazione è peggiorata rispetto a quegli anni. La tendenza alla privatizzazione permea tutti gli àmbiti della vita sociale e le stesse istituzioni, nelle quali l'incidenza degli interessi privati produce una spinta autoritaria mascherata da efficientismo. Ora è il turno dell'Università. Per tale ragione oggi Le scriviamo..
    Alberto Burgio, Gianni Ferrara e altri :: il manifesto 20 Gennaio 2010 continua...
          La risposta di Rosy Bindi
    Ringrazio gli autorevoli professori per le parole di stima che mi hanno rivolto sul manifesto del 20 gennaio scorso e con le quali mi sollecitano a entrare nel dibattito sulla riforma dell'università. Lo faccio con un ritardo di cui spero sarò perdonata.
    Dico subito che condivido le loro preoccupazioni. Temo anch'io un'ulteriore involuzione di un sistema universitario che appare sfiduciato, persino rassegnato sulle proprie possibilità di riscatto. La crisi dell'Università è forse l'indizio più evidente della più generale crisi delle classi..
    Rosy Bindi :: il manifesto 31 Gennaio 2010  continua... 

    E ora torna anche il divieto di fare pipì

    pubblicato da : pdcimilena | Lunedi 1 febbraio 2010
    C’è stato un tempo, negli anni Sessanta, in cui gli operai erano costretti a fare la pipì senza allontanarsi dal proprio posto di lavoro. La facevano in qualche barattolo occasionale. Era severamente proibito, in nome della santa produttività, assentarsi per raggiungere una toilette. Sono poi venuti gli anni delle conquiste nazionali e aziendali per cui [...]

    Disoccupati al Nord, sommersi al Sud

    pubblicato da : pdcimilena | Lunedi 1 febbraio 2010
    Disoccupati e cassintegrati al Nord, scoraggiati e sommersi al Sud. L’onda montante della distruzione dei posti di lavoro ha colpito le regioni italiane in modo diverso aggravando le situazioni preesistenti, ma anche generando reazioni differenziate. Le regioni del Centro e del Nord hanno avuto l’aumento più marcato dei disoccupati: il Nord Ovest ha visto crescere [...]
    TUTTO E IL CONTRARIO
    DI TUTTO

    pubblicato da : pdcimilena | Sabato  30 Gennaio 2010
     

    Mi capita di ascoltare le dichiarazioni del presidente del consiglio «meno immigrati meno criminalità» mentre sono in viaggio per un convegno dal titolo «Quando toccava a noi: a proposito dei fatti di Rosarno». Occasione: la presentazione di un libro, «Morte agli italiani!», sul massacro di Aigues-Mortes. Nel corso del dibattito mi risultano sempre più chiare ed evidenti le analogie tra quello che è successo a Rosarno e quello che è successo a Aigues-Mortes, in Provenza, un centinaio di anni addietro quando dieci italiani (settanta o ottanta nella vulgata storica) vennero uccisi in un pogrom.
    Ci sono anche differenze. Ad Aigues-Mortes c'è stato un vero e proprio massacro che per fortuna a Rosarno non è accaduto. Ma se guardiamo le parti in causa e il ruolo giocato da gruppi sociali e istituzioni, le analogie sono incredibili. A Aigues-Mortes come a Rosarno le condizioni in cui vivono gli immigrati sono di assoluta miseria e invivibilità. In ambedue i casi il livello di sfruttamento dei migranti è enorme e, non a caso, in ambedue i casi ci sono i caporali. Un'altra cosa che colpisce sono i commenti delle rappresentanze istituzionali, anche qui con analogie e differenze.
    Di queste la più rilevante è che noi abbiamo un governo di destra mentre il governo repubblicano francese del 1893 è progressista. Ma a fare la parte di Berlusconi ci pensa l'equivalente della nostra Lega, che non a caso si chiama Ligue des Patriotes. Inoltre gli italiani vengono rappresentati dalla stampa e dall'opinione pubblica come sono rappresentati ora gli immigrati di Rosarno. Vengono considerati degli attaccabrighe, persone che tolgono il pane di bocca ai lavoratori francesi. Così come Berlusconi oggi invita a considerare gli immigrati dei criminali potenziali o effettivi seguendo la strategia di Maroni: rovesciare causa ed effetto e imputare agli immigrati la responsabilità della condizioni in cui si trovano e di cui sono vittime.
    Un altro aspetto che colpisce nella storia di Aigues Mortes è l'andamento del processo: gli italiani massacrati diventano gli imputati, tant'è che i giornali parleranno del processo come dell' "affaire Giordano", dal nome di un italiano che partecipò ai primi scontri. Non solo la stampa ma anche l'autorità giudiziaria dimenticano completamente il ruolo dei sobillatori che determinarono il massacro. Ma le analogie sono anche nei piccoli particolari. A Rosarno, dove ha brillato per la sua assenza anche la sinistra, abbiamo ora una presenza coraggiosa rappresentata dal parroco, che riesce a mettersi contro i manifestanti anti-immigrati. Ad Aigues-Mortes un secolo prima si era verificata la stessa cosa.
    Morale della favola: capita ai nostri immigrati quello che è capitato a noi cento anni prima. La lezione che si può ricavare è che l'aver sofferto ieri come emigranti non ci aiuta ad avere solidarietà per gli immigrati di oggi. Questo è possibile solo nella misura in cui i fenomeni vengono riletti, elaborati e riproposti in una interpretazione progressista dalle istituzioni. I governanti dovrebbero lanciare messaggi sdrammatizzanti e di solidarietà. L'opposto di quello che ha fatto Berlusconi ieri...

    Obbligo scolastico? In officina

    pubblicato da : pdcimilena | Sabato  23 Gennaio 2010

    Si dice: «l’istruzione fa la differenza», perché permette di aumentare sia la produttività generale che lo stipendio individuale. Quindi, cosa fa questo governo? Permette di trascorrere l’ultimo anno di istruzione obbligatoria (il secondo anno delle superiori, in un percorso regolare) sotto forma di «contratto d’apprendistato». Gli «accordi di Lisbona», nel 2000. avevano fissato l’anno appena [...]

