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"Una
volta tanto Tremonti ne azzecca una: l'eccesso di cialtroneria
ha fatto perdere immense risorse al Sud. In Sicilia in
particolare siamo al record dei record nell'incapacità di
progettare e di creare ricchezza con i fondi dell'UE. Tuttavia
al Tremonti fustigatore suggerirei di avviare qualche inchiesta,
naturalmente conoscitiva, su come funziona il governo regionale
siciliano e il relativo apparato burocratico, non dimenticando
che Lega Nord e Mpa sono alleati di ferro".Così Orazio
Licandro della segreteria nazionale del Pdci-Federazione della
Sinistra, commenta la dura critica di Tremonti ai governi
regionali meridionali. "I numerosi magistrati che hanno
indossato veste politica e stanno come assessori nel governo di
destra guidato da Raffaele Lombardo (e poi si blatera di di
toghe rosse!) - continua l'esponente comunista - dovrebbero da
canto loro essere molto, ma molto più attenti su ciò che
accade sotto il loro naso. Alle inchieste di altro genere,
infine, dovrebbero pensarci i magistrati che continuano a fare i
magistrati. E tuttavia nell'inerzia delle istituzioni italiane -
conclude Licandro - dovrebbe l'UE assumere un'iniziativa diretta
a verificare non solo perché vengono spese così poche risorse,
ma soprattutto dove vanno a finire quelle spese".
"Ha
prevalso il senso di vergogna, a dimostrazione che questa
maggioranza considera il governo del Paese 'roba' personale, e
che risolve le faccende nelle segrete stanze.
Le tardive dimissioni di Brancher
testimoniano che solo l'indignazione popolare, insieme ad una
forte e determinata presa di coscienza delle opposizioni
parlamentari e non, possono mandare a casa questo governo di
inietti, furbi e arroganti". E' quanto afferma Oliviero
Diliberto, segretario nazionale del PdCI.
"Si
poteva immaginare dove sarebbe andata a “parare”
questa finanziaria! Era già stato tutto scritto nel
“libro verde” del ministro Sacconi. Il libro che
traccia le nuove prospettive dello Stato Sociale, del
nuovo welfare, secondo questo governo. Il libro che
non tiene minimamente conto delle fasce deboli della
popolazione e che misura le persone rispetto alla
loro capacità competitiva di stare sul mercato. In una
sola parola, alla loro capacità di 'produrre'.
Non
ci sorprendono, dunque, le parole del ministro Tremonti:
"Questo è un Paese con duemilioni e sette di
invalidi e ciò pone la questione, se un Paese cosi, può
essere ancora competitivo...”. E allora giù la
mannaia: l’invalidità sarà riconosciuta solo
alle persone affette da un’unica minorazione con
percentuale superiore al 74%; saranno escluse le persone
affette da più tipologie. Ciò significa che una
moltitudine di invalidi subirà direttamente le
conseguenze della Manovra, attraverso la riduzione
o addirittura l’eliminazione delle proprie pensioni di
invalidità, visto che la somma delle patologie sarà
azzerata; per cui, secondo il governo, tali persone
stanno bene anche se, di fatto, non possono permettersi
un percorso di vita normale.Si parla di tagliare una misera
pensione di 257 euro per 13 mensilità per le
persone invalide che non superano il reddito annuo di
4.400 euro. Il governo vuole mettere mano
anche all’indennità di accompagno, riconoscendola
solo a chi è immobilizzato, escludendo, per
esempio, le persone down o quelle che, pur riuscendo a
mangiare e vestire, di fatto, non sono in grado di
svolgere gli atti quotidiani in modo autonomo.Sorge spontaneo
chiedersi come può un governo pensare di fare
una cosa simile? Forse, questo governo, non sa che 470 euro
di indennità di accompagno sono l’unica forma di
assistenza su cui oggi può contare una persona
disabile, vista la totale insufficienza e
inadeguatezza dei servizi. Forse, questo Esecutivo,
non sa che sono solo le famiglie a farsi carico
dell’assistenza dei propri cari, lasciati di nuovo più
soli oggi.La Manovra, infatti, taglia il 40%
del Fondo Sociale, aumentando però le spese militari e
continuando a spendere milioni per opere
inutilizzate o addirittura mai finite. Perché piuttosto
che accanirsi sulle persone deboli, i signori del
governo non pensano, invece, a fare controlli più
severi, cosi da colpire, finalmente, i più furbi a cui
sono riconosciute invalidità false? Quei furbetti
che spacciandosi per invalidi prendono la pensione
tutti i mesi, oppure occupano ingiustamente un posto
di lavoro in qualità di falso invalido? Sono
cresciuta pensando che un buon governo è quello che ha
come obiettivo la tutela delle categorie più deboli,
che rispetta una Costituzione che garantisce ogni
cittadino, che pensa alla disabilità come ad un problema che
appartiene alla collettività e di cui la collettività
deve farsi carico. Siamo, invece, di fronte ad un
governo per il quale una persona 'conta' solo
per quanto 'produce'. Il resto è merce di scarto.
Tutto ciò fa venire in mente qualcuno che
voleva un nazione di razza pura...Il 7 luglio, alle ore
10, saremmo a Roma, in piazza Montecitorio, accanto alla
Fish, alla Fand e a tutte la associazioni pronte a
lottare per la difesa dei diritti e per il
riconoscimento della dignità di tutte le persone".
E' quanto afferma Maria Antonietta Grosso, responsabile
del dipartimento 'Diritti ed uguaglianza' del PdCI -
Federazione della sinistra.
di
Giuseppe Di Lello su il manifesto del 30 giugno 2010
Il senatore Marcello Dell’Utri,
cofondatore con Berlusconi di Forza Italia, è stato condannato
anche in appello per concorso esterno in associazione mafiosa:
nudo e crudo, politico più che giudiziario, il fatto è questo e
su questo bisogna ragionare in attesa di leggere le motivazioni
della sentenza e, ovviamente, ricordando che bisognerà aspettare
anche la pronuncia finale della Cassazione.
Ha retto l’impianto accusatorio delineato dalla sentenza di
primo gado, mentre sembra non aver avuto alcuna influenza
l’apporto fornito da Spatuzza per i fatti dopo il 1992 (le
stragi) per i quali è stata dichiarata la insussistenza. In realtà
sembra di capire che si sarebbe potuto andare a sentenza già
prima della presentazione in dibattimento del pentito eccellente e
che la sua deposizione abbia un po’ complicato le indagini in
corso su quei fatti, ma non più di tanto, dato che certo questa
sentenza non può cancellarli se le stesse dovessero approdare a
risultati penalmente rilevanti: lasciamo a futuri giudici
l’ardua sentenza.
In questo contesto anche la mannaia della prescrizione – vista
la riduzione della pena a sette anni – diventa un problema
secondario, perché il punto non è tanto vedere Dell’Utri in
carcere quanto ribadirne il ruolo di cerniera tra la mafia e la
politica andata al potere, con Forza Italia poi Pdl: questione
politica, più che giudiziaria, appunto.
Per Berlusconi i fatti privati – aziende, finanza, conflitti
d’interesse – sono inestricabilmente legati alla gestione di
un potere affaristico e palesemente corrotto, inclusi i rapporti
intercorsi con personaggi come Dell’Utri, e non a caso sta
cercando di risolverli complessivamente con il lungo rosario delle
leggi sia a sua protezione che a protezione degli interessi
generali di un sistema che ha negli affari, nell’illecito e
nelle mafie il suo punto di forza. Gli scudi, i legittimi
impedimenti, la vanificazione delle intercettazioni e delle
indagini, lo svuotamento del processo penale, l’indebolimento
dell’indipendenza dei pm e della magistratura, l’azione penale
rimessa interamente nelle mani della polizia giudiziaria e, cioè,
dell’esecutivo, il bavaglio alla libera stampa, la soppressione
dei già affievoliti poteri di contrattazione sindacale, sono
tutti funzionali a quel disegno che andrebbe contrastato nella sua
interezza se si vuol difendere quel residuo di democrazia che ci
è rimasto.
Cosa pensi questa maggioranza di destra sui legami tra mafia e
politica lo si è già visto con la strenua difesa di Cuffaro fino
alle sue dimissioni imposte dalla condanna, con la unanime e
decennale solidarietà a Dell’Utri, con la conferma di Cosentino
a sottosegretario, per citare solo gli episodi più eclatanti. Né
valgono gli annunci trionfalistici dei vari Maroni sugli arresti
di latitanti o sui sequestri di patrimoni: se nel nostro Paese la
forza della mafia fa perno principalmente sui rapporti con la
politica, sappiamo da che parte stanno le forze della destra e
come con queste al governo sarà impossibile sradicare una tale
organizzazione criminale.
È a questo intreccio tra poteri criminali e poteri politici che
un’ennesima sentenza, quella di ieri, rinvia con forza ed è su
questo intreccio che l’opposizione parlamentare dovrebbe
riflettere più attentamente, senza accantonarlo come un fatto
accidentale, ma riconoscendo che è un punto di forza del potere
della destra, specie nelle regioni meridionali: quindi trarne le
conseguenze, ad ogni livello, nazionale e locale.
Il Pd non può pensare di dialogare in Parlamento sulle riforme
all’ombra di questa santa alleanza, quando è chiaro che la
destra non è affatto propensa a rinunciare agli «strumenti»
dell’illecito ma anzi li vuole rafforzare (vedi Brancher) perché
consustanziali al suo potere, né può pensare di governare in
Sicilia alleandosi con pezzi di classe politica che fanno
riferimento addirittura a Dell’Utri.
I giudici hanno il compito di tirare le somme attenendosi a quanto
la legge prescrive, ciò che la Corte d’appello di Palermo
sembra aver fatto, né più, né meno. L’opposizione politica ha
il compito tautologico di fare opposizione, tenendo ben presenti
tutti i fatti della tragica realtà del momento, sentenza
Dell’Utri compresa.
"Niente
lavoro, scarsi consumi e tanta fame. Il dato Istat sui consumi
delle famiglie dimostra che gli italiani sono allo stremo e che
l'orrenda Manovra partorita dal governo non serve a niente, se
non ad ingrassare la pancia dei ricchi.
Si deve cambiare rotta: occorre
incrementare i salari, bloccare i licenziamenti e potenziare i
servizi sociali. L'assoluta incapacità di Tremonti e soci ad
interpretare e a contrastare la crisi non fa che peggiorare la
situazione". E' quanto afferma Gianni Pagliarini,
responsabile Lavoro del PdCI - Federazione della sinistra.
intervista al compagno Enzo Nicastro
La posizione dei sindaci sui precari
a
conclusione dell’affollata assemblea, promossa dal sindaco di
Agrigento marco Zambuto, svoltasi nell’aula consiliare della Città
della Valle dei templi, nel pomeriggio di lunedì 7 giugno, con la
partecipazione di numerosi primi cittadini dei comuni della
provincia di Agrigento e di quelle limitrofe (tra cui quelli di
Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Camastra, Cammarata, Campobello
di Licata, Castronovo di Sicilia, Cattolica Eraclea, Chiusa
Sclafani, Favara, Giuliana, Grotte, Licata, Menfi, Milena, Naro,
Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Racalmuto, Raffadali,
Ravanusa, Ribera, S. Biagio Platani, S. Giovanni Gemini, S. Angelo
Muxaro, S. Margherita di Belice, S. Elisabetta, Sciacca, Villafranca
Sicula) del Presidente della Provincia di Agrigento, dei
rappresentanti sindacali e dei lavoratori interessati, è stato
approvato il seguente documento:
“I sindaci siciliani,
preso atto del devastante effetto che verrebbero sicuramente ad
avere sulle risorse umane ed i servizi comunali i provvedimenti del
Governo nazionale in ordine al precariato ed al patto di stabilità,
evidenziati gli effetti estremamente negativi sul piano economico
che detti atti provocherebbero sulla disastrosa situazione
occupazionale della Sicilia,
costituiscono un comitato permanente di azione e di lotta per
modificare i citati provvedimenti,
manifestano piena condivisione e sostegno all’impegno del
Presidente della Regione e dei sindacati,
preannunciano una serie di iniziative di protesta, finalizzate anche
a coinvolgere tutti i parlamentari siciliani e meridionali su questo
programma di difesa degli interessi della Sicilia,
chiedono prioritariamente l’immediata modifica del decreto legge
n. 78 del 31/05/2010 nella parte relativa al precariato,
preannunciano una manifestazione nazionale partecipata da tutti i
rappresentanti degli enti locali, concordata con i sindacati, a
palazzo Chigi, ove si depositeranno, innanzi all’ingresso della
Presidenza del Consiglio dei ministri, le fasce tricolori.”
Vincenzo
Nicastro
ViceSindaco
di Milena
I Comunisti di Milena esprimono piena solidarietà ai precari che
da ogni parte della Sicilia siamo stati a Palermo giorno 4
giugno 2010 per manifestare, davanti alla presidenza della Regione.
Circa 22000 lavoratori siciliani, dopo vent’anni di precariato,
e di false promesse da parte di una classe dirigente che ha
fatto dell’inganno un metodo di governo, rischiano di perdere
l’occupazione.
Riteniamo indispensabile, che venga presentato subito dalla
debutazione nazionale un emendamento per ottenere una deroga al
patto di stabilità e successivamente l’approvazione di una legge
regionale organica che consenta una definitiva stabilizzazione
dei precari, così come pensiamo che ciascun attore (governo
nazionale, governo regionale e ars, gli stessi enti locali) debbano
assumersi le proprie responsabilità in ordine al diritto al lavoro.
I Comunisti di Milena richiamano l’attenzione di tutti i
lavoratori e le lavoratrici e delle loro organizzazioni, che
solo un radicale cambiamento delle attuali politiche restrittive
e antipopolari può consentire di rispondere alle legittime richieste
di occupazione, tutele, reddito. Per questo lavoriamo a unificare le
lotte in tutti i settori sociali, sull’obiettivo di una politica
economica e sociale che valorizzi e difenda il lavoro e
colpisca gli speculatori che le politiche neoliberiste hanno
ingrassato.
pubblicato
il
Venerdì, 04 Giugno 2010 da pdcimilena
"Da
Alfano canea insopportabile: faccia il ministro e non l'uomo di
partito sempre e con chiunque".
E' quanto afferma Alessandro
Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del PdCI -
Federazione della sinistra, che continua: "La verità è
che ogni qual volta Alfano deve difendere l'indifendibile la
butta in polemica politica. Quello dei magistrati è l'ultimo
anello di una serie di scioperi che annunciati che testimonia
l'oscenità politica, civile e sociale contenuta nella Manovra.
Alfano, invece di accusare - conclude - farebbe bene a seguire
le ragioni di chi protesta".
pubblicato
il
Venerdì, 04 Giugno 2010 da pdcimilena
“La
Prestigiacomo intervenga immediatamente su quanto denunciato da
‘L’Espresso’, secondo cui una compagnia irlandese con sede
in Italia, la ‘San Leon Energy’, grazie ad una concessione
ministeriale che lascia carta bianca per una porzione di 482
chilometri quadrati, sarebbe pronta ad effettuare una fase di
ricerca e due campagne di trivellazione nel Canale di Sicilia.
La zona è ad alto tasso di
sismicità, tenuto conto della presenza in quell’area
dell’Empedocle, un gigantesco vulcano in attività, la cui
posizione è a poche miglia dalla costa e il cui fermento, come
riporta il settimanale, è certificato dall’Istituto nazionale
di geofisica e vulcanologia”. E’ quanto afferma Orazio
Licandro, della segreteria nazionale del PdCI – Federazione
della Sinistra.
“Permettere di trivellare in quella zona – continua Licandro
– è follia allo stato puro e il rischio, come dimostra il
disastro ambientale e sanitario in Lousiana, è altissimo. Il
becero profitto non può assolutamente avere la meglio sul
rispetto della natura, dell’ambiente e della salute: il
ministro Prestigiacomo, quindi, non perda tempo e si attivi, a
tutela degli interessi ambientali e della salute della
popolazione”.