    21 Gennaio 1921, per
    rivalutare una grande storia

    pubblicato da : pdcimilena | Venerdi 22 Gennaio 2010
    Cari Compagni di Milena, la data del 21 gennaio è molto importante per il movimento operaio e democratico italiano. In quel giorno dell’anno 1921 nacque il PCdI (Partito Comunista d’Italia, sezione dell’Internazionale comunista) dalla scissione al XVII Congresso del Psi. Il PCdI – dopo aver dato il più grande contributo alla lotta antifascista, durante la Resistenza e nell’elaborazione della Costituzione repubblicana – è divenuto il più grande Partito comunista occidentale, suicidatosi, poi, del tutto inopinatamente nel 1991 su proposta del suo ultimo Segretario Achille Occhetto.
    Sempre in quel giorno, nel 1924, appena tre anni dopo, morì prematuramente (aveva 53 anni) il compagno Vladimir Ilic Ulianov Lenin, l’artefice della Rivoluzione d’Ottobre del 1917, che dette vita all’Urss e che costituì un varco verso il futuro tanto che in Italia tanti volevano “fare come in Russia”.
    Sempre nel gennaio 1924 il compagno Antonio Gramsci – il cui cervello il fascismo voleva impedire che funzionasse imprigionandolo e finendo col farlo morire in carcere – fondò “l’Unità”, che è stata per tanto tempo l’organo del Pci e che si è battuta nella clandestinità contro il fascismo, nella Resistenza per abbattere il fascismo e nei decenni del dopo-guerra per difendere la democrazia, la Costituzione e per ottenere grandi conquiste sociali per i lavoratori, cioè per tutta l’Italia.
    Mentre per troppi anni (almeno dal 21 gennaio 2001 a Livorno col sorprendente discorso di Bertinotti) il Prc ha cercato di prendere le distanze da questa grande storia, sarebbe veramente salutare per i comunisti e per tutta la sinistra rivalutarla – certo non acriticamente – al fine di reinnestarci in essa per prendere forza e guadagnare un futuro degno dell’umanità.
    Cordiali saluti.
    Gilberto Volta

    Ato Idrico Ragusa. Il Tar respinge l’istanza cautelare dell’Acoset, via libera al consorzio tra i comuni

    pubblicato da : pdcimilena | Venerdi 22 Gennaio 2010

    goccia_d_acquaIl Tar di Catania (presidente Calogero Ferlisi, relatore Giovanni Milana) ha rigettato l’istanza cautelare dell’Acoset, una delle società che aveva partecipato alla gara per l’affidamento del servizio idrico nel territorio provinciale, che chiedeva l’annullamento del verbale della Conferenza dei sindaci e del presidente della Provincia di Ragusa che aveva deciso di revocare la determina........................................

    SOLIDARIETA’ AL GIUDICE ” 

    GIOVANBATTISTA TONA “.

    Giudice Giambattista Tona

    Il PDCI di Milena, e dell’intera provincia di Caltanissetta, esprime massima solidarietà al Giudice Giovanbattista Tona e a tutta la sua famiglia, per le gravissime minacce rivolte a lui ed ai suoi cari.
    Il Giudice Giovanbattista Tona è un cittadino chiamato dalle istituzioni a svolgere un delicato compito in favore della collettività tutta, e, della Sicilia in particolare, nel tentativo serio ed apprezzato ( anche dai mafiosi ) di stroncare questo male endemico che affligge la nostra terra e la nostra gente.
    Non ci stancheremo mai di dirlo e di gridarlo : la mafia è il nemico dello sviluppo economico, morale e culturale di ogni territorio.
    Battere la mafia, non deve e non può essere un compito delegato e relegato ad eroi moderni e “ silenziosi “ come il Giudice Tona.
    La mafia è il nemico di tutti noi, di ogni italiano, di ogni siciliano, di ogni cittadino, senza esclusione alcuna: la mafia è il nemico dei nostri figli.
    La mafia è il nemico del nostro futuro !
    Nei paesi, nei luoghi, ad alto indice di mafiosità, non ci sono speranze di vita civile per i giovani, in questi luoghi la gioventù è costretta a dover scegliere tra una vita da carnefici schiavizzati o la fuga verso paesi meno oppressi da questo male oscuro.
    Dove c’è mafia, c,è arretratezza culturale, ignoranza, degrado economico , miseria, disoccupazione, lavoro nero, ci sono morti per le strade, c’è paura: dove c’è mafia, non c’è libertà !
    Noi vogliamo crescere in un mondo libero da tutte le mafie, civile e senza la necessità di martiri o di eroi !
    Per questo, invitiamo tutti i compagni e tutta la gente per bene, a voler essere, ognuno nel proprio piccolo, un nemico della mafia, attraverso comportamenti civili, senza cedere nemmeno un millimetro del proprio spazio civile in favore di organizzazioni mafiose o paramafiose.
    Solo cosi possiamo rendere la solidarietà un atto concreto e non parole di circostanza.
    La mafia non può essere battuta solo nelle aule giudiziarie, come fanno benissimo i nostri magistrati, ma occorre distruggerla nel territorio e tra la gente a partire dal nostro modo di vivere quotidiano e di come ci raccordiamo i con i nostri interlocutori di ogni giorno .

    Caltanissetta, lì 21.01.2010
    Per il PDCI di Caltanissetta
    Avv. Salvatore Ferlisi

     

    Gela, volevano uccidere Crocetta e il Gip del tribunale di Caltanissetta, Giovanbattista Tona

    pubblicato da : pdcimilena | Mercoledi 20 Gennaio 2010

     

    Le cosche di Gela erano pronte a uccidere l’ex sindaco Rosario Crocetta, attuale parlamentare europeo del Pd, e una cugina del Gip del tribunale di Caltanissetta, Giovanbattista Tona, che i mafiosi credevano fosse la sorella del magistrato per la forte somiglianza tra i due. Secondo le intercettazioni ambientali effettuate dalla polizia, a partire da oggi, ogni giorno poteva essere quello giusto per fare scattare l’agguato, che le cosche preparavano da tempo per vendetta.

    Il piano criminale è stato sventato grazie alle indagini della squadra mobile di Caltanissetta e del commissariato di Gela, coordinati dalla Dda nissena, avviate dopo l’arrivo dal carcere di una lettera rivelatrice, fatta pervenire da un detenuto agli inquirenti. Così, durante la notte, è scattata l’operazione «Extrema Ratio», con la notifica in carcere di cinque ordinanze di custodia cautelare ad altrettanti esponenti di spicco della mafia di Gela, già in stato di detenzione per altri reati.

    I cinque provvedimenti restrittivi e la denuncia di correità nei confronti di altri quattro imputati (tutti detenuti), sono stati emessi dal Gip, Marcello Testaquadra, su richiesta della Dda di Caltanissetta, con l’accusa di associazione mafiosa. Gli arrestati nell’ambito dell’operazione «Extrema ratio» sono Francesco Vella, di 35 anni; Nicola Casciana, di 56; Massimo Carmelo Billizzi, di 34 anni; Paolo Portelli, di 41; Domenico Vullo, di 34 anni. Gli indagati, raggiunti da avviso di garanzia, sono Emanuele Argenti (di Guido), di 44 anni; Salvatore Terlati, di 35, Alessandro Gambuto, di 34; Emanuele Bassora, di 35. Sono tutti di Gela e tutti in stato di detenzione. Dovranno rispondere per ora di associazione mafiosa (416 bis). L’indagine si è avvalsa delle rivelazioni di un pentito, Crocifisso Smorta, il quale faceva parte dello stesso clan mafioso che aveva emesso la sentenza di morte contro Crocetta e contro quella che credevano la sorella di Tona. Determinante si è rivelata la collaborazione di un detenuto nisseno (in carcere ad Agrigento e in altri istituti di pena, dove ha incontrato mafiosi gelesi e ricevuto confidenze), autore della lettera dalla prigione che ha fatto scattare l’inchiesta.

    A lui Emanuele Argenti avrebbe detto di riferire a un proprio accolito, Francesco Vella, che «la ‘cosa’ (che secondo gli inquirenti doveva essere il duplice agguato) poteva essere fatta a partire dal 20 gennaio 2010». Per magistratura e polizia «è la dimostrazione che nonostante la carcerazione, essi (gli affiliati al clan Emmanuello, ndr) sono rimasti pienamente operativi a gestire le attività illecite e ritorsive del clan». Un fascicolo contenente le risultanze dell’indagine «Extrema Ratio» sarà inviato alla Dda di Catania, competente ad indagare e decidere, nell’ipotesi di un attentato ai danni di un magistrato di Caltanissetta.

    by falcee

    Pecorara, il sindaco Pdl cancella Piazza 25 aprile

    pubblicato da : pdcimilena | Mercoledi 20 Gennaio 2010

    A Pecorara, comune della provincia di Piacenza, luogo simbolo della Resistenza al nazifascismo, il sindaco Franco Albertini ha cancellato Piazza 25 aprile. Un affronto a quanti hanno sacrificato la loro vita per la libertà, alla Costituzione della Repubblica, nata dalla Resistenza, all’Italia tutta, che su queste radici ha costruito la democrazia. Un affronto che non [...]

    Processo Breve - PDCI: "Da oggi ingiustizia è fatta" 

    pubblicato da : pdcimilena | Mercoledi 20 Gennaio 2010 

    "Da oggi, per volere del Pdl, la Giustizia in Italia rischia di non essere più la stessa. Il processo breve è un vergognoso privilegio concesso al monarca per sfuggire alle sue responsabilità.
    Se diventa legge si affossa l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, l'indipendenza della magistratura e la certezza della pena. Chi ha compiti di garanzia costituzionale non lo permetta. La democrazia è sempre più in pericolo: serve una nuova Resistenza". E' quanto afferma Pino Sgobio, dell'ufficio politico del PdCI - Federazione della sinistra.

     

    disoccupati ci sono ma non si vedono

    pubblicato da : pdcimilena | Martedi 19 Gennaio 2010 

    Esistono problemi visibili e altri invisibili. A prescindere – direbbe Totò – non solo dalla realtà ma anche dalla percezione. La disoccupazione, ad esempio, esiste: nella realtà e nella percezione. Ma parlarne è da irresponsabili e mostrarla anche peggio.
    Basta pensare alla reazione del Governo di fronte alle stime fornite dalla Banca d’Italia, che considera il 

    COSTITUENTE SEL, RITA BORSELLINO - “Il PD guardi a sinistra per costruire alternativa a Lombardo e Berlusconi”

    “Il Pd guardi a sinistra per costruire l’alternativa a Lombardo e Berlusconi”. Così Rita Borsellino, europarlamentare europeo, nel corso dei lavori dell’assemblea costituente di Sinistra e Libertà a Roma. “Quello che deve unire il centrosinistra oggi sono i valori. Valori come etica e legalità che condivisi possono portare ad un progetto unitario e coeso, per creare una valida alternativa al centrodestra. Dico e ho sempre detto no ad inciuci – ha aggiunto in riferimento alle alleanze in Sicilia con Lombardo e Cuffaro –,  non esistono inciuci utili, perché il Pd e le forze di centrosinistra nulla hanno a che spartire con Dell’Utri, Miccichè e Lombardo. La nostra forza è prendere le distanze, dimostrare che siamo altro rispetto a loro e che vogliamo altro. E quindi proporre un’alternativa al centrodestra che raggruppi componenti che parlano lo stesso linguaggio. Mi auguro che il partito Sinistra e Libertà possa offrire il suo fondamentale contributo alla costruzione di un centrosinistra capace di stralciare l’attuale governo che ha messo in ginocchio il Paese”.

     

    Rosarno: gli "schiavi" ci insegnano a rialzare la testa

    Siamo con i braccianti di Rosarno e Gioia Tauro, per l’unità di tutti gli sfruttati, contro le divisioni etniche e razziste, contro il padronato mafioso e legale. Il 2010 si apre con la significativa rivolta dei braccianti della piana di Gioia Tauro: in migliaia in maggioranza africani, pagati 20 euro per 10-14 ore di raccolta — la forza-lavoro che rende possibile la produzione di frutta e ortaggi made in italy — . Questi braccianti sono costretti a vivere in condizioni che gli stessi media borghesi definiscono “sub-umane”: tendopoli e baracche, senza acqua, fognature, né servizi igienici, sottoposti al caporalato, senza alcuna garanzia, senza contratto, spesso clandestini — quindi ancora più sfruttati e ricattabili.