Tra i lavoratori delle funzioni
centrali, (ministeri ed enti pubblici non economici), monta il
malcontento mentre erano in corso per la manovra correttiva e per
le misure punitive che colpisco, come sempre, il solo lavoro
pubblico. Mentre sono ancora in corso le consultazioni del
Governo, oltre duecento lavoratori della Presidenza del Consiglio
dei Ministri hanno rumorosamente chiesto di incontrare il
Sottosegretario Gianni Letta per discutere dello
“spacchettamento” del personale, che verrà suddiviso tra i
ministeri. Su questa operazione nulla è ancora dato sapere.
Stamane già si sono tenute assemblee dei lavoraotri al
Ministero dell’Ambiente e all’Ice (Istituto per il Commercio
Estero), mentre la quasi totalità di ministeri ed enti
pubblici ha programmato per i giorni a seguire iniziative
analoghe. I lavoratori dell’Ice, già in stato di agitazione,
stanno valutando le azioni di protesta da mettere in campo. I
lavoratori del Ministero dell’Ambiente nella settimana
effettueranno sit-in e presidi per protestare contro i tagli
indiscriminati e il mancato rispetto degli accordi, chiedendo di
essere ricevuti in tempi brevi dal Ministro.
Dalla consultazione con le parti sociali, poi, veniamo a sapere
che il taglio al personale, già effettuato con la manovra del
2008 e poi rilanciato nella misura del 10% dal decreto
Milleproroghe, verrà ripetuto e che colpirà ministeri, quindi
anche le forze dell’ordine (Polizia Penitenziaria e Corpo
Forestale compresi), ed enti pubblici non economici.
Una manovra che abbiamo già definito “lacrime e sangue”,
che non può passare inosservata e sta già portando i lavoratori
allo stato di agitazione. Uno stato di agitazione non formale ma
che sta nei fatti, nella paura di chi vede per l’ennesima volta
il proprio lavoro umiliato e calpestato, reso un salvadanaio dal
quale tirar fuori risorse, senza un progetto di sviluppo, ma
soprattutto senza calcolare i costi di ritorno che una tale
operazione potrebbe avere sulla qualità dei servizi e sulla
tenuta del sistema pubblico.
Il
governo e questa maggioranza trovano sempre una “buona”ragione
per cancellare l’informazione del servizio pubblico, noi non ne
troviamo nessuna di buona ragione se non la volontà persecutoria
del governo di restringere gli spazi di democrazia e
dell’informazione libera. Questo governo non si ferma neppure
d’avanti al reato di: interruzione di pubblico servizio, reato
che si conclama con l’oscuramento, per’altro senza preavviso,
di Rainews 24: Ci uniamo alla protesta della redazione e del
sindacato dei giornalisti. Rosa Rinaldi Rainews24 non si vede
piu’. Lo hanno scoperto questa mattina i telespettatori che
hanno cercato di sintonizzarsi sulla rete all news della Rai. La
causa dell’accaduto, secondo quanto viene spiegato sul sito del
canale Rai, va ricercata nel passaggio al digitale terrestre della
Lombardia, che anche nelle regioni gia’ coperte solo dal segnale
digitale, come il Lazio, ha provocato una variazione delle
frequenze. Risultato: Rainews24 slitta a seconda dei decoder
verso il fondo della ‘pitlane’ del decoder, alla posizione 998
in alcuni casi. Ma non e’ solo questo il problema. Anche sul
canale 506 del satellite, bouquet Sky, Rainews24 non c’e’
piu’, soppiantata da un promo di RaiSport 2.
Sull”oscuramento’ del canale interviene il suo direttore,
Corradino Mineo, con una nota. ”Rainews informa –
scrive il direttore – che da questa mattina gli utenti non
ci trovano piu’ al canale 42 della piattaforma digitale
terrestre. Centinaia di mail pervenute al nostro sito e
altrettante telefonate testimoniano che, in realta’, molti
spettatori non riescono piu’ in alcun modo a sintonizzarsi sul
nostro canale. Rainews – spiega Mineo – non va in
onda nemmeno al canale 506 della piattaforma Sky. Ci scusiamo con
gli utenti” e, assicura il direttore, ”faremo di tutto per
comprendere le ragioni di questo oscuramento e di porvi rimedio.
Rainews informa, inoltre, che da oggi il Canale non si chiama
piu’ Rainews24 ma solo Rainews e che, per omologare l’intera
offerta aziendale, la Direzione Generale ha deciso di spostare il
logo in alto a destra dello schermo. Il logo purtroppo –
rileva ancora Mineo – risulta poco leggibile, mentre la
nuova grafica impedisce, per il momento, di mandare in onda i
flash, strumento indispensabile per una all news. Anche di questo
ci scusiamo con gli utenti”.Interviene con una nota anche
il Cdr di Rainews, annuciando che per quanto sta accadendo ”la rappresentanza
sindacale e’ pronta a denunciare l’azienda per ”interruzione
di servizio pubblico”, e per oggi ha indetto un’assemblea
al termine della quale potrebbero essere annunciate varie forme di
protesta. Il cdr chiede anche un incontro urgente con il direttore
generale Mauro Masi per ”chiedere i motivi di quanto sta
succedendo e quale sara’ il reale futuro di Rainews 24”. Perso
il ‘24? nel nome (comune a tutte le piu’ note allnews nel
mondo) – continua il Cdr – negato un rafforzamento di
mezzi e organico, tagliato il budget, perse le frequenze sul
digitale terrestre senza preavviso per gli utenti, socchiusa la
finestra in chiaro nel palinsesto mattutino di Rai3, quale futuro
per Rainews?”.
"Dal
rapporto Istat esce un quadro devastante: un abbassamento dei
redditi delle famiglie del 2,8%, una generazione, quella dei
giovani sotto i 30 anni, che è mantenuta dai genitori, e
addirittura si rassegna ad un futuro incerto.
La risposta che arriva dal Governo
attraverso la manovra accentuerà questa deriva: lo
smantellamento del welfare, del costo del lavoro incrociato ai
tagli su Formazione e Ricerca bruceranno la nostra generazione,
rubandoci qualunque prospettiva. Serve una mobilitazione larga,
unitaria, che unisca mondo del lavoro e dell'istruzione, che
pretenda un nuovo sistema di welfare e che garantisca continuità
di salario per i precari ed investimenti massicci sulla Ricerca.
Nella società c'è lo spazio, come le recenti mobilitazioni dei
ricercatori dimostrano, per la ricostruzione di una coscienza
collettiva, che detti l'agenda alla politica, a partire da
ricerca e lavoro". E' quanto afferma Flavio Arzarello,
coordinatore nazionale della Fgci, l'organizzazione giovanile
del PdCI - Federazione della sinistra.
"L’entità
precisa dei tagli definitivi della manovra finanziaria alla
scuola pubblica (alcuni miliardi!) si conoscerà nei prossimi
giorni, ad oggi è certo che essa toglierà a 900.000 insegnanti
l’equivalente di uno stipendio mensile: 1300-1800 euro
annui".E' quanto afferma Piergiorgio Bergonzi, responsabile
Scuola del PdCI - Federazione della sinistra. "Ciò accadrà
- continua - in ragione del blocco dei contratti e della
progressione di carriera di tutto il pubblico impiego,
insegnanti compresi. Ciò accade mentre, secondo le stime OCSE
gli insegnanti italiani sono i meno pagati d’Europa: un
insegnante italiano delle superiori percepisce 40 euro
lordi l’ora a fronte di una media OCSE di 46; la progressione
stipendiale da inizio a fine carriera di un insegnante italiano
è 1,47, la media OCSE 1,69".
"Se
gli insegnanti e il pubblico impiego sono i più colpiti -
precisa Bergonzi - moltissimi saranno i precari
“licenziati”; la sanità e i servizi sociali negati a fasce
estesissime della popolazione (in ragione dei 13 miliardi di
tagli agli enti locali e alle Regioni), molti pensionamenti
saranno bloccati. Una manovra scellerata che blocca lo sviluppo
del paese che colpisce duramente tutti coloro che non sono
ricchi, il 90% della popolazione".
"La
manovra - puntualizza Bergonzi - neppure si pone il problema di
tassare le rendite e le grandi ricchezze cioè il 10% della
popolazione che possiede il 50% della ricchezza nazionale, anzi
essi sono premiati e incoraggiati nelle loro speculazioni
immobiliari e finanziarie realizzate a spese di tutti! La
manovra non si pone neppure il problema di tassare almeno di un
ulteriore 5% coloro che impunemente hanno potuto riportare in
Italia i capitali illegalmente esportati all’estero".
"Questi
due provvedimenti - conclude Bergonzi - sarebbero sufficienti a
coprire l’intera manovra finanziaria a renderla equa. E invece
sacrificano la scuola, la salute dei cittadini, il lavoro, le
pensioni, agli interessi della grande ricchezza e della
speculazione. Questo non è accettabile in alcun modo. Tanto più
in un Paese la cui Costituzione proclama come principio
fondamentale l’uguaglianza dei cittadini".
"Se
non ci fosse la Cgil non sapremo a che santo votarci! Lo
sciopero generale è la risposta migliore a questa Manovra che
fa male ai lavoratori e al Paese".
E' quanto afferma Oliviero
Diliberto, segretario nazionale del PdCI, che continua:
"Non può essere Pantalone a pagare i costi di una crisi
tenuta nascosta dal governo per due anni. Insieme allo sciopero
indetto dalla Cgil - conclude Diliberto - tutta l'opposizione
sia unita nel chiedere a gran voce che questo governo di
incapaci e bugiardi se ne vada a casa".
"Il
governo, tra liti e ultimatum tutti interni al Pdl, si
prepara a battere cassa sulla pelle dei soliti noti:
lavoratori salariati e pensionati in primis.
E' tutta una babele fatta
a posta per scippare soldi dai portafogli degli italiani
che pagano le tasse". E' quanto afferma Alessandro
Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del
PdCI - Federazione della sinistra.
"I paventati interventi sui contratti - continua
Pignatiello - il blocco degli automatismi e del turn
over e la rateizzazione delle liquidazioni insieme alla
finestra unica di uscita per vecchiaia e anzianità
testimoniano la natura classista del governo, prono ai
voleri di Confindustria e distante anni luce dai bisogni
dei ceti sociali più deboli. La stessa operazione sugli
immobili fantasma - conclude Pignatiello - fa rientrare
dalla finestra il nuovo condono edilizio che sembrava
uscito dalla porta della Manovra".
Molti come me hanno cambiato schieramento politico
amministrativo di questo comune, credendo necessariamente che
un cambiamento nella vita amorfa di questo paese era
necessario, doveroso ed ineludibile.
Abbiamo cambiato.
Non è stato un cambiamento semplice, facile, fatto con un
semplice tratto di matita: il cambiamento è stato profondo,
ha inciso su amicizie e relazioni cresciute fin dalla più
tenera età, sul presente e pensando al futuro.
Abbiamo cambiato, non per la sua persona fisica: abbiamo
scelto la sua coalizione, ed il candidato sindaco della sua
coalizione, perché non ci è parso un salto nel buio: nella
coalizione c’erano i comunisti e ci sono ancora, ( ? ),
c’era l’IDV, ( e credo non ci sia più ), c’erano i
socialisti, ( si sono perse le tracce ), oltre i partiti della
coalizione di centro destra, (sembra che Le sia scappato il
PDL ).
Ognuno di noi, che passava dalla posizione avversa, trovava
nella sua coalizione una nuova casa politica !
Cosa sta succedendo ?
Il cambiamento è come un incendio, che per portare benefici
deve essere guidato e controllato. Lei non sembra in grado di
poter guidare il cambiamento in atto: la gente è molto più
veloce di lei, cambia prima che Lei se ne accorga.
Carmelo Ferlisi, è la prova del cambiamento, è l’icona del
nuovo, è lo spirito del fuoco salutare, liberatorio e
purificatore del cambiamento.
La non nomina di Carmelo Ferlisi alla poltrona di assessore al
comune di Milena, segnerà il suo punto di arrivo,il limite
ultimo delle sue capacità di cambiamento.
Ha già perso molti pezzi della coalizione, Le auguro di non
perdere del tutto la fiducia della gente del paese, già
abbastanza delusa e disincantata.
Chiunque, andrà ad occupare quella poltrona assessoriale,
diverso da Carmelo o da uno della lista dei candidati eletti o
non, sarà un “ vecchio “, cioè una persona fotocopia di
quello che pensavamo di aver cacciato fuori dalla stanza di
governo di questo comune.
Carmelo Ferlisi è il cambiamento che si muove, cammina e
marcia inesorabilmente, e Lei Signor Sindaco raccolga ancora
una volta l’appello del cambiamento e lo guidi, non si lasci
trasportare dai politicanti da Bar e da strada, magari con
interessi diversi collegati ai poteri comunali.
Il Sindaco cosa farà ?
Darà riscontro al mondo del lavoro, portando un loro reale ed
autentico rappresentate nella stanza della Giunta, o gli preferirà
il frutto di una scelta di tipo diverso ?Continua
a leggere…
"Da
Sacconi provocazione di pessimo gusto. Lo Statuto non si tocca,
semmai si migliora e si estende a tutto il mondo del
lavoro".
E' quanto afferma Gianni
Pagliarini, responsabile Lavoro del PdCI - Federazione della
sinistra, a commento di quanto dichiarato dal ministro del
Welfare Sacconi in un'intervista al 'Corriere della Sera'.
"La sua ricostruzione fantasiosa dello Statuto dei
lavoratori - continua Pagliarini - è discutibile e grave. La
verità è che a questo governo dà fastidio l'attualità e la
vitalità delle norme in esso contenute, che garantiscono le
libertà individuali e collettive e che stabiliscono la pari
dignità tra lavoratore e datore di lavoro. Il progetto di
Sacconi - conclude Pagliarini - come dismostra il Ddl
sull'arbitrato, è schiavizzare i lavoratori e snaturare il
ruolo del sindacato a vantaggio delle imprese".
La
situazione palestinese oggi continua a vivere una fase
difficile: gli insediamenti israeliani in Cisgiordania
continuano ininterrottamente, così come continua la costruzione
di nuove case di coloni a Gerusalemme Est.
A questo si aggiunge la nuova
norma che espelle dalla West Bank i cittadini della Striscia di
Gaza. Al di là di tante parole, la quotidianità in terra di
Palestina è fatta di soprusi, violazioni continua dei diritti
umani e sistematica cacciata dei cittadini palestinesi dalla
loro terra, già erosa dagli insediamenti e spezzata nella sua
continuità dal Muro dell’apartheid. Di fronte all’immorale
assedio di Gaza, al crollo di qualsiasi ipotesi di soluzione
politica e al fallimento del processo di pace,
all’intransigenza del governo di estrema destra israeliano, al
silenzio e all’incapacità della comunità internazionale, a
partire dall’UE, crediamo sia il momento di rafforzare le
azioni di resistenza popolare e non violente, quali la campagna
di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni che si sta
sviluppando in tutto il mondo.
La Fds aderisce alla campagna BDS (ed in questo da pieno
appoggio alla campagna STOP AGREXCO) e sostiene l’azione
della Freedom Fotilla, una flotta di otto navi che in questi
giorni sta salpando dai porti di Irlanda, Turchia e
Grecia, alla volta di quello di Gaza City.
Scajola
si dimette. Ferrero (Fed. Sin.): perché Bertolaso non fa lo stesso?Pubblicato da
pdcimilena |
Mercoledi,
05 Maggio 2010
A
dispetto dei fatti sembrava intenzionato a resistere aggrappato al
suo posto. «Non mi dimetterò come nel caso Biagi», dichiarava a
tutti i media ricordando a tutti di avere definito «un
rompicoglioni» il giuslavorista che insisteva per farsi dare una
scorta. Ma alla fine ha ceduto: «Un ministro della Repubblica non
può sospettare di abitare in una casa in parte pagata da altri.