    "Il Pd non sostenga il Lombardo ter"
    CATANIA
    - Un "appello" affinchè il Partito democratico non sostenga la giunta del presidente Raffaele Lombardo è lanciato dall'eurodeputato Rita Borsellino e dal senatore Enzo Bianco, osservando che "è contro l'interesse dei siciliani sostenere un governo inadeguato alla complessità delle questioni che la Sicilia deve affrontare".

    "È contro l'interesse del Pd - si legge in una nota congiunta - fare da stampella al cammino avventuristico della giunta Lombardo. Quella di Lombardo è una proposta indecente che, se accolta, nuocerebbe al Pd e alla Sicilia". Secondo Rita Borsellino e Enzo Bianco "il Pd, di fronte al fallimento del centrodestra, ha l'obbligo di garantire una rigorosa opposizione in Parlamento e di costruire un'alternativa ad una Giunta alleata del governo Berlusconi".

    "Per una forza come il Pd - osservano - il confronto parlamentare su riforme strutturali rientra in una naturale cultura di responsabilità che vede il perseguimento dell'interesse generale, mentre un sostegno a questo governo, a qualunque titolo e sotto qualunque ipocrita veste, sarebbe un atto politico incomprensibile, dannoso e inaccettabile. "In Sicilia - chiosano Bianco e Borsellino - il Pd deve saper coniugare l'opposizione con un'azione propositiva che consenta di candidarsi a governare la Sicilia, non passando dalla porta di servizio".

    Da oggi, in qualche modo, la voce di Peppino Impastato tornerà a vivere

     

    pubblicato da : pdcimilena | Lunedì, 05 Gennaio 2010 

    Da oggi, in qualche modo, la voce di Peppino Impastato tornerà a vivere. Da Casa Memoria a Cinisi inizierà a trasmettere infatti Radio 100 passi: «La data scelta per la partenza non casuale, è infatti il giorno della nascita di Peppino Impastato. E' per far fede allo slogan che gridammo al suo funerale: "Peppino e vivo e lotta insieme a noi" che lo festeggeremo sempre il giorno del suo compleanno. - si legge nel gruppo Facebook degli animatori della radio - Basta con le lacrime!!! Basta con le commemorazioni dei caduti della mafia nel giorno del loro assassinio, prassi storicamente usata per commemorare i santi nel giorno del loro martirio.
    I nostri martiri vogliamo ricordarli con gioia perché siamo contenti che siano esistiti. Per questo Radio 100 Passi dedicherà volta per volta la giornata di trasmissione alle vittime della mafia il giorno del loro compleanno. Il 5 gennaio 2010 Peppino compie (volutamente non c'è scritto: "avrebbe compiuto") 62 anni………». Le motivazioni dell'associazione rete 100 passi sono, l'affermazione della cultura della legalità, la lotta alle mafie, a tutte le criminalità organizzate e agli abusi di potere.
    Tutte le informazioni e le frequenze sul sito internet www.radio100passi.net.

     

    pubblicato da : pdcimilena | Lunedì, 04 Gennaio 2010 
    Una perfetta continuazione con quanto sino ad ora svolto. Qualcuno la definisce un’accelerata sulle riforme, qualcun altro ritiene che sia il momento più proprizio per fare delle riforme “bipartisan”. Ma ciò che non si cancella con gli artifizi delle parole è la prosecuzione lineare del progetto eversivo di destrutturazione democratica che la maggioranza di governo persegue da sempre e che, ora, intende mettere in atto con più energia di prima. Le parole del ministro Renato Brunetta sono gravissime da un punto di vista non solo storico, ma di stretta attualità. Definire la Costituzione come una “figlia della guerra”, o dei tempi lontani della fine...

     


    Crisi, allarme rosso in Sicilia

    Pubblicato de LA Sicilia il 29 dicembre 2009

    Dall'indagine dell'Istat sulle condizioni di vita degli italiani emerge l'aumento delle difficoltà economiche nel meridione: il 25% delle famiglie stenta ad arrivare a fine mese, enormi sacrifici quando ci sono anche i figli. Sicilia in affanno insieme a Campania, Calabria e Puglia....

     

    FDS - Organismi dirigenti e loro composizione

    Pubblicato da pdcimilena

    Il 5 dicembre è partita la Federazione della Sinistra, promossa da Prc, PdCI, Socialismo 2000 e Lavoro e Solidarietà. Di seguito pubblichiamo gli organismi dirigenti della FdS e la loro composizione.


    Coordinamento Nazionale

    PAOLO FERRERO (Portavoce Nazionale di turno)
    CLAUDIO GRASSI
    ORAZIO LICANDRO
    GIAN PAOLO PATTA
    ALESSANDRO PIGNATIELLO
    ROSA RINALDI
    CESARE SALVI

    Consiglio Nazionale

    VITTORIO AGNOLETTO - FABIO AMATO - NICOLA ATALMI - FRANCESCO BARRA - CLAUDIO BELLOTTI - PIERGIORGIO BERGONZI -IRENE BREGOLA - ALBERTO BURGIO -
    CESARE CAIAZZA - MARIA CAMPESE- ELENA CARRADORI - VALERIA CASTELLI - ROSALBA CESINI - VINCENZO CHIEPPA-ANNA RITA COPPA-ELISA CORRIDONI - SILVIO CRAPOLICCHIO - ANTONINO CUFFARO -OLIVIERO DILIBERTO - GIANNI FABBRIS
    ROBERTA FANTOZZI - GIANNI FERRARA -PAOLO FERRERO-ELEONORA FORENZA
    FRANCESCO FRANCESCAGLIA-NINO FROSINI-SILVIA GARAMBOIS-MASSIMO GATTI-
    CLAUDIO GRASSI-RITA LAVAGGI-ORAZIO LICANDRO-EZIO LOCATELLI-MARIA RITA LODI
    MERIDA MADEO-MARIA ROSARIA MARELLA-FRANCESCO MARINGIO-LEONARDO MASELLA
    MARINA MELAPPIONI-RICCARDO MESSINA-LORETTA MUSSI-NICOLA NICOLOSI-ALFIO NICOTRA
    LUCA NIVARRA-FABIO NOBILE-GIANNI PAGLIARINI-MANUELA PALERMI-ROBERTO PASSINI
    NELLO PATTA-GIAN PAOLO PATTA-GIANLUIGI PEGOLO-PAOLA PELLEGRINI-FULVIO  PERINI
    TONINO PERNA-CIRO PESACANE-ALESSANDRO PIGNATIELLO-MARILDE PROVERA-ROSA RINALDI
    AUGUSTO ROCCHI-SARA ROCUTTO-ROSSANO ROSSI-RAFFAELE SALINARI-CESARE SALVI
    ENZA SANSEVERINO-RITA SCAPINELLI-CONCETTO SCIVOLETTO-PINO SGOBIO-
    TOMMASO SODANO-ROBERTO SOFFRITTI-ANITA SONEGO-BRUNO STERI-LAURA STOCHINO
    MARIO TORELLI-MICHELANGELO TRIPODI-JACOPO VENIER-GIOVANNI VIGILANTE
    GIUSEPPE VITELLO-STEFANO ZUCCHERINI

     

     

    Riforme - Licandro: "Basta ai paggi di corte: leggi sono salvacondotti monarchici"

    Pubblicato by pdcimilena

    "Il Pdl non cambi le carte in tavola e la finisca con il prendere per i fondelli gli italiani. Il processo breve, il lodo Alfano e il legittimo impedimento sono veri e propri salvacondotti monarchici, perchè servono al premier come il pane. Cicchitto, Capezzone, Gasparri e compagnia cantando la smettano di fare i paggi di corte e abbiano l'onestà di dirlo chiaramente.


    Invitiamo l'opposizione tutta, parlamentare e non, a mobilitarsi per denunciare all'opinione pubblica l'uso privato della giustizia e della politica che la maggioranza sta compiendo". E' quanto afferma Orazio Licandro, della segreteria nazionale del PdCI - Federazione della sinistra.

     

     
     
    Finalmente è partita la macchina organizzativa e politica
    della Federazione della Sinistra

    RIECCOCI!

     

    Dopo la riuscita manifestazione al Brancaccio del 5 dicembre scorso, dove si è dato l’avvio alla fase costituente, la Federazione della Sinistra, muove i primi passi.
    Nei giorni scorsi, infatti, si sono tenute le prime due riunioni degli organismi che ci guideranno fino al congresso costitutivo che si terrà alla fine del 2010: il Consiglio Nazionale e il Coordinamento Nazionale. Qui a fianco potete leggere i nomi dei compagni e delle compagne che ne fanno parte. Per il Portavoce nazionale, come è noto, si è deciso, fino al congresso, di fare una rotazione tra i quattro soggetti promotori della Federazione stessa (Prc, Pdci, Socialismo 2000 e Associazione Lavoro e Solidarietà), a partire da Comunisti Italiani con il compagno Orazio Licandro.

     

    I lavoratori
    nella trappola dell'arbitrato

    Pubblicato da pdcimilena
    L'articolo 35 della Costituzione, primo comma, recita: «La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni». Questa speciale tutela è resa necessaria dal riconoscimento che in tutte le fasi del rapporto di lavoro - l' assunzione all' inizio, poi le condizioni in cui si effettua la prestazione lavorativa, sino alla cessazione del rapporto per licenziamento o altri motivi - il lavoratore rappresenta dinanzi al datore di lavoro la parte sostanzialmente più debole. Tale interpretazione è stata ribadita da una lunga...

     

    Senza soldi per le cure,
    visite solo pubbliche

    Pubblicato da pdcimilena

    Curarsi costa. E in tempo di crisi economica e di caduta del reddito gli italiani cercano di risparmiare. Per farlo il 35% ha accettato lista di attesa più lunghe presso le strutture sanitarie pubbliche, il 18% ha rinviato le visite specialistiche private e le cure odontoiatriche. Di più: aumenta il ricorso alle scorciatoie delle «conoscenze» per poter più rapidamente accedere alle prestazioni sanitarie. Lo ha fatto il 41% degli abitanti del Mezzogiorno. Per il Censis, che ieri ha resa pubblica una anticipazione del Rapporto sulla sanità...

     

    Buon anno, evasori
    il governo è babbo natale

    Pubblicato da pdcimilena

    Evasori fiscali, riciclatori di capitali, percettori di tangenti, e furbetti di ogni sorta: c'è una buona notiza per chi ha deciso di approfittare della possibilità messa a disposizione dal governo, e cioè «scudare» i capitali illecitamente detenuti all'estero a costo zero, anzi potendo contare sulla garanzia di anonimato, sulla sospensione dell'obbligo di segnalazione ai fini dell'antiriciclaggio e su un'imposta di regolarizzazione che è pari a un decimo di quella prevista dagli altri paesi europei. Il consiglio dei ministri ha varato...

     

    La violenza nasce dall'odio

    Vedere il volto del Presidente del Consiglio sporco di sangue è un immagine nuova per l'Italia. Un gesto estremo, sconsiderato. Sicuramente non il primo, già Berlusconi nel 2004 fu oggetto di un aggressione da parte di Roberto Del Bosco, 28 anni, turista di Mantova, che aveva perso la pazienza e aveva lanciato il treppiedi della macchina fotografica contro il premier a passeggio in piazza Navona. Ma andando ancora più indietro memorabile fu il lancio di monetine a Bettino Craxi fuori dall'Hotel Raphael.

     

     
     

    Bankitalia - PDCI: "Dati confermano a chi giova questo governo" 

     Mercoledì, 16 Dicembre 2009 - 15:02

    "I dati della Banca d'Italia svelano a chi giova questo Governo. Il fatto che in due anni la ricchezza netta delle famiglie sia diminuita di circa l'1,9% mentre è aumentata la concentrazione delle risorse economiche - il 10% più ricco ne detiene il 44%, mentre la metà più povera arriva appena al 10% - dimostra che
    in Italia c'è una voragine sociale impressionante, un'ingiustizia sociale da paura e che se non si procede ad una distribuzione della ricchezza, tassando le rendite ed i grandi patrimoni, la situazione diventerà esplosiva. La stessa Finanziaria anche sotto questo aspetto è inutile e dannosa. I dati dimostrano altresì che il conflitto di classe c'è e chi lo nega è in malafede e fa gli interessi dei ricchi". E' quanto afferma Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro del PdCI - Federazione della sinistra.