Questa è la motivazione principale, quella più forte che mi spinge
a dimettermi, convinto di essere estraneo a questa vicenda».
Claudio Scajola lascia con queste parole il suo posto di ministro
dello Sviluppo Economico. Posto nel quale il premier Berlusconi lo
aveva riciclato passata la tempesta intorno. Scajola si dimette non
ammettendo colpe, ma per “amor patrio”, o meglio di governo.
“Sospetta" che qualcuno possa a sua insaputa aver pagato per
la sua casa. Un benefattore anonimo, forse, che intenerito dalla
mancanza di una dimora decente del ministro (ora ex) ha deciso di
versare a sua insaputa degli assegni per quella casa vista Colosseo
pagata con un mutuo da Scajola 610.000 euro (per 180 mq). «Se
dovessi acclarare - ha proseguito Scajola - che la mia abitazione di
Roma fosse stata pagata da altri senza saperne io il motivo, il
tornaconto e l'interesse, i miei legali avvieranno le azioni
necessarie per l'annullamento del contratto di compravendita».
Senza poltrona e senza casa, quindi. Commovente, anche se la sua
storia non ha commosso neanche Il Giornale che, pur non affondando
mai, non lo ha difeso a spada tratta. Un'altra questione a questo
punto l'ha sollevata il portavoce nazionale della Federazione della
Sinistra Paolo Ferrero: «Le dimissioni del ministro Scajola erano
un'atto dovuto, quindi andavano date al più presto. Il problema è
un altro: perchè non si dimette il capo della Protezione civile
Guido Bertolaso? Forse perchè coperto dai veri poteri forti?
Attendiamo risposte». E' probabile che si tratti di una lunga
attesa.
Atene
brucia, tre morti in una banca Altri due edifici in fiamme
Pubblicato da
pdcimilena |
Mercoledi,
05 Maggio 2010
È
guerra urbana ad Atene e Salonicco per le proteste contro il piano
d'austerità del governo greco. Nella capitale la situazione è
totalmente degenerata nelle ultime ore, i manifestanti hanno
lanciato bombe molotov contro negozi e banche e hanno tentato di
forzare il cordone di sicurezza attorno al Parlamento lanciando
pietre e bottiglie.
Un banca è stata colpita da una bottiglia molotov ed è scoppiato
un incendio che si è propagato nell'edificio. Tre persone sono
morte e una ventina sono ancora intrappolate nel palazzo. La polizia
ha risposto con il lancio di gas lacrimogeni e granate stordenti. Un
palazzo del centro attaccato dai manifestanti è stato evacuato dopo
che è scoppiato un incendio. Fiamme anche in una una banca colpita
da una molotov. Oltre al palazzo di Stadiou Avenue ad Atene, dove si
trova la filiale della Marfin Bank, anche altri due edifici stano
andando a fuoco nel centro della capitale greca. Lo riferiscono
fonti della polizia spiegando che si tratta una esattoria fiscale e
di una sede delle autorità regionali locali. Intanto un enorme
colonna di fumo continua a salire da Stadiou Avenue dove
nell'incendio sono morte quattro persone.
A Salonicco i poliziotti hanno usato i gas lacrimogeni per fermare
una sassaiola contro le vetrine dei negozi. I disordini sono
scoppiati a margine dei cortei di protesta contro il piano di rigore
varato dall'esecutivo per accedere ai prestiti dell'Ue e del Fmi. Ad
Atene 10mila manifestanti si sono uniti al corteo dei sindacati del
settore pubblico e privato e altrettanti sono stati stimati per
quello del sindacato comunista Pame. Tra gli slogan della protesta
"Fmi e Ue stanno rubando un secolo di progresso sociale" e
"I ricchi devono pagare per la crisi". Altre 14mila
persone si sono radunate a Salonicco. Le manifestazioni hanno preso
il via poco prima di mezzogiorno mentre la Grecia era paralizzata
dallo sciopero generale, il terzo dall'inizio della crisi. I
sindacati chiedono che il piano di rigore venga bocciato e che siano
puniti i responsabili dell'esplosione del debito pubblicoellenico.
In tutto il Paese chiusi uffici pubblici, ospedali, banche e negozi
e i trasporti aerei, marittimi e ferroviari sono bloccati con alcune
eccezioni per Atene in modo da garantire la partecipazione alle
proteste. Intanto la comunità finanziaria internazionale ha
lanciato l'allarme: secondo il presidente della Bundesbank, Axel
Weber, e il direttore generale del Fmi non sono da escludere
"gravi effetti di contagio" in Europa dalla crisi greca.
(AGI)
FEDEREAZIONE
DELLA SINISTRA
FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ITALIANI DI CALTANISSETTA
Sez. K. Marx di Milena
E.mail : pdci.milena@libero.it. Sito internet “ LA PIAZZETTA
COMUNISTA “
L’aggressione
violenta , eclatante, rumorosa ( in tutti i sensi ) ai danni
di una struttura pubblica del Comune di Milena, non poteva e
non ci ha lasciati, indifferenti.
Il fatto va visto al di là del suo evento storico.
Non è il semplice danneggiamento di un bene pubblico.
Quello che ci preoccupa è l’atto simbolico: è una
aggressione violenta, alle istituzioni, che quel portone, suo
malgrado, rappresenta fisicamente e materialmente.
E’ come se avessero colpito con un oggetto distruttivo la
persona del Sindaco, non nella sua identità soggettiva,
personalissima, individuale, ma in ciò che egli rappresenta :
l’intera comunità dei milocchesi, sia quelli che lo hanno
sostenuto elettoralmente sia quelli che la pensavano e la
pensano diversamente.
E’ un attacco, alla Giunta Comunale e al Consiglio nel suo
insieme.
Non è un attacco contro un singolo soggetto, è un atto
dimostrativo ai danni dell’Ente Pubblico e a tutto quello
che questo rappresenta e può rappresentare.
Qual è il messaggio ? E’ la dimostrazione, a modo loro o a
modo suo, in relazione al numero degli associati in questa
attività criminale, che possono agire quando vogliono, e fare
terra bruciata di ogni cosa.
Perché ?
Cosa vogliono e cosa pretendono che faccia nel loro interesse
questo Comune ?
Certamente, l’esatto contrario di quello che
l’Amministrazione Comunale sta facendo !
Se questa gente, ( perché dietro questi atti criminali, sia
che ci piaccia oppure no, ci sono delle persone in carne ed
ossa, che magari in questo momento stanno seguendo questo
Consiglio Comunale, sia in forma diretta o indiretta ), fosse
contenta dell’operato dell’Amministrazione comunale, non
avrebbe motivo di attaccare cosi violentemente le strutture
materiali.
Quanti pensano o pretendono di dover aver qualche prestazione
da parte Comune, lo chiedono, reiterano la richiesta,
insistono, si lamentano, imprecano contro il sindaco assente e
contro tutti quelli che gli stanno attorno : ma si fermano lì.
Chi
non chiede apertamente, chi pretende qualcosa di non
dichiarabile, chi pretende di assoggettare le istituzioni
pubbliche ai propri desideri, agisce in questi modi : usa le
armi e gli strumenti per intimidire, per spaventare, per
creare panico, per incutere paura, per creare le condizioni
dello sfascio istituzionale.
Questi comportamenti sono tipici dell’azione mafiosa !
Il danno subito dalla struttura comunale di Milena, non può,
non farci pensare che ad un attentato di stampo mafioso, sia
per la modalità di esecuzione, i mezzi usati, il coraggio
dimostrato ( sembra che abbiano agito al buio e in un orario
– prima dell’alba – quando non c’è nessuna anima in
giro ).
E’ stato provocato un incendio “ doloso “ , perché
pensato e voluto da una qualche mano o più mani che hanno
dimestichezza con questo genere di interventi antidemocratici,
sopraffattori e di chiaro scopo intimidatorio.
I mafiosi, agiscono sempre al buio e di nascosto, e poi
parlano di “ onore “:
Non sono altro che dei criminali, vigliacchi e senza coraggio
!
Di cui non possiamo aver alcuna paura !
E’stato atto meschino, miserabile, incivile, come tutti i
comportamenti mafiosi.
Per ora conosciamo solamente quello che vediamo.
Abbiamo piena ed incondizionata fiducia sulle attività di
indagini che svilupperanno le Autorità Giudiziarie e siamo
sicuri, e certi, che alla fine sapranno smascherare questi
ANTIEROI della notte, a cui va indirizzato il nostro pieno e
totale disprezzo.
I
comunisti, rappresentati in seno a questa Amministrazione,
nella persona del vice sindaco e del sottoscritto consigliere
comunale, sono solidali con il Sindaco e con tutta
l’Amministrazione Comunale e con quanti operano e lavorano
all’interno dei locali comunali, confermano quanto hanno
sempre sostenuto : saranno accanto a questo Sindaco per tutta
la durata del suo mandato, con lealtà impegno fattivo e
spirito costruttivo; non verranno meno agli impegni
pubblicamente assunti quali la gratuità delle cariche, la
partecipazione democratica della cittadinanza nelle gestione
della cosa pubblica lo spirito di rinnovamento e cambiamento .
Noi
crediamo che tanto è stato fatto e tanto c’è ancora da
fare .
Milena
non è più il paese che abbiamo ereditato, per volontà
popolare: sta cambiando.
Lentamente,
forse impercettibilmente ma cambia.
Ritengo
che sia dovere di ogni pubblico amministratore assolvere il
proprio mandato in piena libertà senza condizionamenti
esterni di qualsiasi natura, tanto meno e tanto meno dagli
atti di delinquenza criminale e materiale come quella messa in
mostra ieri mattina .
Sono
convinto che nessuno di tutti noi si lascia o si lascerà
impressionare da questi fuocherelli notturni attizzati da
gente senza attributi.
Questo
genere di attacchi, danno alle forze politiche ed agli
organismi elettivi
maggiore forza e coesione.
Bruciano un portone, né metteremo un altro: ma l’impegno e
la lotta contro ogni forma di prepotenza , di sopraffazione,
contro ogni tentativo di intimidazione, di terrore mafioso,
rimane costante .
Tutto
questo non ci spaventa, anzi ci dà nuova carica e la
convinzione che la strada intrapresa è quella giusta !
Questa mattina alle ore sei, circa, il vice sindaco di
Milena, mi informava telefonicamente, che il portone di
ingresso principale del Municipio del paese era stato dato
alle fiamme, provocando seri danni, evidentemente al portone e
a tutto l’ingresso, suppongo. La prima sensazione , il primo
pensiero non può, non farci pensare che ad un attentato di
stampo mafioso, sia per la modalità di esecuzione, i mezzi
usati, il coraggio dimostrato ( sembra che abbiano agito al
buio e in un orario – prima dell’alba – quando non c’è
nessuna anima in giro ). Parlo, chiaramente di un incendio “
doloso “ , perché provocato e voluto da una qualche mano o
più mani che hanno dimestichezza con questo genere di
interventi antidemocratici, sopraffattori e di chiaro scopo
intimidatorio. Non può essere l’atto di un maniaco
piromane: gli amanti del genere hanno tanti luoghi ed orari più
caldi per soddisfare le loro insane passioni. I mafiosi,
invece, agiscono sempre al buio e di nascosto, e poi parlano
di “ onore “: Non sono altro che dei criminali, vigliacchi
e senza coraggio ! Di cui non possiamo aver alcuna paura !
E’ atto vigliacco, miserabile, incivile, come tutti i
comportamenti mafiosi.
Per ora non sappiamo niente, oltre al fatto materiale. Abbiamo
piena ed incondizionata fiducia sulle attività di indagini
che svilupperanno le Autorità Giudiziarie e siamo sicuri e
certi che alla fine sapranno smascherare questi ANTIEROI della
notte, a cui va indirizzato il nostro pieno e totale
disprezzo.
I comunisti, rappresentati in seno a questa Amministrazione,
nella persona del vice sindaco e del sottoscritto consigliere
comunale, sono solidali con il Sindaco e con tutta
l’Amministrazione Comunale e con quanti operano e lavorano
all’interno dei locali comunali, confermano quanto hanno
sempre sostenuto : saranno accanto a questo Sindaco per tutta
la durata del suo mandato, con lealtà impegno fattivo e
spirito costruttivo; non verranno meno agli impegni
pubblicamente assunti quali la gratuità delle cariche, la
partecipazione democratica della cittadinanza nelle gestione
della cosa pubblica lo spirito di rinnovamento e cambiamento .
Tanto è stato fatto.
Milena non è più il paese che abbiamo ereditato, per volontà
popolare: sta cambiando. Lentamente, forse impercettibilmente
ma cambia. Non ci sono più signorotti o gran visir, c’è
solamente gente del popolo che amministra la cosa pubblica per
conto del popolo.
Chiedo a tutti, amministratori e cittadini di non farsi
impressionare da questo genere di attacchi, perché non
possono che portare ad una maggiore coesione ed unità di
intenti.
Bruciano un portone, né metteremo un altro: ma l’impegno e
la lotta contro ogni forma di prepotenza , di sopraffazione,
contro ogni tentativo di intimidazione, di terrore mafioso,
rimane costante .
Tutto questo non ci spaventa, anzi ci dà nuova carica e la
convinzione che la strada intrapresa è quella giusta !
Profitti
ai padroni, sacrifici per noi lavoratori. Non rassegnamoci,
tiriamo fuori la nostra rabbia
Quanta
rabbia abbiamonoi
giovani lavoratori, immersi in questo mare di precarietà.
Quanta rabbia abbiamonoi
disoccupati, costretti a vivere di lavoro nero . Quanta
rabbia abbiamonoi
giovani proletari, con un futuro fatto solo di incertezza.
Quanta rabbia abbiamonoi
cassaintegrati, perseguitati dalla paura di perdere il
lavoro. Quanta rabbia abbiamotutti
noi proletaricostretti
a vivere ogni giorni da sfruttati. Una rabbia che troppo spesso ci
teniamo dentro, persi nella rassegnazione.
Gli
imprenditori, i banchieri, i padroni di ogni genere,stanno
facendo pagare a noi proletari i costi di questa crisi.
Adesso ci dicono che il peggio è passato – l’ennesima
menzogna – intantonoicontinuiamo
a pagare. Questa è una crisi strutturale che coinvolge tutto il
mondo e tutti i settori economici.
Nonostante
siano quasi completamente oscurati dai media internazionali, i
lavoratori greci stanno resistendo alle misure d’austerità che la
classe dirigeinte greca ed europea hanno preparato per loro. Si
tratta della stessa classe dirigente che ha nascosto al mondo il
fatto che il deficit del bilancio greco fosse 4 volte superiore a
quanto pubblicamente ammesso. Il debito pubblico della Grecia svetta
a un livello circa doppio rispetto a quello della Gran Bretagna, in
termini di percentuale del PIL. I governi che si sono avvicendati
sono riusciti a nasconderlo grazie a diversi trucchi contabili
suggeriti dai truffatori della Goldman Sachs. Ma questo ha dato il
via per il rapido collasso dell’economia greca. Ha creato una
situazione con cui alla fine la classe lavoratrice mondiale dovrà
fare i conti.
Il
conto dei salvataggi bancari a livello globale verrà presentato
alla classe lavoratrice.
Pubblicato da
pdcimilena |
Mercoledi,
28 Aprile 2010
Un patto di ferro servito a garantire alla Calcestruzzi Spa il
monopolio della forniture di materiale nei cantieri siciliani in
cambio del versamento di cospicue somme di denaro alle cosche del
nisseno. Guadagni enormi, realizzati grazie all'impoverimento del
calcestruzzo utilizzato negli anni anche per realizzare grandi opere
come dighe, gallerie autostradale, ma anche ospedali. E che secondo
gli inquirenti potrebbe essere stato...
Pubblicato da
pdcimilena |
Mercoledi,
28 Aprile 2010
Sta
andando in scena il triste fallimento di questa Europa. La più
pesante crisi economica mai registrata dal secondo dopoguerra del
secolo scorso in poi ha fatto saltare agende e parametri Ue:
l’Agenda di Lisbona (dieci anni di crescita sull’onda della
competitività neoliberista) da sogno si è tramutata in incubo;
il Patto di stabilità e crescita è da tempo clamorosamente
smentito dai fatti. E, quel che è peggio, è in pezzi il processo
di integrazione europea, insidiato dall’esterno dalle spinte
speculative e, dall’interno, dall’assenza di una politica
comune all’altezza dell’emergenza. La “tragedia greca” ha
enfatizzato contraddizioni strutturali già presenti
nell’impianto di un’Unione...
Pubblicato da
pdcimilena |
Mercoledi,
28 Aprile 2010
"Non
se ne può più. Basta con questa concezione della democrazia
usa e getta.
Riproporre una cosa sonoramente
bocciata dalla Corte Costituzionale è un atto di
autoritarismo e prepotenza, degna del peggior regime fascista.
La legge è uguale per tutti: Berlusconi, e con lui il
ministro Alfano, se ne faccia una ragione". Oliviero
Diliberto, segretario nazionale del PdCI - Federazione della
sinistra, commenta così la notizia secondo cui dovrebbe
essere presentato entro questa settimana al Senato il disegno
di legge di rango costituzionale per l'introduzione del nuovo
lodo Alfano.
Termovalorizzatori,
in Sicilia i primi indagati
Pubblicato da
pdcimilena |
Domenica,
18 Aprile 2010
PALERMO
- Associazione mafiosa e illeciti nella gestione degli appalti: sono
le ipotesi di reato su cui la Procura di Palermo indaga in relazione
all'affare termovalorizzatori in Sicilia: un business stimato in
oltre 4 miliardi di euro. I pm Nino Di Matteo e Sergio De Montis,
titolari dell'inchiesta, hanno già iscritto i primi nomi nel
registro degli indagati e hanno cominciato l'attività istruttoria.
Per due volte è stato sentito dai magistrati l'assessore regionale
all'Energia Pier Camillo Russo, autore del dossier-denuncia sugli
appalti per la realizzazione degli impianti. Il documento è stato
anche citato dal governatore Raffaele Lombardo durante l'intervento
all'Ars seguito alla notizia della inchiesta a suo carico per
concorso in associazione mafiosa, aperta dalla Procura di Catania.
Russo, nel corso del secondo interrogatorio, ha anche consegnato una
serie di documenti ai pm. Il primo bando per l'aggiudicazione dei
lavori, gestito dalla Regione attraverso l'Arra, un'agenzia
regionale, è del 2002.
Della vicenda si occuparono l'ex presidente della Regione Salvatore
Cuffaro, allora in carica, in qualità di commissario straordinario
dell'emergenza rifiuti, e il suo vice Felice Crosta. Ad aggiudicarsi
l'appalto furono quattro raggruppamenti di imprese: tre dei quali
capeggiati dal gruppo Falk e uno da Waste Italia. La gara fu però
annullata dalla Corte di Giustizia Europea che contestò il mancato
rispetto della procedura di evidenza pubblica imposta dalla
direttive europee.
Le due successive gare bandite dalla Regione l'anno scorso sono
andate deserte. Diversi i profili che la Procura sta cercando di
chiarire. Dalla procedura di aggiudicazione, fatta, appunto senza la
dovuta pubblicizzazione, alla costituzione delle Ati - istituite
alla presenza dello stesso notaio - e alla partecipazione alla
gara di un'impresa, la Altecoen, priva di certificazione antimafia.
La ditta venne estromessa, ma la gara proseguì.
Infine i pm vogliono approfondire i criteri scelti per
l'individuazione dei siti sui quali dovevano sorgere i
termovalorizzatori: Palermo, Casteltermini, Augusta e Paternò. Aree
individuate a posteriori, secondo gli inquirenti, dalla stesse ditte
che avevano presentato le offerte.
Niente mensa per i bambini poveri, però in dialetto
Pubblicato da
pdcimilena |
lunedi,
12 Aprile 2010
Deve essere il nuovo corso del Carroccio trionfante: pane e acqua
per i bambini poveri, soprattutto se figli di immigrati, e corsi di
vernacolo per gli stranieri che aspirano a "integrarsi".
Ad Adro, nel bresciano, dove la Lega Nord governa, sola, col 61% dei
voti, il sindaco, quel tal Oscar Lancini tristemente noto alle
cronache per la taglia sui "clandestini" (500 euro ai
vigili urbani per ogni sans papier portato in questura), ne ha
pensata un'altra per rendere difficile la vita ai non autoctoni:
niente pasti agli alunni i cui genitori, in gran parte immigrati,
non ce la fanno a pagare la retta per la mensa. Qualche settimana
fa, la stessa cosa a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza:
la sindaca leghista ha punito i bambini "morosi"
mettendoli, letteralmente, a pane e acqua. A ben riflettere, i due
episodi hanno qualche nesso, politico e simbolico, con un'altra
trovata: quella dell'assessore al lavoro e all'istruzione della
Provincia di Belluno, il leghista - ça va sans dire - Stefano De
Gan, che ha destinato all'insegnamento del dialetto locale il 35%
dei fondi per l'integrazione sociale e lavorativa degli stranieri.
Se gli abitanti autoctoni della sua provincia non conoscono la
lingua madre né altra lingua, non è che li si aiuta con corsi
d'italiano (e magari perfino d'inglese o francese): questo
succederebbe in un paese civile. No, nelle plaghe amministrate dagli
spiriti illuminati del Carroccio non s'incrementa l'apprendimento
dell'italiano; si propone, invece, la regressione al dialetto anche
di coloro (i migranti) che di lingue, di solito, ne conoscono due o
tre. Fra i tre fatti, dicevamo, c'è un nesso politico e simbolico:
è il razzismo plebeo e populista del "padroni a casa
nostra", che usa perfino i bilanci e il welfare state per
tracciare una netta linea di confine fra "noi" e
"loro". Davvero un bel progresso. E io che pensavo che
arretrato fosse il piccolo mondo antico della mia infanzia. Quando
si riteneva che l'apprendimento della lingua italiana fosse
strumento di emancipazione e d'integrazione nazionale. Quando alle
elementari la refezione gratuita era garantita agli orfani e ai
figli d'indigenti, ma solo a loro (così che io li invidiavo, quei
bambini che potevano pranzare in allegra compagnia e mangiare ciò
che mi era proibito).
Pubblicato da
pdcimilena | Giovedi, 08 Aprile 2010
Il presidenzialismo torna a tenere banco nel tanto celebrato clima
nuovo del dopo elezioni. L'apertura di una ennesima stagione di
riforme istituzionali sembra imminente dopo la cena di Arcore.
Eppure, alla luce delle strategie politiche in campo, l'elezione
diretta del capo dello Stato porta molti elementi di complicazione,
e non solo tra chi già aveva disegnato il percorso di una
fuoriuscita morbida dal pantano del ventennio berlusconiano. La
virata brusca verso il regime presidenziale è un abile colpo di
coda del cavaliere che così agita le acque e dichiara che la sua
leggenda non si esaurisce affatto..
"Bene
Napolitano. Il Presidente della Repubblica, schierandosi
dalla parte della Costituzione e della legalità, si è
schierato in modo netto e inequivocabile dalla parte dei
diritti dei lavoratori". Lo ha detto il Segretario
dei Comunisti Italiani, Oliviero Diliberto.
Fare “i picchetti” fuori dalla fabbrica durante uno
sciopero proclamato dai sindacati, cercando di impedire ad
un altro lavoratore di entrare a lavoro, non è un
comportamento tale da far scattare il licenziamento da
parte dell’azienda: parola della Cassazione, con la
sentenza numero 7518 del 30 marzo 2010. Insomma una buona
notizia, almeno in parte, visto che i fatti, cioè lo
sciopero in questione ed il licenziamento di un operaio di
un’azienda di motori della provincia di Napoli,
risalgono al 2000. La Cassazione ha dichiarato illegittimo
il licenziamento da parte dell’azienda, poiché ha
ritenuto tale provvedimento “sproporzionato” rispetto
all’episodio e comunque non lesivo del “rapporto di
fiducia” col datore di lavoro. La sezione lavoro di
Piazza Cavour ha così confermato quanto già stabilito
dalla Corte d'Appello di Napoli, cioè il reintegro
dell'operaio già disposto dal Tribunale di Avellino, che
in primo grado aveva anche condannato la società al
risarcimento delle retribuzioni non versate. Il ricorso in
Cassazione era stato presentato dal datore di lavoro, ma
la Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda,
spiegando che la condotta del lavoratore "non poteva
non definirsi illegittima in quanto tesa alla compressione
dell'altrui diritto all'espletamento della prestazione
lavorativa, pur garantito dall'articolo 4 della
Costituzione, così come al diritto della parte datoriale
alla prosecuzione della attività aziendale che persiste
anche durante lo svolgimento di uno sciopero", ma
tale condotta pur censurabile e come tale stigmatizzata
dai giudici, "non appariva idonea a giustificare
l'irrogazione della massima sanzione disciplinare",
cioè il licenziamento. Il fatto addebitato all'operaio,
continuano i giudici, non è stato connotato da "tale
gravità da scuotere irrimediabilmente il vincolo
fiduciario sotteso al rapporto di lavoro, sia in
considerazione di profili oggettivi connessi alla condotta
materiale che non era sfociata in plateali atti di
violenza nei confronti di altri dipendenti, sia per
l'elemento intenzionale che aveva sorretto la condotta del
lavoratore, plausibilmente condizionato dall'incandescente
clima che improntava le relazioni sindacali all'epoca dei
fatti”. Non sussistono i motivi per il licenziamento
“per giusta causa”.
Una sentenza su cui riflettere, perché se da un lato si
può cantare vittoria perché è riconosciuto illegittimo
il licenziamento, dall’altro desta preoccupazione
l’uso che i datori di lavoro intendono fare di questo
provvedimento, usato troppo spesso come “arma” contro
i lavoratori, magari proprio quelli più attivi sul fronte
dell’impegno sindacale, a difesa dei diritti e delle
tutele dei lavoratori. Infine ci sembra che fare i
“picchetti” durante uno sciopero ed impedire
l’ingresso di – si potrebbe dire – “krumiri”,
sia un comportamento abbastanza consono con una protesta
sindacale e adeguato ai fini rivendicativi che i
lavoratori intendono perseguire.
Oggi ancora una vittoria grazie all’artico 18, ma cosa
sarebbe successo con l’arbitrato? FONTE: Cassazione.
Non si può licenziare chi ?picchetta? durante uno
sciopero
“Ancora
una drammatica e dolorosa notizia per la Sicilia. Se quanto
emerso è fondato bisogna prendere atto che siamo all’anno
zero nello scardinamento dell’intreccio tra mafia e politica.
Noi siamo sempre stati avversari
di Lombardo, già vice-sindaco di Scapagnini e sostenitore della
presidenza Cuffaro. Questa vicenda non può che condurre alla
sue dimissioni, perchè prima di eventuali responsabilità
giudiziarie ci sono quelle politiche”. E’ quanto afferma
Orazio Licandro, della segreteria nazionale del PdCI –
Federazione della sinistra.
“La magistratura - continua Licandro - lavori in fretta e con
rigore, perché dopo Cuffaro non ci si può permettere un altro
caso del genere. Inoltre, grande è la preoccupazione anche
perché la notizia giunge nel momento in cui in Sicilia sta
arrivando una pioggia torrenziale di denaro pubblico. Al tempo
stesso - conclude Licandro - resto perplesso frastornato per
l’appoggio dato dal Pd al governo Lombardo. E mi auguro per il
futuro una maggiore prudenza delle ‘nouvele vague’
antimafia”.
Federazione della sinistra:
subito le dimissioni di Lombardo
Pubblicato da
pdcimilena | Lunedi 29 Marzo 2010
Il
quadro che emerge dalle indagini dei magistrati catanesi sul “sistema Lombardo”,
riportate dal quotidiano “Repubblica”, ripropone gli aspetti
più inquietanti dell’affare Cuffaro, dell’intreccio
mafia-politica.
La federazione della sinistra non ha certo aspettato le
indagini della magistratura per chiedere che si chiudesse
questa disgraziata legislatura regionale, nata nel 2008
all’insegna della continuità rivendicata con il cuffarismo
e proseguita in modo trasformistico, chiamando stagione delle riforme
una gigantesca operazione di costruzione di un nuovo sistema di
potere pervasivo ed opprimente. La responsabiltà del PD
che ha consentito la continuità della presidenza Lombardo è
gravissima.Oggi di fronte al danno clamoroso che la Sicilia riceve da
questa situazione, le dimissioni immediate del Presidente della
Regione e lo scioglimento dell’assemblea regionale ci appaiono
elementi assolutamente necessari per non compromettere
definitivamente il futuro di questa terra.
Per la Federazione della sinistra
Luca Cangemi (PRC)
Salvatore Petrucci (PdCI) (nella foto)
Concetto Scivoletto (Socialismo 2000)
Pietro Milazzo (Lavoro e solidarietà)
SINISTRA,
SI PUO' DARE DI PIU'
Il
risultato elettorale della Fds è un risultato
insoddisfacente. Il 2.7% su scala nazionale è più basso
del risultato delle elezioni europee dove, nelle stesse
regioni, raccogliemmo il 3,5%. Pur nel quadro di tenuta di
diverse realtà, non possiamo nasconderci le numerose
difficoltà. Registriamo, in particolare, il risultato non
positivo della Lombardia e molto negativo della Campania,
regioni nelle quali generosamente avevamo individuato
autorevoli candidature alternative al centro-sinistra.
Viceversa è significativo il fatto che, pur presentandoci
in alternativa al centro sinistra, nelle Marche la
coalizione tra Federazione della Sinistra e Sinistra e
Libertà ottenga un risultato soddisfacente.
Complessivamente, le elezioni ci consegnano un patrimonio di
consensi a sinistra ancora considerevole che va messo a
valore. Al suo interno la Fds deve passare da ipotesi a dato
di realtà, proseguendo il processo di costruzione di un
unico forte soggetto politico comunista e anticapitalista.
Guardando oltre il nostro recinto, registriamo con
grandissima preoccupazione l'aumento dell'astensione, il
risultato della Lega Nord, sopra i livelli di guardia anche
nelle regioni tradizionalmente di sinistra, e
complessivamente, il fatto che le destre conquistino quattro
regioni tra le più importanti del Paese (Calabria,
Campania, Piemonte, Lazio).
Ci riserviamo nelle prossime ore un commento più
approfondito. Intanto ci sembra giusto lavorare perché al
più presto si concluda il processo di costruzione della
Federazione della Sinistra e che la stessa Federazione della
Sinistra lanci una offensiva unitaria a tutte le forze a
sinistra del Pd, a partire da Sinistra e Libertà, affinché,
pur nella distinzione dei progetti, si costruisca un polo
alternativo della sinistra sul modello delle Marche.
Ringraziamo tutti i compagni e le compagne che, anche in
questa occasione, nel più totale oscuramento e con mezzi
scarsissimi, attraverso il loro impegno e il loro lavoro, ci
hanno consentito di conseguire un risultato comunque
importante per la costruizione di una sinistra comunista e
di classe in questo paese.