     

     

    I COMUNISTI DI MILENA A ROMA

    Una grandissima assemblea al Teatro Brancaccio fonda il percorso di costruzione della FDS e, subito dopo, un milione di manifestanti invade le vie di Roma per chiedere la fine del governo Berlusconi

     

    Federazione della Sinistra: si parte. Oliviero Diliberto
    Federazione della Sinistra: si parte. Oliviero Diliberto

    Fgci e GC Uniti Subito
    Fgci e GC Uniti Subito

    I Militanti della Federazione
    I Militanti di Milena alla Federazione


     

    PDL lealista, contro PDL sicilia, contro MPA, contro UDC, senza PD, tutti contro tutti, la provincia annaspa e resta indietro nelle classifiche nazionali.

    Il bilancio di assestamento degli enti locali ( Comuni e province ) ex lege, va approvato entro il 30 novembre dell’anno corrente, da parte del Consiglio: dopo tale data non è più possibile intervenire sullo strumento finanziario.
    Il Consiglio Provinciale di Caltanissetta è stato convocato il 30 novembre 2009, per approvare il succitato bilancio.
    Casa è successo ?
    Alcuni dei consiglieri di maggioranza, ( dicono ), di area PDL SICILIA, capeggiati dal Presidente del Consiglio, sembra siano rimasti fuori dall’aula, che seguiti a ruota dai consiglieri di minoranza PD, hanno fatto mancare il numero legale al Consiglio, impedendo cosi l’approvazione dell’indispensabile strumento finanziario.
    Sono entrati in aula i seguenti consiglieri : Accurso (Sicilia Forte e Libera), Ascia (Udc), Bellanca (Mpa), Cascino (La Destra), Dell’Uomini (Pdl), Delpopolo (Sicilia Forte e Libera), Ferrante (Dc), La Rosa (Mpa), Mirisola (Udc), Petralia (Udc), Sanfilippo (Pdl) e Sorce (Udc).
    La seduta è stata rimandata ai 24 ore succesivi, ove con soli nove presenti si può deliberare: ma cosa vuoi approvare se il bilancio di assestamento dopo il 30 novembre diventa intoccabile.
    Conseguenza: la Giunta Provinciale non può spendere le somme che aveva programmato e le tante esigenze della collettività non potranno essere esaudite.
    Ci viene un dubbio.
    Dalle pagine dei giornali avevamo appreso che il PDL Sicilia rivendica qualche posizione in Giunta, che il Presidente Federico avrebbe dovuto concedere, forse, sotto l’imminenza dell’approvazione dello strumento finanziario.
    Come dire, se abbiamo ben capito : Se non mi dai l’assessorato, io non ti voto il bilancio.
    Se fosse cosi, ci troveremmo davvero alla politica dei ricatti.
    Ci auguriamo che chi ha avuto i voti per governare, governi, e governi anche molto bene, perché se non è in grado di farlo, tiri i remi in barca e mandi tutti a casa !
    Era un guaio essere amministrati dal PDL, ma con due PDL di cui uno di stampo siculo, sembra ancora peggio !

      Ferlisi Salvatore

    Vai all’articolo di prima pagina di Caltanissetta, del giornale ” LA SICILIA “, LINK :CL0212PCL1

    Conferenza stampa presidente Federico su variazioni bilancio

     

     

     
     

    Federazione di sinistra e autonomia comunista

    Postato da pdcimilena il 29 novembre 2009

    prcpdcicamminanoinsiemeLa dura concretezza delle cose, in Italia, ci mette di fronte a due ordini di problemi, per molti versi tra loro autonomi e per altri in relazione dialettica. Da una parte, rispetto allo strapotere della destra, alla drammatica condizione della classe e della sinistra italiana, vi è l’esigenza di unire le forze comuniste e di sinistra anticapitalista in un progetto di lotta comune volto sia a riconsegnare un punto di riferimento ai lavoratori e ai giovani precari che alla ricostruzione di un’opposizione sociale dai caratteri di massa, oggi totalmente assente.

     
     

    Intervista a Diliberto Inviato da : PdciMilena | Mercoledì, 25 Novembre 2009 - 11:46

    “eppur si muove”

    Leggi ad personam che paralizzano la vita di un paese affogato in una crisi istituzionale senza precedenti, scontro nella maggioranza di centrodestra, la fine della separazione dei poteri con i continui tentativi di mettere  la giustizia sotto controllo dell’esecutivo  per  garantire l’impunità a Berlusconi. Il tutto in una crisi economica gigantesca, con un precariato dilagante e l’inerzia del governo che taglia i fondi alla ricerca. Il segretario del Pdci Oliviero Diliberto parla a tutto campo, anche di Bersani, PD ed elezioni regionali. Scandisce bene le parole, pondera le frasi come si usa fare nei momenti difficili. Ed è un momento difficile per l’Italia, per l’opposizione e per i comunisti. “Serve una grande mobilitazione” sottolinea Diliberto. “Ben venga la manifestazione del 5 dicembre, noi saremo in piazza, come lo siamo stati con i lavoratori e con il mondo della scuola; ma occorre andare avanti con la costruzione della federazione della sinistra”. Il concetto è chiaro: serve più forza a sinistra, per riportare il conflitto nelle istituzioni e per mantenere aperta in  Italia, in modo aperto e proiettata verso il futuro,  la questione comunista. ...........

     

    IN CAMMINO A CALTANISSETTA
    VERSO UN NUOVO INIZIO

    Posted on 23 Novembre 2009 by pdcimilena

    Prende forma, anche a Caltanissetta, e nei territori della provincia la federazione di sinistra.

     Nasce a partire da contenuti forti e si intreccia sempre di più con esperienze di lotta, traendo linfa vitale proprio da queste. Non è dunque un percorso di vertice né politicista quello che sta portando alla costruzione della Federazione della sinistra.

     

    25 Novembre Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

    Posted on 22 Novembre 2009 by pdcimilena

    Testata/Fonte: malnate.org

    La scelta del 25 novembre, come data internazionale della lotta contro la violenza sulla donna nacque da un accordo delle partecipanti all'Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi - Bogotà 1981-, quando accettarono

     

     

    Parigi : l’acqua ritorna pubblica

    Posted on 22 Novembre 2009 by pdcimilena

      Testata/Fonte: http://www.ilpassatore.it

      Ancora poche settimane e l’intera gestione delle acque potabili parigine ritornerà nelle mani del Comune. Sin dallo scorso maggio il sindaco Bertrand Delanoë aveva annunciato alla cittadinanza la decisione di ritornare ad una gestione idrica pubblica e di non rinnovare i contratti di distribuzione e fatturazione delle acque parigine alle...................