REDAZIONE
Non c’è nulla da gioire, purtroppo. Da
queste elezioni, la sinistra e il Paese escono
complessivamente sconfitti. Si sperava nell’ “effetto
Sarkozy” e nel fatto che l’astensione penalizzasse
fondamentalmente la destra. Non è stato così: ha colpito
equamente a destra e a sinistra. Diceva un compagno prima
del voto: ma cos’altro dovrebbe fare Berlusconi per far
capire che è fuori di testa e che rappresenta un serio
pericolo per la democrazia di questo Paese? Già, cosa
dovrebbe ancora fare? E invece il Popolo delle Libertà
qualcosa perde, ma a tutto vantaggio della Lega. Il
dominio delle pseudo-culture e delle politiche del
centro-destra non viene scalfito. Anzi. Evidentemente, in
questi anni, hanno seminato in profondità (del resto, a
guardar bene, che ci si potrebbe aspettare con una scuola
pubblica ridotta come è ridotta e una
televisione-spazzatura, con poche splendide eccezioni, a
creare senso comune e a diseducare giovani e meno
giovani); e, d’altra parte, la crisi della sinistra -
delle sue idee-forza, della sua iniziativa di lotta, della
sua capacità di criticare il presente in vista di un
orizzonte migliore - è altrettanto profonda. E invece la
Lega ha concretizzato quello che noi riusciamo solo ad
evocare: radicamento territoriale e un progetto politico
semplice e chiaro (ancorché drammaticamente reazionario e
angusto)
La Federazione della Sinistra continua a far fatica.
Qualche compagno, intimorito da alcuni recenti pessimi
sondaggi, ha tirato il fiato e ha pensato che con questo
2,74 si porta se non altro a casa la pelle. Visto il
contesto generale, li posso anche capire; ma, francamente
mi pare una magra consolazione. Rispetto alle Europee
perdiamo lo 0,7: per un grande partito può essere una
virgola; per noi, rappresenta il 20% in meno. Non è una
virgola. Oltre a ciò, la vittoria delle destre
rappresenta per loro un buon viatico per condurre a
termine la legislatura. Con noi fuori dal parlamento e dai
mezzi di comunicazione. Hanno messo fieno in cascina e
sono pronti a ripartire contro il mondo del lavoro (leggi:
contrattazione nazionale e art.18) e la Costituzione nata
dalla Resistenza.
Che fare, dunque? Inizio col dire rapidamente tre cose.
Primo: ricreare nel nostro partito un clima giusto,
operando finalmente una correzione nella gestione interna
(alcune vicende, elettorali e non, non mi sono piaciute).
Nel contempo, affondare l’acceleratore con la
Federazione della Sinistra: dobbiamo metterci in
condizione nei territori (insieme e non ognuno per suo
conto) di fare davvero radicamento e azione politica.
Bandendo le beghe autolesionistiche. Secondo. Queste
elezioni confermano che da soli (vedi Campania e
Lombardia) va peggio che in coalizione. Attenzione: non
sto dicendo che De Luca fosse un candidato presentabile o
che Penati volesse farci ponti d’oro. Sto dicendo che,
quali che siano le responsabilità altrui e preso atto
dell’impossibilità di un accordo, sta di fatto che dove
andiamo da soli il risultato è pessimo. Noi dobbiamo
proseguire l’offensiva unitaria a sinistra: anche
unilateralmente, indipendentemente dai gossip che
cominciano già a circolare a mezzo stampa. Terzo: è
essenziale un approfondimento sui contenuti. Sostenere la
necessità di un’offensiva unitaria non equivale ad
aderire alle infinite discussioni sui contenitori (che
sono già iniziate: nuova Unione, modello Liguria, modello
piazza del Popolo ecc ecc). Ciò sarà anche inevitabile,
ma di certo non è sufficiente. E’ sui contenuti che la
sinistra perde. Due esempi? Eccoli. Ci vuole molto a
capire che il sistema bipolare/tendenzialmente bipartitico
continua a premiare la destra? E che anche quando il
centro-sinistra vince (governo Prodi) resta ostaggio del
ricatto moderato? Che tale assetto sta mettendo in
ginocchio un vasto fronte democratico e sta ingigantendo
l’astensione? Nel Pd c’è chi affila le armi per
sbarrare il passo ad ogni tentazione proporzionalista: noi
dobbiamo entrare in questa discussione. E lo dobbiamo fare
col tono giusto. Secondo esempio. Avanzo una tesi: la
sinistra (noi comunisti compresi) non ha saputo incrociare
questione sociale e questione morale. In questo modo, ha
mancato di porsi all’altezza della specifica involuzione
italiana (e ha regalato voti a Di Pietro, ma io penso
anche ai grillini e all’astensione). Credo che
quest’ultimo sia un tema decisivo. Qui non aggiungo
altro, lo farò in un prossimo articolo.
Le
precarie «.it»: il Cnr se ne sbarazza dopo 11 anni di servizio
di Antonio
Sciotto
Pubblicato da
pdcimilena | Sabato 27 Marzo 2010
Al
registro dei domini web 16 cococò non saranno confermate. Eppure il
loro reparto macina fatturati milionari
Lavorare
in un istituto di ricerca, come si sa, in Italia vuol dire essere
appesi a un filo. Lo stanno sperimentando in questi giorni 16 cococò
del Cnr di Pisa, quasi tutte donne (15 impiegate e un uomo) che
lavorano al Registro.it, il servizio che permette di prendere un
proprio dominio su Internet. Il registro, come è ormai in tutta
Europa, diventerà completamente automatico, e proprio per questo
motivo i 16 operatori finiranno in mezzo a una strada dal prossimo
dicembre.
La cosa più crudele, come avviene spesso al giorno d'oggi, è che
nessuno dovrà prendersi la pena di «licenziare»: basterà
aspettare la naturale scadenza del contratto, appunto per la notte
di San Silvestro, e benvenuto Anno Nuovo. Dopo 11 anni di onorato
servizio, tutti a casa. Il registro è aperto dal 1999, e le
operatrici hanno dai 3 agli 11 anni di anzianità.
Il meccanismo «contrattuale» è questo: un concorso bandito ogni
anno, per contratti di 11 mesi. E un mese di pausa, dunque, tra un
lavoro e l'altro. Il tutto per 1300 euro al mese, compresi una
ventina di giorni di ferie e i buoni pasto - dunque meglio di tanti
altri cococò - ma per l'istituto comunque un grande risparmio.
Infatti i 16 svolgono esattamente le stesse mansioni dei dipendenti
- che notoriamente hanno 13 mensilità, e qui anche un premio di
risultato a fine anno - sono tenuti a rispettare precisi orari di
lavoro e sono integrati nei turni con tutti gli altri operatori, così
come nei piani ferie, da comunicare in anticipo. Alla faccia dei «collaboratori»,
insomma.
Ma adesso tutto sembra essere finito: il direttore dell'Istituto
informatica e telematica (Iit) del Cnr, Domenico Laforenza, settore
da cui dipende il registro, ha spiegato che all'esaurimento
dell'ultimo contratto non ha dove ricollocare i 16, e così non verrà
più bandito alcun concorso. All'Iit lavorano in 76, e ci sono anche
un gruppo di interinali occupati presso il desk telefonico, 6 o 7
persone, cui pare sia stato anche promesso un contratto fino a
primavera 2011, e poi altri a seguire.
Così, le lavoratrici precarie hanno chiesto di trovare una
ricollocazione, magari allo stesso desk telefonico. D'altra parte,
Registro.it non è affatto un servizio in perdita: anzi l'ultimo
fatturato è stato di ben 11 milioni di euro, e una parte di questi
è stata usata per finanziare borse di dottorato triennali presso
Pisa e altre università. Ancora, ben 2 milioni di euro sono stati
«donati» al Cnr di Roma: un «maxi-assegno» da utilizzare per
nuovi progetti di ricerca.
«In tutto questo, ci chiediamo noi - dice Paola Chiellini, una
delle precarie - non c'è spazio per ricollocare 16 persone,
riconoscendo il lavoro che abbiamo svolto in tutti questi anni?
Siamo tutti tra 30 e 45 anni, specializzati, in buona parte donne
con famiglie a carico, con mutui da pagare». I lavoratori hanno
scritto una lettera al sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, e
l'altroieri hanno ricevuto promesse da Enrico Rossi, candidato Pd
alla Regione. Speriamo che in ogni caso qualcuno li ascolti.
Ci
siamo, il momento è arrivato. È a portata di mano, col voto di
domenica e lunedì, un cambiamento che attendiamo da tempo.
Facciamo il possibile, nelle poche ore che ancora rimangono,
affinché non vada sprecato alcun voto per la Federazione della
sinistra e per le candidate e i candidati di Rifondazione
comunista.
Quello che ci attende è un voto importantissimo. È vero: votiamo
per eleggere i nuovi presidenti e le nuove assemblee regionali. Ma
mai come in questa occasione un voto amministrativo è stato
carico di significati politici generali. Votiamo anche per il
futuro del Paese, per la riconquista dei diritti del lavoro, per
la giustizia sociale. E votiamo per la salvezza della sinistra
italiana, a cominciare dal nostro partito e dalle altre forze
della...
Pubblicato da
pdcimilena | Mercoledi 24 Marzo 2010
Sono
tutti da chiarire i contorni di un singolare episodio che
sabato, nel clima di tensione politica che precede i tre cortei
attesi nella Capitale, ha interessato una sede del Partito dei
Comunisti Italiani a Roma.
«Una squadra di vigili
urbani si è presentata nella sede di piazzale degli Eroi –
denuncia il Pdci – interrompendo una iniziativa contro il
carovita che si svolgeva all’interno, pretendendo di
sequestrare materiale e chiedendo i documenti a tutti i presenti».
La sgradevole ispezione si è conclusa poi grazie
all’intervento di un consigliere della Federazione della
Sinistra, Giovanni Barbera, che ha convinto i vigili ad
andarsene.
Pubblicato da
pdcimilena | Mercoledi 24 Marzo 2010
"Se
persino un loro Ministro li sconfessa, prendendo le distanze
dalle accuse del Pdl contro la Questura, significa che sono alla
frutta in tutti i sensi".
E' quanto afferma Alessandro
Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del PdCI -
Federazione della sinistra, che continua: "Invece dei
numeri dei partecipanti alla manifestazione il Governo e il Pdl
farebbero bene ad allarmarsi del numero cresente di coloro che,
giorno dopo giorno, perdono il posto di lavoro o cadono in
povertà. Resta il fatto - conclude - che la vicenda sui numeri
della manifestazione è l'ennesima dimostrazione di quanto
pericolosa sia questa destra, che attacca tutto e tutti, senza
rispetto di nessuno".
Pubblicato da
pdcimilena | Mercoledi 17 Marzo 2010
Il
mondo alla rovescia della società borghese — I “mercati” e
i loro esecutori impongono grossi sacrifici al proletariato greco
Un mondo alla rovescia. Tali sono sempre apparse agli sfruttati
— quelli con gli occhi aperti — le società divise in classi e
tale è anche la società del capitale: agli operai, ai proletari
che mandano avanti la baracca, poco o niente, ai borghesi le parti
migliori e in abbondanza. Non basta. Il proletariato, gli starti
sociali più bassi sono chiamati a pagare due, tre volte per i
guasti inevitabili del meccanismo di estorsione della ricchezza
basati sullo sfruttamento: insomma, chi rompe non paga e tira i
cocci sulla testa di chi sta sotto.
Questa potrebbe essere la sintesi di quanto sta avvenendo in
Grecia (prima metà di marzo), alle prese con una difficilissima
situazione economico-finanziaria.
Pubblicato da
pdcimilena | Mercoledi 17 Marzo 2010
Giovedì
10 marzo una delegazione della Federazione della Sinistra ha
incontrato il Segretario generale della CGIL Guglielmo Epifani.
L’incontro segue quello fatto nei giorni scorsi con il
Presidente della Repubblica Napolitano, al quale è stata
avanzata, come è noto, la richiesta di non promulgare il DDL
1167-B, il cosiddetto “collegato lavoro”.La delegazione
della Federazione della Sinistra composta da Roberta
Fantozzi, Claudio Grassi, Orazio Licandro, Alessandro Pignatiello,
Rosa Rinaldi e Gianni Vigiliante, ha rappresentato tutta la
preoccupazione per l’attacco durissimo che viene portato ai
diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, all’articolo 18 e al
contratto nazionale. Un attacco più grave di quello del 2002 e
che domanda dunque, a partire dallo sciopero generale del 12 marzo
la costruzione di un percorso di mobilitazione in tutto il paese.
La delegazione ha anche rappresentato la propria volontà di
costruire un’iniziativa referendaria sul DDL1167-B e sul
contrasto alla precarietà.
Guglielmo
Epifani ha confermato la centralità che il tema della difesa
dei diritti dei lavoratori, dell’articolo 18 e del contratto
nazionale, hanno nello sciopero del 12 marzo e la volontà della
CGIL di proseguire nella mobilitazione. La difesa dei diritti
del lavoro, la richiesta di blocco dei licenziamenti, di un
cambio di segno nelle politiche fiscali e la riaffermazione dei
diritti dei migranti, al centro dello sciopero del 12, sono
parte di un’unica piattaforma. Il
Segretario della Cgil ha ribadito tutta la propria
preoccupazione per il quadro politico complessivo,
stigmatizzando un governo che mentre fa il decreto salva-lista
con la motivazione che i grandi partiti non possono restare
fuori dalle competizioni elettorali, firma accordi di primaria
importanza, senza la più grande organizzazione sindacale.
Nell’incontro si è registrata una condivisione sui temi
affrontati e una comune preoccupazione sulla situazione
economica, sociale, democratica del paese.
Riparte
dalla piazza
il sogno di riscossa
delle opposizioni
Angela Mauro
Fa un certo effetto vedere D'Alema che parlotta amabilmente con
Ferrero; Fausto Bertinotti che se la ride con Diliberto; Ferrero che
abbraccia Vendola; Latorre, Vendola e Bertinotti che se ne fanno di
risate ad immaginare l'iniziativa elettorale di oggi a Bari: D'Alema
e Vendola insieme dopo gli scontri funesti delle primarie di
gennaio. E fa effetto vedere Veltroni che abbraccia Bertinotti, dopo
gli scontri passati sulla vocazione maggioritaria del Pd.
La sinistra, per una volta finalmente unita, torna
in piazza. A rompere l’embargo che durava da troppo tempo è
stato Pierluigi Bersani, il segretario del Pd che sta
riposizionando il suo partito: «Siamo un’opposizione pacata ma
non un’opposizione in pantofole. ...
Il decreto non basta. L'Ufficio
elettorale romano boccia nuovamente la presetazione della lista
del PDL. Berlusconi, furioso, aizza i suoi CALCOLI
SBAGLIATI
Pubblicato da
pdcimilena | Mercoledi 10 Marzo 2010
A
prescindere dall’esito della decisione dell’ufficio
elettorale circoscrizionale di Roma sulla nuova istanza di
ammissione alle elezioni regionali del Lazio della lista del
PdL, vale la pena formulare alcune osservazioni
sull’intera vicenda. Innanzitutto, difficilmente si
sarebbe potuto immaginare che il primo legittimo
impedimento, per il Partito del premier, sarebbe giunto dal
Tribunale amministrativo del Lazio. Difficilmente, perché
ancora una volta la nuova mossa per aggirare le regole era
stata congegnata con la solita strategia del “doppio
passo”, in più occasioni dimostratasi redditizia in
un’ottica difensiva immediata: prima si approva la norma,
senza badare troppo a lacci e lacciuoli...
Non c'è tempo da
perdere: la prepotenza delle destre va fermata. Urge una scossa
popolare, di massa. Verso la manifestazione... FERMIAMOLI
SUBITO
Pubblicato da
pdcimilena | Mardeti 9 Marzo 2010
Con
tutta la buona volontà, è difficile smorzare i toni. Il decreto
salva-liste viola la legge ordinaria e fa strame dei principi
costituzionali. La motivazione addotta dal presidente della
Repubblica, proprio perché politica (incentrata sull’esigenza
di permettere la partecipazione del «maggior partito politico di
governo»), tradisce una forzatura delle sue prerogative. Il
messaggio trasmesso all’opinione pubblica (chi ha il potere può
tutto) è devastante. Si può non dire che siamo alla morte dello
Stato di diritto e dell’uguaglianza tra i cittadini, alla
nascita dello Stato discrezionale e autoritario? Ma quando è
cominciata la notte della Repubblica? Certo gli ultimi vent’anni
pesano come un macigno, non solo per colpa di Berlusconi.
La
Federazione della Sinistra
organizza un sit-in sotto la sede del TAR
Lombardia
Oliviero Diliberto: la
Costituzione è stata lacerata dal decreto
salvaliste e dalla controfirma di
Napolitano. ”. (video)
Gianni
Pagliarini: il ricorso alla
decretazione d’urgenza ha ucciso la
democrazia. Siamo di fronte ad un atto
illegale e anticostituzionale, una vera e
propria truffa”. (video)
Vittorio
Agnoletto: "
un attentato alla democrazia fatto da chi ha
giurato fedeltà alla Costituzione. Hanno
agito solo nei loro interessi. Napolitano
non più garante della democrazia." (video)
TORNARE ALLA COSTITUZIONE
PER SCONFIGGERE IL BERLUSCONISMO (leggi
e commenta)
Prepotenza fascistoide
di Gilberto Volta
su Liberazione del
09/03/2010
Caro
Direttore,
capisco benissimo che una scheda elettorale senza il simbolo del
principale partito (?) di governo non sarebbe stata una bella cosa.
Ma da qui a dire che c’era un “vulnus democratico” e che
occorreva rivendicare “il primo dei diritti, il diritto alla
democrazia” ce ne corre. Intanto, vorrei sapere chi voleva
togliere “il primo dei diritti” al Pdl. Non aveva esso forse il
diritto di presentarsi al voto come tutti gli altri? Qualcuno glielo
aveva tolto nel Lazio e nella Lombardia?
Il “vulnus” è stato compiuto – purtroppo, con l’avallo di
Napolitano – quando, con la ridicola scusa
dell’”interpretazione autentica” (ma occorre un Decreto Legge
per questo?), si cancellano o si aggirano quelle regole, che sono
valide per tutti gli altri e che non sono state rispettate dal Pdl
– altrimenti nessuno lo avrebbe escluso, come non sono stati
esclusi tutti gli altri – per poterlo favorire. E’ questa la
democrazia?
Mi chiedo: avrebbero fatto tutto ciò se ad essere escluso fosse
stato il Pd o la Federazione della Sinistra o altri? O li avrebbero
persino derisi dicendo che “chi è causa del suo mal, pianga se
stesso”? Non è accaduto così per Bologna, per la quale si è
deciso in quattro e quattr’otto di non fare proprio nulla per
ridurre al minimo la sofferenza di oltre un anno di
commissariamento?
Occorre un forte movimento di protesta contro questa prepotenza
fascistoide!
Aderiamo tutti alla manifestazione di protesta sabato 13!
Cordiali saluti.
Gilberto Volta
Sfacciataggine
oltre ogni limite
"I veri autoritari
e fascisti sono loro che stanno ricorrendo a tutti i mezzi
per evitare che la lista del Pdl, il partito più forte a
Roma, possa presentarsi."
FABRIZIO CICCHITTO,
Deputato PDL, 9 Marzo 2010
La Corte d'Appello di Genova ha riconosciuto le torture inferte
dalle forze dell'ordine ai manifestanti contro il G8 del luglio
2001 trasferiti nella caserma di Bolzaneto . "Trattamenti
inumani e degradanti" ad opera o con la connivenza di guardie
carcerarie, agenti di polizia, ufficiali dei Carabinieri, generali
della Polizia Penitenziaria e quattro medici. Quarantaquattro
condanne di cui solo 7 non cadute in prescrizione (quattro guardie
carcerarie e tre poliziotti che avevano rinunciato alla
prescrizione). Gli altri condannati saranno comunque tenuti a
risarcire le vittime.La decisione è arrivata dopo una camera di
consiglio di 11 ore. I sette imputati riconosciuti colpevoli
penalmente, con pene che variano da uno a tre anni di carcere
sono: l'assistente capo della Polizia di stato Massimo Luigi
Pigozzi (3 anni e 2 mesi), gli agenti di polizia penitenziaria
Marcello Mulas e Michele Colucci Sabia (1 anno) e il medico Sonia
Sciandra (2 anni e 2 mesi). Confermate le pene a un anno per gli
ispettori Mario Turco, Matilde Arecco e Paolo Ubaldi. Il processo
di primo grado si era concluso il 14 luglio 2008 con 15 condanne
-- tutte a membri delle forze dell'ordine e comprese tra i cinque
mesi e i cinque anni -- e 30 assoluzioni. I giudici di primo grado
inflissero complessivamente 24 anni di carcere, contro gli oltre
76 anni chiesti dalla procura.
Clamoroso, incredibile: finalmente Montecitorio
cancella gli Ato rifiuti e idrici
Anche la Sicilia dovrà di nuovo cambiare tutto
La Camera dei deputati ha approvato la soppressione
dell’esistenza degli Ato rifiuti e degli Ato idrici.
Un fulmine a ciel sereno che oltre su tutta Italia si abbatte
in particolar modo sulla Sicilia che su acqua e rifiuti pena
da parecchio.
Un improvviso cambiamento legislativo, un autentico terremoto
istituzionale, dall’entità e dagli esiti, oggi, non
valutabili, né prevedibili.
Presentato, sotto l’innocua denominazione di emendamento
“comma quinqiues all’art.1” del decreto legge n°2 del
25 gennaio 2010, titolato “interventi urgenti per enti
locali e regioni”.
Battuti le lobby delle grandi società d’acqua e rifiuti
che, quotidianamente, presidiano Montecitorio e dei deputati
italiani “designati”- a cominciare da quelli siciliani –
la Lega di Bossi, con fredda efficienza, ha piazzato questo
colpo mortale ad una parte consistente del sistema
politico-economico di potere, e di “governo allegro”, del
centrodestra nel Mezzogiorno d’Italia, ed in particolare, in
Sicilia. Peraltro, con il voto disciplinato di tutti i
deputati della maggioranza che, probabilmente, “more
solito”, ignoravano che cosa stessero votando.
L’atto della Lega Nord alla Camera, ha riaperto pure il
discorso sulla gestione del “sistema acque” in Sicilia.
Essendo stato soppresso anche l’art.148 del decreto
legislativo n°152 del 2006, risultano, adesso, soppressi pure
i nove Ato idrici siciliani. La cui delimitazione, geografica
e funzionale, era il presupposto giuridico degli affidamenti
di gestione ai privati che tanto sconcerto e dubbi avevano
seminato al momento della loro attribuzione.
Speriamo di poterci finalmente liberare dei gestori privati
che su scala regionale avevano surrogato la vecchia EAS, che
non si sono certo distinti né per efficienza e modicità del
servizio, né per avere investito un solo centesimo di tasca
propria sulle reti dei servizi, continuando ad investire soldi
di origine pubblica, italiana o dell’Unione europea.
avv. Salvatore Ferlisi
Riciclaggio, Di Girolamo - PDCI: "Al
Senato gli applausi della vergogna"
Pubblicato da
pdcimilena | Mercoledi, 3 Marzo 2010
"Applausi
della vergogna. Oramai è anche difficile dire di chi
bisogna vergognarsi di più: se di un politico che approda con i
brogli della 'ndrangheta al Senato della Repubblica oppure di
quei senatori che applaudono il suo discorso.
Mi chiedo se agli applausi sono
poi seguiti anche vassoi di cannoli...". E' quanto afferma
Orazio Licandro, della segreteria nazionale del PdCI -
Federazione della sinistra.
LAVORO, ART. 18 - DILIBERTO:
"REVISIONE E' MASCALZONATA DA
REGIME
AUTORITARIO"
Pubblicato da
pdcimilena | Mercoledi, 3 Marzo 2010
"L'istituto
dell'arbitrato per i licenziamenti è un'autentica
mascalzonata: un orribile regalo del Governo Berlusconi ai
padroni sulla pelle dei lavoratori". Lo dice il segretario
del Pdci Oliviero Diliberto, convinto che "con l'arbitrato,
il licenziamento diventerà solo un piccolo atto
burocratico". "E'
la cancellazione definitiva - denuncia il segretario dei
Comunisti Italiani - dell'articolo 18, già pesantemente messo
in discussione dall'enorme precariato di migliaia e migliaia di
ragazze e ragazzi. Ma cosa è questo se non un regime
autoritario?".
I
COMUNISTI DI MILENA SARANNO GORNO 7 MARZO IN PIAZZA GARIBALDI
PER LA LIBERTA’ DI SCEGLIERE
IL
LAVORO LA QUALITA’ DELLA VITA E LO SVILUPPO.
L'8
marzo simboleggia le lotte delle donne di tutto il mondo per
affermarne i diritti, le aspirazioni, per l'uscita da una condizione
di subalternità e di oppressione.
Le
principali tappe di questo faticoso cammino compiuto dalle donne
italiane peril riconoscimento del proprio diritto ad essere cittadine a
pieno titolo, sia nella società che nel
lavoro, partono dalle norme della Costituzione, dalla conquista del
diritto di voto e passano, poi, attraverso tutte le leggi per la
parità nel lavoro, nei
diritti civili, nella tutela della maternità,nella condivisione dei lavori di cura,a partire dalla conciliazione fra tempi di vita privata, di
lavoro e di famiglia.
Questi
valori vanno ancora oggi difesi per la loro piena realizzazione.
Non
vi può essere sviluppo sostenibile e crescita economica senza
l'apporto fondamentale delle donne, del proprio lavoro e senza una
grande forza comunista.
Per
un futuro migliore e per le nuove frontiere sociali.
AFFERMIANO
CON FORZA
NO
al
precariato permanente;
NO
alle guerre ed ad ogni forma di Violenza;
NO
a tutti gli integralismi e a tutti i fondamentalismi ;
NO
allo sfruttamento e alla mercificazione del corpo della donna;
«Devi mostrarti ottimista», le
consiglia, le ordina, Silvio Berlusconi che nel pomeriggio la riceva
a palazzo Grazioli. E Renata Polverini che ha interrotto la campagna
elettorale per dedicarsi al pasticcio delle liste che (in teoria) la
sostengono, fa così. «Siamo ottimisti», dichiara all'uscita della
residenza del premier, incrociando un viavai di consiglieri
giuridici personali che si confondono con i ruoli di governo: prima
Ghedini, poi Alfano, ritorna anche Cesare Previti. Proprio sotto la
casa romana dell'avvocato che fu il braccio destro...
Pubblicato da
pdcimilena | Mercoledi, 3 Marzo 2010
Nel biennio 2008-2009 il
Pil italiano è diminuito del 6,3%: -1,3% nel 2008 e, secondo la
revisione comunicata ieri dall'Istat, 5% lo scorso anno, il
maggior crollo dalla fine della seconda guerra mondiale. Di più:
lo scorso anno c'è stato una debacle dei conti pubblici:
l'indebitamento (comunemente chiamato deficit) è salito al 5,3%
del Pil dal 2,7% del 2008 e il debito pubblico a fine anno
sfiorava il 116% del Pil e, i dati sono di Bankitalia, era
superiore e 1.761 miliardi.Di questi dati (salvo alcune
correzioni) già sapevamo tutto: la «novità» è rappresentata
dalla disoccupazione che seguita a crescere anche nel 2010. In
gennaio il tasso di disoccupazione è salto all'8,6% (l'1,3% in più
rispetto al...
INSEGNAMENTO
DI SOSTEGNO: UNA VITTORIA DEL PDCIUna sentenza della
Corte Costituzionale abolisce ogni tetto ai posti di
sostegno in rapporto al totale degli alunni frequentanti.
Pubblicato da
pdcimilena | Mercoledi, 3 Marzo 2010
La scure dei tagli, che si è abbattuta impietosamente da
alcuni anni sul settore dell’istruzione, a detrimento
dell’occupazione degli insegnanti e delle opportunità
educative offerte ai nostri ragazzi, ha avuto un risvolto
particolarmente odioso nei riguardi dei disabili, spesso
privati del sostegno loro spettante. Una drastica riduzione
delle ore destinate a ciascuno di questi allievi sfortunati
ha avuto luogo soprattutto in Sicilia e nella nostra
provincia.
Il Partito dei Comunisti Italiani ha condotto a suo tempo
una vigorosa azione di denuncia nei confronti di
provvedimenti che hanno comportato tra l’altro la cacciata
dal posto di lavoro di alcune centinaia di docenti nella
sola provincia di Messina, già di per sé disastrata
nell’economia e nella qualità della vita.
La sentenza della Corte Costituzionale di cui la stampa
ha dato notizia in questi giorni, dichiarando
l’illegittimità di un tetto prestabilito di posti di
sostegno in rapporto al totale degli alunni frequentanti, a
prescindere dalle necessità effettive ed oggettivamente
accertate, viene a far giustizia di un atto politico basato
unicamente su una logica ragionieristica e offre
l’opportunità di ristabilire un principio di civiltà così
rozzamente disatteso dai governi e dallo stesso parlamento.
I comunisti messinesi chiedono che la sentenza della
Suprema Corte abbia pratica e immediata attuazione. In tal
senso richiamano l’attenzione delle Scuole e
dell’Ufficio Scolastico Provinciale e invitano i
sindacati, gli insegnanti e le famiglie degli alunni
portatori di handicap a mobilitarsi affinché un diritto
ancora una volta solennemente riconosciuto nella sua portata
costituzionale non rimanga lettera morta nella realtà.
Antonio Bertuccelli, Segretario provinciale PdCI
Salvatore Palumbo
licenziato dalla Fincantieri perché parlò di sicurezza.
Pubblicato da
pdcimilena | Mercoledi, 17 Febbraio 2010
Si terrà il 18 febbraio
presso il Tribunale del lavoro di Palermo la prossima udienza del
processo di Salvatore Palumbo contro la Fincantieri. Sono
trascorsi oltre due anni dall’agosto 2007 quando l’azienda
decise di licenziare Palumbo, operaio sempre in prima linea negli
ultimi sette anni nel controllore e vigilare sulle questioni della
sicurezza. Un operaio “scomodo” che la Fincantieri ha
licenziato con la motivazione di averlo sorpreso a pescare in
orario di lavoro. Un motivo infondato come ha sempre dichiarato lo
stesso Palumbo, ma come soprattutto testimonia la grande
solidarietà e la mobilitazione di compagni di lavoro, cittadini
comuni, associazioni che si è sviluppata attorno al suo caso. Per
protestare contro un licenziamento ingiusto, teso a colpire la sua
opera attenta di denuncia delle insicurezze sul luogo di lavoro,
Salvatore nel 2008 salì in cima alla stele che ricorda la strage
di Capaci, lungo l’autostrada Palermo-Mazara del Vallo,
minacciando il suicidio. Da allora la sua rabbia e disperazione si
sono trasformate in voglia di lottare ancora di più per reclamare
giustizia e per chiedere maggiore sicurezza sui posti di lavoro.
Dal 24 gennaio scorso ha assunto l'incarico di rappresentare la
Rete nazionale per la sicurezza nei posti di lavoro per la regione
Sicilia. E proprio i suoi compagni della Rete nazionale per la
sicurezza invitano, in occasione del 18 febbraio, ad una grande
mobilitazione per far conoscere ancora di più la storia di
Salvatore, una storia di diritti negati. “Dura oramai da due
anni il processo che vede l’operaio Palumbo in lotta contro il
licenziamento messo in atto dalla Fincantieri: un operaio che
denunciava senza lasciarsi intimidire le condizioni di assoluta
insicurezza sul posto di lavoro, per la Fincantieri, azienda i cui
dirigenti sono stati tante volte denunciati, condannati e che
hanno ancora processi in corso, era diventato certamente scomodo!