     

     

    Schifani e il palazzo abitato dai boss

    Posted on 21 Novembre 2009 by pdcimilena

    C’è un palazzo a Palermo, vicino allo stadio della Favorita, che spiega meglio di un trattato la mafia e l’antimafia. I suoi nove piani sono un monumento alla prevaricazione dei forti sui deboli, dei corrotti sugli onesti. Sono stati costruiti in spregio a ogni norma con la complicità della politica, calpestando con la ruspa i [...]

     

    Fiat - Pagliarini: "Abbandono di Termini Imerese è vigliaccata"

     Posted on 21 Novembre 2009 by pdcimilena

    "La decisione della Fiat di abbandonare Termini Imerese è un'inaccettabile vigliaccata. Il governo intervenga: non si possono dare risorse, soldi pubblici, e poi accettare che Fiat chiuda stabilimenti". E' quanto afferma Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro del PdCI.

     Fiat, Termini Imerese - PDCI: "Da Fiat vigliaccata, Governo si svegli"

     "La vicenda di Termini Imerese grida vendetta. La Fiat , con la complicità del Governo, se n'è lavata le mani e ora vorrebbe scaricare sui lavoratori le sue responsabilità. E' ora che l'Esecutivo la smetta di essere il barboncino della Fiat: la riapertura della cassa integrazione è una ferita che va a colpire il Sud Italia e lo smantellamento dello stabilimento è una vigliaccata inaccettabile.

    Il Governo intervenga con fatti e non a parole, impedendo l'impoverimento di migliaia di lavoratori, e delle loro famiglie che, per lo più monoreddito, campano solo con il salario di questo lavoro". E' quanto afferma Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del PdCI.

     

     

    Sinistre unite al No B day per cacciare Berlusconi

    Posted on 21 Novembre 2009 by pdcimilena

    Fuori dal Parlamento ma sempre in piazza. Al “No B day” del 5 dicembre, nei cortei accanto agli studenti e nei picchetti con i lavoratori. L’ultimo caso la fabbrica Alcoa occupata dai dipendenti. «L’azienda gioca sulla pelle degli operai – accusa senza mezzi termini Oliviero Diliberto – e la Regione resta inerte perché non conta [...]

     

     

    Dal grande Sud a Roma:
    ecco la lunga marcia
    di "Via Campesina
    "

    Posted on 17 Novembre 2009 by pdcimilena

    In viaggio da quattro giorni, quasi mille i chilometri percorsi, almeno duecento i trattori che sono stati costretti a lasciare nella zona dell'Euro. I comitati spontanei della Sicilia, e delle altre regioni del Sud, la Rete dei Municipi Contadini, Altragricoltura non hanno portato a Roma solo la loro rabbia, ma anche un grido d'allarme che non lascia spazio ai rinvii: tra pochi mesi quasi il 40% delle aziende agricole in Italia potrebbero chiudere i battenti. La parola precisa è fallimento, ma nel mondo contadino è vietato pronunciarla, e non per superstizione.

     

    Siamo arrivati alla privatizzazione dell’acqua

    Quando si arriverà a pagare anche per respirare una boccata d’aria, per giunta inquinata?

    http://www.ibrp.org/files/images/2009-11-19-acqua.thumbnail.jpg

    In un paese, come l’Italia, sufficientemente ricco di acqua, basta un’estate siccitosa per creare un’emergenza idrica. Il fenomeno non colpisce soltanto le regioni meridionali ma anche la valle padana con gravi danni per l’economia agricola e per i consumatori dei centri urbani. Come mai?

    La risposta è molto semplice. Da decenni, in modo particolare negli ultimi anni, lo Stato, le Regioni e i Comuni non hanno mai messo mano alla struttura idrica nazionale che è vecchia, obsoleta, in alcuni casi fatiscente. Mediamente si perde il 45% dell’acqua potabile incanalata nelle vecchie strutture e, in alcuni casi si arriva al 60%.

     

     

    Posted on 13 Novembre 2009 by pdcimilena

    Nessun operaio deve perdere il lavoro, nessuno stabilimento deve essere chiuso!

    LICENZIAMO BERLUSCONI E I SUOI COMPLICI,

    LOTTIAMO PER UN VERO GOVERNO OPERAIO!

         La crisi si aggrava e per milioni di lavoratori è sempre più difficile arrivare alla fine del mese, specie se in cassa integrazione. Contemporaneamente si inasprisce l’offensiva dei padroni e del governo reazionario di Berlusconi che protegge ricchezze e privilegi di un’esigua minoranza.

            Cosa abbiamo visto infatti nell'ultimo anno? Banche e imprese hanno avuto aiuti per miliardi di euro, parassiti e criminali hanno avuto lo scudo fiscale, mentre per gli operai ci sono state solo lettere di licenziamento, truffe, elemosine e demolizione dei diritti, come

    dimostra l’accordo separato sui metalmeccanici, favorito dalla complicità dei vertici sindacali di Cisl e Uil.

         Per dare una risposta all’altezza della situazione è fondamentale realizzare un largo fronte unico dal basso per respingere l’offensiva capitalista, la reazione politica e le aggressioni imperialiste.

         C’è bisogno di un programma concreto e unificante che serva a mobilitare la classe operaia e i suoi alleati sulla base della difesa intransigente degli interessi, dei diritti e delle libertà dei lavoratori, che favorisca la convergenza dei movimenti di lotta.

         Soprattutto deve ripartire il protagonismo dei lavoratori. Basta cedimenti, basta attesismo! Ogni protesta deve essere un momento di unità di tutti coloro che non vogliono pagare la crisi dei padroni, e deve realmente mettere in difficoltà il governo.

         Eleggiamo consigli e comitati per unire la massa e dei lavoratori e sostenere forme di lotta adeguate per rovesciare la crisi sulla testa dei capitalisti, dei ricchi, dei parassiti.

         Facciamo della manifestazione nazionale del 14 novembre un’energica giornata di lotta e di unità, in cui si affermi il ruolo e la funzione dirigente della classe operaia.

         Lavoriamo per uno sciopero generale su una piattaforma dai chiari contenuti di classe, capace di mobilitare tutte le forze che resistono all'attacco capitalistico e di avvicinare la caduta nelle piazze e nelle fabbriche del governo Berlusconi!