Tutto questo mentre la realtà non ci risparmia, purtroppo,
quotidianamente la tragedia dei morti e degli infortuni sul lavoro
in tutto il paese”. Noi ci uniamo alla loro battaglia parlando
ancora di Salvatore e della sua lotta per la sicurezza sui luoghi
di lavoro, una lotta non certo inutile o retorica in un Paese,
come l’Italia, dove dal 1 gennaio 2010 si contano ben 125 morti
sul lavoro, 125 omicidi senza colpevoli.
Lunedì 15 Febbraio 2010
Alessandra Valentini
(DirittiDistorti)
Ultimatum
al Pd per l'unità o primarie di coalizione Pubblicato da
pdcimilena | Mercoledi, 17 Febbraio 2010
Una settimana di tempo al
Partito Democratico per trovare l'unità e portare al tavolo degli
alleati una proposta unitaria per la candidatura a sindaco da
presentare agli elettori alle prossime elezioni amministrative la
cui data di svolgimento non è stata ancora ufficialmente fissata.
Altrimenti si va subito alle primarie ma di coalizione.
Nel corso della riunione di lunedì sera una cosa è emersa con
certezza: i partiti minori centrosinistra non intendono fare da
stampella al Pd e nemmeno digerire un candidato scelto dal Pd e non
graditi.
"Non faremo da padrini al parto del Pd. Non terremo a battesimo
un figlioccio che non ci piace": così Anna Bunetto (Partito
dei Conunisti Italiani) riassume la posizione degli alleati minori
del Pd. Questi chiedono un candidato a sindaco autorevole, capace di
dare corso ai programmi indicati dalla coalizione. Un sindaco nuovo
nelle idee. Escludono l'avv. Nuara perchè espressione di quel modo
di amministrare della giunta Crocetta già oggetto di bocciatura in
precedenti riunioni.
Ma lei se ci saranno le primarie ha già detto che parteciperà lo
stesso. Ha coraggio l'ex vicesindaco soprattutto perchè colui che
dovrebbe essere il suo sponsor l'on. Crocetta è praticamente
sparito da Gela e sta lontano mille miglia dalla campagna elettorale
mentre l'on. Lumia pare gradisca Fasulo. Dovrà fare tutto da sola,
l'avv. Nuara. Ma tra Speziale e Fasulo chi piace al centrosinistra?
E qui nessuno si vuole sbilanciare ufficialmente ma sappiamo che tra
i partiti minori c'è chi vuole Speziale e chi vuole Fasulo.
Anche il centrosinistra non scherza se sa chi sono i candidati in
campo e non prende posizione aspettando che il Pd si laceri ancor di
più. I cespugli però terranno una riunione a giorni per decidere
sul candidato da presentare alle primarie di coalizione. Alla
riunione era presente il dott. Vincenzo Catania, vice presidente del
consiglio e componente del coordinamento nominato per le
consultazioni interne." Entro una settimana incontreremo tutti
i circoli - dice il dott. Catania - oggi incontriamo il circolo Gela
centro e entro lunedì gli altri due circoli quello di Donegani e
Speziale. Questi passaggi non sono una perdita di tempo. Sono
necessari per sentire tutti e capire realmente cosa vogliono gli
iscritti, se vogliono le primarie o no, che indicazioni danno sul
candidato a sindaco. Se dalle consultazioni emergerà una
maggioranza netta si eviteranno le primarie, diversamente se ne
prende atto e si fanno al più presto possibile".
Ancora attesa per il parto. Le doglie del Pd sono infinite, e
speriamo che non si traducano in altrettanti dolori per la città.
M.C.G.
gli
effetti del maltempo.
Alcune strade chiuse per frane,
difficoltà nei collegamenti con Comuni che rischiano l'isolamento
è scattata l'emergenza
Pubblicato da
pdcimilena | Mercoledi, 17 Febbraio 2010
Strade provinciali chiuse per frane, grandi difficoltà nei
collegamenti, comuni del Vallone che rischiano il completo
isolamento: è una situazione di grande emergenza quella che la
quinta Commissione consiliare permanente della Provincia regionale
di Caltanissetta, competente per i lavori pubblici, ha discusso in
un incontro avuto con i tecnici dell'ente da cui ha avuto un
aggiornamento sull'attuale critica situazione della viabilità in
quell'area, aggravatasi a seguito del persistente maltempo.
La commissione, presieduta da Santo Mirisola, presenti gli altri
componenti Alfonso Cirrone Cipolla, Salvuccio, Bellanca, Giovanni
Cacioppo e Alessandra Ascia, ha incontrato gli ingegneri Leonardo
Golia, Michele Lo Cascio, Antonio Siracusa funzionari dell'Ufficio
tecnico impegnati nel settore viabilità, oltre al geologo Salvatore
Saia responsabile dell'Ufficio provinciale di protezione civile;
intervenuti anche i consiglieri Enzo Cascino e Giuseppe Sorce, e
l'assessore al territorio e ambiente Franco Giudice. Alla fine la
commissione ha convenuto su tre punti: necessità che venga
immediatamente riconosciuto lo stato di calamità per il territorio
coinvolto, richiesta di un consiglio provinciale straordinario
sull'attuale emergenza viabilità nel Vallone, un incontro con i
vertici Anas per una richiesta di programmazione in un territorio
dove è pressoché del tutto assente la rete nazionale.
Il resoconto fornito dai funzionari sull'attuale situazione delle
strade nel Vallone è stato all'insegna dell'emergenza, con la
forzata chiusura di alcune strade: la Sp. 23 "Bivio
Serradifalco - Montedoro - Bompensiere - Mussomeli" è stata
chiusa per frana al km. 26 (tuttora in evoluzione) e al km. 28, ed
è l'arteria che preoccupa di più; una frana in evoluzione c'è
anche lungo la Sp. 16 "Acquaviva - Ponte Misuraca" ed è
stato chiuso il tratto Villalba - ss. 121 (l'alternativa rimane la
Sp. 18 Villalba - Bivio Vallelunga - innesto ss. 121); un'altra
frana c'è sulla Sp. 20 "Mussomeli - Sutera", che rimane
comunque transitabile; chiusa invece la Sp. 19 "Bivio Landro -
Resuttano - Fiume Imera - confine Palermo", transitata
soprattutto da automezzi pesanti, per la frana al km. 13; analogo
provvedimento è stato preso per la Sp. 130 "Campofranco -
Chiartasi". Anche la Sp. 132 "Sutera - Casalicchio"
è al momento chiusa, non per frane, ma per motivi di sicurezza date
le sue cattive condizioni. Per alcune di tali arterie, comunque, la
transitabilità potrà essere ripristinata in tempi brevi se non ci
saranno ulteriori condizioni di maltempo. Interventi di sistemazione
sono in corso sulla Sp. 41 "Montedoro - Raineri Mappa",
che rimane - come ha ricordato Bellanca - l'alternativa alla Sp. 23
ora chiusa, rimarcando che se anche lì dovessero peggiorare le
condizioni si rischierebbe il totale isolamento di Mussomeli.
I tecnici hanno inoltre riferito di avere compiuto un sopralluogo
unitamente a quelli della Protezione civile, che faranno una
relazione sulla situazione riscontrata: tale relazione sarà
trasmessa alla Regione per il riconoscimento dello stato di calamità,
peraltro già richiesto dal presidente dell'Ap on. Giuseppe Federico
in una nota inviata in questi giorni al Dipartimento regionale
Protezione civile. Conseguentemente, dalla Regione dovrebbe poi
partire la richiesta al governo nazionale per la proclamazione dello
stato di emergenza, grazie al quale poter disporre di appositi fondi
per gli interventi.
Intanto, come proposto da Cirrone Cipolla, si chiederà un consiglio
straordinario urgente allargato ai sindaci del Vallone e all'Anas,
fermo restando l'impegno che l'Ap, tramite il presidente Federico,
dovrà richiedere alla stessa Anas per interventi nell'area del
Vallone. E' comunque necessario pensare ad interventi radicali - ha
rimarcato Mirisola - perché si rischia di operare ogni volta solo
interventi tampone, e quindi si deve pensare anche alle grandi
opere: ecco perché va operata una forte pressione presso l'Anas,
mentre al momento si può solo contare sui fondi della protezione
civile.
Fonte: La Sicilia
Scuola: confermati tagli
25.600 docenti Pubblicato da
pdcimilena | Mercoledi, 17 Febbraio 2010
Un
taglio di 25.600 insegnanti a fronte di un aumento
complessivo di circa 5.000 studenti. Sono alcuni dei dati
emersi dal primo incontro sul personale docente per il
prossimo anno scolastico (2010-2011) svoltosi tra sindacati
e tecnici del ministero dell'Istruzione.
Due nuovi appuntamenti sono stati già fissati per il 23
febbraio e per il 4 marzo, per approfondire la questione
degli organici (deve essere ancora definita la suddivisione
dei tagli, previsti dalla legge 133, fra i diversi gradi di
istruzione) e per gestire le novità introdotte con la
riforma delle superiori. A questo proposito è stato
comunicato ai sindacati che i testi dei regolamenti, dopo
un'ulteriore fase di concertazione con il ministero
dell'Economia, sono definitivi e in via di inoltro alla
presidenza della Repubblica che emanerà formalmente il Dpr
per inviarlo alla registrazione della Corte dei Conti.
Il ministero ha fornito ai sindacati una proiezione
approssimativa della situazione del prossimo anno scolastico
basata su dati non definitivi delle iscrizioni degli alunni.
Nella primaria si prevede una crescita da 7.000 a 12.000
alunni rispetto all'anno precedente (viene confermato il
numero delle attuali classi a tempo pieno), nella scuola
secondaria di primo grado (ex medie) si stima un incremento
di circa 17.000 alunni (derivanti da un incremento nelle
prime di circa 23.000 alunni e da un calo nelle altre di
circa 6.000), nella scuola secondaria di secondo grado si
prevede un calo stimato tra i 16.000 e i 24.000 alunni,
nella scuola dell'infanzia i 590 posti in più concessi
quest'anno in organico di fatto saranno recepiti
nell'organico di diritto mentre per il sostegno si completerà
l'incremento dell'organico di diritto di circa 4.800 posti
previsto dalla Finanziaria 2008.
I problemi più seri riguardano, secondo quanto riferito dai
sindacati, le superiori per le quali i dirigenti del
ministero hanno fornito soltanto alcune indicazioni in
merito ai criteri che saranno adottati per i quadri orario
delle classi intermedie (seconde, terze e quarte) dei
tecnici e dei professionali: divisione paritetica delle ore
oggetto di riduzione tra discipline generali e quelle
d'indirizzo, a partire da quelle con almeno 4 ore
settimanali; interventi solo sulle classi che non creano
esubero provinciale.
I dirigenti di viale Trastevere, sempre secondo quanto hanno
riferito i sindacati al termine dell'incontro, hanno
annunciato per i prossimi giorni l'apertura di un tavolo di
confronto per risolvere i problemi che si presenteranno per
la riconversione del personale docente che risulterà in
esubero provinciale (corsi di riconversione o di formazione
e le possibili confluenze delle nuove discipline nelle
classi di concorso attualmente esistenti).
Pubblicato da
pdcimilena | Mercoledi, 17 Febbraio 2010
Fiat,
rissa in Senato
Il ministro Scajola risponde alle accuse
dell'opposizione sullo stabilimento di Termini Imerese:
"Nessuno può permettersi di dire che sono un bugiardo".
Sulle proposte: "Sono 14, tra i potenziali investitori anche
imprese straniere"
Il Disegno di Legge
“Collegato Lavoro” garantisce nuove tutele per le aziende
ai danni dei lavoratori: più difficile vincere cause di
lavoro, impugnare licenziamenti ingiusti, ottenere giusti
risarcimenti. Particolarmente garantite le aziende che fanno
ricorso massiccio allo sfruttamento del lavoro
precario.Diventerebbe legge la possibilità di derogare ai
CCNL, “certificando”, tramite commissioni, i contratti
individuali contenenti clausole peggiorative: viene limitata
la giurisdizione del giudice e si incentiva il ricorso
all’arbitrato. :: Leggi
tutto
Sì al nucleare. Ma dove non si sa. Anzi non si deve sapere, e non
si saprà almeno fino alle elezioni regionali. Il consiglio dei
ministri ieri ha approvato il decreto legislativo che fissa i
criteri sulla costruzione di centrali ...
Pubblicato da
pdcimilena | Venerdì, 12 Febbraio 2010
"Ciò
che sta scaturendo dall'inchiesta è un vero e proprio
verminaio, stomachevole e ripugnante, che non riguarda la sfera
privata di Bertolaso, di cui non ci importa nulla, ma
l'eventuale gioco perverso degli appalti e della corruzione di
cui parlano i magistrati. Chi, come il premier, accusa e offende
i Pm, colpevoli solo di fare il loro dovere, oltre a mostrare
scarsissimo senso dello Stato, si mette contro la ricerca della
verità". E' quanto afferma Orazio Licandro, della
segreteria nazionale del PdCI - Federazione della sinistra.
"L'Italia - continua
Licandro - sta attraversando il periodo più buio della sua
storia repubblicana: di fronte allo scivolamento politico,
civile e culturale in atto l'opposizione, parlamentare e non,
sia unita nel difendere la civiltà dello Stato e nel chiedere
che i veri avvelenatori della democrazia si facciano da
parte".
pubblicato da : pdcimilena |
Mercoledì, 10 Febbraio 2010
Sembra
quasi una beffa che la Protezione civile finisca nella bufera
giudiziaria proprio nel giorno dell’approvazione in senato
della super Protezione civile Spa [decreto 195 del 2009], con un
uomo solo al comando, Guido Bertolaso. Il quale, indagato anche
lui per gli appalti del G8 a La Maddalena e altro, ha rimesso
oggi tutti i [...]
pubblicato
da : pdcimilena | Giovedi, 11 Febbraio 2010
Oggi, giovedì 11 febbraio 2010, una
delegazione degli operai dell’Alcoa tornerà Roma per presidiare
piazza Montecitorio, il Parlamento, mentre a Palazzo Chigi,nella
sede del governo, dalle 19,30 si svolgerà l’incontro tra le
organizzazioni sindacali, i delegati dei lavoratori, i
rappresentanti degli enti locali, il governo e i dirigenti
italiani della multinazionale. L’esito della trattativa è
incerto, ma a differenza dell’incontro del 2 febbraio questa
volta sarà difficile rimandare una decisione. Per ora è stata
bloccata l’arroganza della multinazionale dell’alluminio che
voleva fermare la produzione, il che, per le caratteristiche di
quegli impianti, significava di fatto la chiusura definitiva degli
stabilimenti di Portovesme(sardegna) e di Fusina (veneto), la
cassa integrazione e poi...
pubblicato
da : pdcimilena | Lunedi 8 febbraio 2010
Si
fa presto a dire partito. O a promettere che dopo le elezioni del
2013, sarà meglio avere la tessera onoraria e guardare «la propria
creatura dalla finestra, che va avanti con le proprie gambe».