         Abbandoniamo ogni illusione! La crisi attuale è parte di una crisi generale del sistema capitalista e non troverà una “soluzione” a favore dei lavoratori nel quadro stesso di questo sistema.

         Per uscire dalla crisi a favore delle masse lavoratrici è necessario che dalle lotte in corso sorga la necessità di un vero governo operaio, che si basi sulle organizzazioni dei lavoratori; un governo che non si inchini agli interessi del

    capitale, ma sia deciso a porre fine allo sfruttamento e alle ingiustizie, che assicuri lavoro e sicurezza sociale.

         Per questi obiettivi occorre certamente un sindacato che difenda gli interessi di classe, ma ciò non basta: serve anzitutto il Partito. I comunisti e gli elementi più coscienti e combattivi della classe operaia, devono unirsi per ricostruire il partito comunista, perché il nostro futuro non è nel capitalismo, ma in un nuovo e superiore ordinamento sociale: il socialismo!

     

     

    Perché ricordiamo la Rivoluzione d’Ottobre

     di Alexander Höbel

     

    A 92 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre, qualcuno potrebbe chiedersi (e chiederci) perché celebriamo ancora quell’evento. A parte il fatto che anche date come il 14 luglio 1789 continuano a essere giustamente ricordate e celebrate, il punto centrale è un altro; e cioè che continuiamo a pensare che quell’evento abbia cambiato la storia del mondo, e che i suoi insegnamenti – e in generale la lezione del leninismo – siano tuttora fondamentali. Leggi tutto

     

     

    IL TERRITORIO PERIFERICO VA CURATO CON MAGGIORE ATTENZIONE

    HPIM1216

      Non è una dichiarazione di circostanza.
      Siamo solidali e umanamente vicini alla vittima dell’ultima rapina, compiuta con violenza sul gestore del servizio di erogazione carburanti di Milena.
      La sezione comunista di Milena, e senza voler essere megalomani, sente di esprimere al sig. S. Messina la solidarietà e la vicinanza propria e dell’intera comunità milocchese. [....................................]
     

    Acqua ai privati, decreto illegale

    Posted on 07 Novembre 2009 by pdcimilena 

    Un provvedimento che fa acqua da tutte le parti. Che rischia di stabilire un primato – tutto al negativo – nella gestione di un bene pubblico come l’acqua demandato totalmente all’iniziativa privata. Un passo in controtendenza nel panorama europeo e in assoluto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione. Con il decreto legge 135/09 – [...]

     

     

      Acqua, Senato - Musolino: "Dopo l'acqua ci fanno pagare anche l'aria" 

    Posted on 07 Novembre 2009 by pdcimilena

     "Vogliono farci pagare anche l’aria che respiriamo. Probabilmente è questo l’obiettivo ultimo che guida il lavoro della maggioranza trasversale che ieri al Senato ha approvato il Dl sulla riforma dei servizi pubblici e sulla privatizzazione dell’acqua. Una decisione scellerata che consegna al mercato di un diritto, quello all’acqua, umano e universale. Difendere il carattere pubblico delle risorse idriche è, infatti, una questione di democrazia. Per queste ragioni, il PdCI non ci sta e si impegna ad una mobilitazione popolare a sostegno delle proposte avanzate dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e, in particolare, chiede la rapida approvazione della legge di iniziativa popolare - per la quale sono state raccolte oltre 400mila firme -  per la ripubblicizzazione del servizio idrico". E' quanto afferma Maurizio Musolino, responsabile Movimenti del PdCI - Federazione della Sinistra

     

    1                                                     AGRICOLTURA – REGIONE SICILIA – MILIONI DI EURO – DISPONIBILITA’ – EFFETTIVITA’ .  

     

    Clicca per vedere la delibera siciliana

    Posted on 29 Ottobre 2009 by pdcimilena

    Sono già disponibili due milioni e 200mila euro per risarcire le imprese agricole che hanno subito danni per aventi calamitosi di varia natura tra il 2006 e il 2007. Queste le somme assegnate dal Ministero a fronte di una richiesta di un fabbisogno di circa 58 milioni. “Cercheremo di integrare questa dotazione con ulteriori risorse, utilizzando economie derivanti da precedenti assegnazioni ministeriali” ha detto Raffaele Lombardo, presidente della Regione siciliana. Riguardo, invece, gli ultimi danni procurati dal maltempo tra settembre e ottobre scorso il Presidente della Regione ha spiegato:

    “Gli ispettorati stanno continuando il lavoro di rilievo e accertamento dell’entità dei danni. Non appena l’indagine sarà finita porteremo in giunta le proposte di declaratoria da inoltrare al Ministero”. Cimino ha anche spiegato di avere ribadito al Ministero che le otto proposte di declaratoria per i danni subiti dalle imprese per le piogge alluvionali tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 sono da considerare eventi eccezionali da garantire con gli aiuti di Stato. “Alle criticità rilevate dal Ministero – ha concluso Cimino – abbiamo risposto sottoponendo i dati emersi e documentati dal Sias, il servizio informativo agrometereologico siciliano”.

     

    Di fisso, nel capitalismo, c'è solo lo sfruttamento

    Posted on by pdcimilena

    http://www.ibrp.org/files/images/2009-10-28-vauro-precario.thumbnail.jpgIl ministro Tremonti deve essere una persona molto volitiva, se così vogliamo chiamare chi non si dà troppa pena della coerenza e non si fa dunque scrupolo di dire esattamente il contrario di quello che sosteneva fino al giorno prima. Per esempio, il condono fiscale, un tempo bollato come l’anticamera del golpe alla sudamericana, è un ingrediente fondamentale della cucina tremontiana, tant’è vero che non manca mai nei menù dei governi berlusconiani.[.......]

     

    CIPOLLA GIUSEPPE CLAUDIO SESTILIO E’ IL NUOVO DIFENSORE CIVICO DI MILENA.

    ok

    dott. Cipolla Giuseppe Claudio Sestilio Difensore Civico di Milena

  • dott. CIPOLA GIUSEPPE CLAUDIO SESTILIO

    Nella seduta consiliare del 28 ottobre 2009, il Consiglio Comunale di Milena ha nominato il nuovo difensore civico.
    Si sono succeduti tre scrutini, tutti con la stessa scansione soggettiva e numerica. [......]

  •