Quando però si tratta di farlo, quel partito, o di accettare il
voto dell'assemblea su un passaggio delicato come l'alleanza in
Campania, il fondatore e leader dell'Italia dei valori finisce per
innervosirsi. E pretendere che sia un applauso a risolvere ogni
incomprensione. Alla seconda giornata del primo congresso nazionale
targato Idv...
pubblicato
da : pdcimilena | Lunedi 8 febbraio 2010
La
guerra contro le energie rinnovabili è antica. Inizia nel 1982
con la legge 308. Una normativa che attuava il piano energetico
nazionale e che sceglieva anche le energie rinnovabili, il
risparmio energetico e l’uso razionale dell’energia. Guerra
che continua con le leggi 9 e 10 del 1991. Gli italiani devono
attendere le direttive europee [...]
pubblicato
da : pdcimilena | Lunedi 8 febbraio 2010
I due
ministri più popolari a destra, l'ex socialista Sacconi e l'ex
demoproletario Maroni, si preparano a presentare un decreto
veramente innovativo, e cioè il "permesso di soggiorno a
punti". In sostanza, gli immigrati avranno due anni di tempo
per ottenere trenta punti, come il massimo di voti all'università,
e un anno supplementare se non ce la facessero. Se alla fine del
terzo anno non avranno i trenta punti, via, espulsi, probabilmente
in Libia, dal grande amico di Berlusconi, Gheddafi, che governa un
paese notoriamente rispettoso dei diritti umani. E come ottenere i
trenta punti? Dovranno dimostrare di conoscere la lingua italiana,
di aver seguito dei corsi di formazione culturale e di conoscere
la Costituzione. Una gran...
Milena è con il Giudice Tona
Fa
rabbrividire l’immaginare che una banda di criminali mafiosi tenti
di ripercorrere scenari di violenza analoghi a quelli che hanno
seminato terrore, morte e disperazione in Sicilia all’inizio degli
anni novanta.
L‘idea
di un attentato in preparazione nei confronti dell’ex sindaco di
Gela Rosario Crocetta e di un familiare del Gip di Caltanissetta
Giovanbattista Tona, non può lasciare indifferenti ed è il momento
di fare fronte comune per evitare che la piovra mafiosa rialzi la
testa.
Tona
è un magistrato di grande valore, che esplica il suo lavoro con
professionalità, dedizione e senso del dovere della giustizia.
Il
comune di Milena, nella figure del Vice Sindaco Vincenzo Nicastro,
nonché Assessore alla Legalità, del Dott. Giuseppe Cipolla,
nella sua qualità di Difensore Civico del Comune di Milena e della
Polizia Municipale nella figura del Dott. Giovanni Cordaro, hanno
espresso la piena e completa solidarietà, sia a nome personale che
di tutta la cittadinanza del Comune di Milena al Giudice Tona, e a
tutti i magistrati della Corte di Appello di Caltanissetta,
intervenendo sia in veste istituzionale che personale al programma
televisivo “Annozero” andato in onda giorno 4 febbraio c.a.
Alla fine del programma il giudice Tona ci ha
ringraziato personalmente per la presenza della rappresentanza del
suo Comune natio, “Milena”.
Milena
è con il Giudice Tona e con tutti gli altri magistrati del
distretto di Caltanissetta al fine di poter sconfiggere
definitivamente il fenomeno mafioso.
Personalmente
mi sento molto onorato ed orgoglioso, che un nostro concittadino
abbia seguito questa strada contro la Mafia.
Posso
affermare a viva forza e incitare nel proseguimento della sua
preziosa opera il Giudice Tona con un grido “Vai
Giovanbattista, continua con il tuo lavoro. Milena e tutti i suoi
cittadini sono con te per la legalità e con tutti i
Magistrati del pool antimafia”.
f.to
Dott.
Giuseppe Cipolla
LA CULTURA E IL SAPERE AL
PRIMO POSTO
pubblicato
da : pdcimilena | Lunedi 1 febbraio 2010
«Presidente
Bindi, le chiediamo di far ragionare il PD»
Onorevole Presidente Bindi,
ci rivolgiamo a Lei
ricordando la Sua battaglia in difesa del sistema
sanitario pubblico e del diritto alla salute di tutti
i cittadini, senza distinzione di condizioni personali
e sociali.
Oggi la situazione è peggiorata rispetto a quegli
anni. La tendenza alla privatizzazione permea tutti
gli àmbiti della vita sociale e le stesse
istituzioni, nelle quali l'incidenza degli interessi
privati produce una spinta autoritaria mascherata da
efficientismo. Ora è il turno dell'Università. Per
tale ragione oggi Le scriviamo..
Alberto Burgio, Gianni Ferrara
e altri :: il manifesto 20 Gennaio 2010 continua...
La risposta di Rosy
Bindi
Ringrazio gli autorevoli professori per le parole di stima
che mi hanno rivolto sul manifesto del 20 gennaio scorso e
con le quali mi sollecitano a entrare nel dibattito sulla
riforma dell'università. Lo faccio con un ritardo di cui
spero sarò perdonata.
Dico subito che condivido
le loro preoccupazioni. Temo anch'io un'ulteriore
involuzione di un sistema universitario che appare
sfiduciato, persino rassegnato sulle proprie possibilità
di riscatto. La crisi dell'Università è forse
l'indizio più evidente della più generale crisi delle
classi..
Rosy Bindi :: il manifesto 31
Gennaio 2010 continua...
pubblicato
da : pdcimilena | Lunedi 1 febbraio 2010
C’è
stato un tempo, negli anni Sessanta, in cui gli operai erano
costretti a fare la pipì senza allontanarsi dal proprio posto
di lavoro. La facevano in qualche barattolo occasionale. Era
severamente proibito, in nome della santa produttività,
assentarsi per raggiungere una toilette. Sono poi venuti gli
anni delle conquiste nazionali e aziendali per cui [...]
pubblicato
da : pdcimilena | Lunedi 1 febbraio 2010
Disoccupati
e cassintegrati al Nord, scoraggiati e sommersi al Sud. L’onda
montante della distruzione dei posti di lavoro ha colpito le
regioni italiane in modo diverso aggravando le situazioni
preesistenti, ma anche generando reazioni differenziate. Le
regioni del Centro e del Nord hanno avuto l’aumento più
marcato dei disoccupati: il Nord Ovest ha visto crescere [...]
TUTTO E IL CONTRARIO
DI TUTTO
pubblicato
da : pdcimilena | Sabato 30 Gennaio 2010
Mi
capita di ascoltare le dichiarazioni del presidente del consiglio
«meno immigrati meno criminalità» mentre sono in viaggio per un
convegno dal titolo «Quando toccava a noi: a proposito dei fatti
di Rosarno». Occasione: la presentazione di un libro, «Morte
agli italiani!», sul massacro di Aigues-Mortes. Nel corso del
dibattito mi risultano sempre più chiare ed evidenti le analogie
tra quello che è successo a Rosarno e quello che è successo a
Aigues-Mortes, in Provenza, un centinaio di anni addietro quando
dieci italiani (settanta o ottanta nella vulgata storica) vennero
uccisi in un pogrom.
Ci sono anche differenze. Ad Aigues-Mortes c'è stato un vero e
proprio massacro che per fortuna a Rosarno non è accaduto. Ma se
guardiamo le parti in causa e il ruolo giocato da gruppi sociali e
istituzioni, le analogie sono incredibili. A Aigues-Mortes come a
Rosarno le condizioni in cui vivono gli immigrati sono di assoluta
miseria e invivibilità. In ambedue i casi il livello di
sfruttamento dei migranti è enorme e, non a caso, in ambedue i
casi ci sono i caporali. Un'altra cosa che colpisce sono i
commenti delle rappresentanze istituzionali, anche qui con
analogie e differenze.
Di queste la più rilevante è che noi abbiamo un governo di
destra mentre il governo repubblicano francese del 1893 è
progressista. Ma a fare la parte di Berlusconi ci pensa
l'equivalente della nostra Lega, che non a caso si chiama Ligue
des Patriotes. Inoltre gli italiani vengono rappresentati dalla
stampa e dall'opinione pubblica come sono rappresentati ora gli
immigrati di Rosarno. Vengono considerati degli attaccabrighe,
persone che tolgono il pane di bocca ai lavoratori francesi. Così
come Berlusconi oggi invita a considerare gli immigrati dei
criminali potenziali o effettivi seguendo la strategia di Maroni:
rovesciare causa ed effetto e imputare agli immigrati la
responsabilità della condizioni in cui si trovano e di cui sono
vittime.
Un altro aspetto che colpisce nella storia di Aigues Mortes è
l'andamento del processo: gli italiani massacrati diventano gli
imputati, tant'è che i giornali parleranno del processo come
dell' "affaire Giordano", dal nome di un italiano che
partecipò ai primi scontri. Non solo la stampa ma anche
l'autorità giudiziaria dimenticano completamente il ruolo dei
sobillatori che determinarono il massacro. Ma le analogie sono
anche nei piccoli particolari. A Rosarno, dove ha brillato per la
sua assenza anche la sinistra, abbiamo ora una presenza coraggiosa
rappresentata dal parroco, che riesce a mettersi contro i
manifestanti anti-immigrati. Ad Aigues-Mortes un secolo prima si
era verificata la stessa cosa.
Morale della favola: capita ai nostri immigrati quello che è
capitato a noi cento anni prima. La lezione che si può ricavare
è che l'aver sofferto ieri come emigranti non ci aiuta ad avere
solidarietà per gli immigrati di oggi. Questo è possibile solo
nella misura in cui i fenomeni vengono riletti, elaborati e
riproposti in una interpretazione progressista dalle istituzioni.
I governanti dovrebbero lanciare messaggi sdrammatizzanti e di
solidarietà. L'opposto di quello che ha fatto Berlusconi ieri...
pubblicato
da : pdcimilena | Sabato 23 Gennaio 2010
Si dice: «l’istruzione fa la differenza»,
perché permette di aumentare sia la produttività generale che
lo stipendio individuale. Quindi, cosa fa questo governo?
Permette di trascorrere l’ultimo anno di istruzione
obbligatoria (il secondo anno delle superiori, in un percorso
regolare) sotto forma di «contratto d’apprendistato». Gli «accordi
di Lisbona», nel 2000. avevano fissato l’anno appena [...]
21 Gennaio 1921, per
rivalutare una grande storia
pubblicato
da : pdcimilena | Venerdi 22 Gennaio 2010 Cari
Compagni di Milena, la data del 21 gennaio è molto importante per
il movimento operaio e democratico italiano. In quel giorno
dell’anno 1921 nacque il PCdI (Partito Comunista d’Italia,
sezione dell’Internazionale comunista) dalla scissione al XVII
Congresso del Psi. Il PCdI – dopo aver dato il più grande
contributo alla lotta antifascista, durante la Resistenza e
nell’elaborazione della Costituzione repubblicana – è divenuto
il più grande Partito comunista occidentale, suicidatosi, poi, del
tutto inopinatamente nel 1991 su proposta del suo ultimo Segretario
Achille Occhetto.
Sempre in quel giorno, nel 1924, appena tre anni dopo, morì
prematuramente (aveva 53 anni) il compagno Vladimir Ilic Ulianov
Lenin, l’artefice della Rivoluzione d’Ottobre del 1917, che
dette vita all’Urss e che costituì un varco verso il futuro tanto
che in Italia tanti volevano “fare come in Russia”.
Sempre nel gennaio 1924 il compagno Antonio Gramsci – il cui
cervello il fascismo voleva impedire che funzionasse imprigionandolo
e finendo col farlo morire in carcere – fondò “l’Unità”,
che è stata per tanto tempo l’organo del Pci e che si è battuta
nella clandestinità contro il fascismo, nella Resistenza per
abbattere il fascismo e nei decenni del dopo-guerra per difendere la
democrazia, la Costituzione e per ottenere grandi conquiste sociali
per i lavoratori, cioè per tutta l’Italia.
Mentre per troppi anni (almeno dal 21 gennaio 2001 a Livorno col
sorprendente discorso di Bertinotti) il Prc ha cercato di prendere
le distanze da questa grande storia, sarebbe veramente salutare per
i comunisti e per tutta la sinistra rivalutarla – certo non
acriticamente – al fine di reinnestarci in essa per prendere forza
e guadagnare un futuro degno dell’umanità.
Cordiali saluti.
Gilberto Volta
pubblicato
da : pdcimilena | Venerdi 22 Gennaio 2010
Il
Tar di Catania (presidente Calogero Ferlisi, relatore Giovanni
Milana) ha rigettato l’istanza cautelare dell’Acoset, una delle
società che aveva partecipato alla gara per l’affidamento del
servizio idrico nel territorio provinciale, che chiedeva
l’annullamento del verbale della Conferenza dei sindaci e del
presidente della Provincia di Ragusa che aveva deciso di revocare la
determina........................................
Il
PDCI di Milena, e dell’intera provincia di Caltanissetta,
esprime massima solidarietà al Giudice Giovanbattista Tona e a
tutta la sua famiglia, per le gravissime minacce rivolte a lui
ed ai suoi cari.
Il Giudice Giovanbattista Tona è un cittadino chiamato dalle
istituzioni a svolgere un delicato compito in favore della
collettività tutta, e, della Sicilia in particolare, nel
tentativo serio ed apprezzato ( anche dai mafiosi ) di stroncare
questo male endemico che affligge la nostra terra e la nostra
gente.
Non ci stancheremo mai di dirlo e di gridarlo : la mafia è il
nemico dello sviluppo economico, morale e culturale di ogni
territorio.
Battere la mafia, non deve e non può essere un compito delegato
e relegato ad eroi moderni e “ silenziosi “ come il Giudice
Tona.
La mafia è il nemico di tutti noi, di ogni italiano, di ogni
siciliano, di ogni cittadino, senza esclusione alcuna: la mafia
è il nemico dei nostri figli.
La mafia è il nemico del nostro futuro !
Nei paesi, nei luoghi, ad alto indice di mafiosità, non ci sono
speranze di vita civile per i giovani, in questi luoghi la
gioventù è costretta a dover scegliere tra una vita da
carnefici schiavizzati o la fuga verso paesi meno oppressi da
questo male oscuro.
Dove c’è mafia, c,è arretratezza culturale, ignoranza,
degrado economico , miseria, disoccupazione, lavoro nero, ci
sono morti per le strade, c’è paura: dove c’è mafia, non
c’è libertà !
Noi vogliamo crescere in un mondo libero da tutte le mafie,
civile e senza la necessità di martiri o di eroi !
Per questo, invitiamo tutti i compagni e tutta la gente per
bene, a voler essere, ognuno nel proprio piccolo, un nemico
della mafia, attraverso comportamenti civili, senza cedere
nemmeno un millimetro del proprio spazio civile in favore di
organizzazioni mafiose o paramafiose.
Solo cosi possiamo rendere la solidarietà un atto concreto e
non parole di circostanza.
La mafia non può essere battuta solo nelle aule giudiziarie,
come fanno benissimo i nostri magistrati, ma occorre
distruggerla nel territorio e tra la gente a partire dal nostro
modo di vivere quotidiano e di come ci raccordiamo i con i
nostri interlocutori di ogni giorno .
Caltanissetta, lì 21.01.2010
Per il PDCI di Caltanissetta Avv. Salvatore Ferlisi
Gela,
volevano uccidere Crocetta e il Gip del tribunale di Caltanissetta,
Giovanbattista Tona
pubblicato
da : pdcimilena | Mercoledi 20 Gennaio 2010
Le
cosche di Gela erano pronte a uccidere l’ex sindaco Rosario
Crocetta, attuale parlamentare europeo del Pd, e una cugina del Gip
del tribunale di Caltanissetta, Giovanbattista Tona, che i mafiosi
credevano fosse la sorella del magistrato per la forte somiglianza
tra i due. Secondo le intercettazioni ambientali effettuate dalla
polizia, a partire da oggi, ogni giorno poteva essere quello giusto
per fare scattare l’agguato, che le cosche preparavano da tempo
per vendetta.
Il
piano criminale è stato sventato grazie alle indagini della squadra
mobile di Caltanissetta e del commissariato di Gela, coordinati
dalla Dda nissena, avviate dopo l’arrivo dal carcere di una
lettera rivelatrice, fatta pervenire da un detenuto agli inquirenti.
Così, durante la notte, è scattata l’operazione «Extrema Ratio»,
con la notifica in carcere di cinque ordinanze di custodia cautelare
ad altrettanti esponenti di spicco della mafia di Gela, già in
stato di detenzione per altri reati.
I
cinque provvedimenti restrittivi e la denuncia di correità nei
confronti di altri quattro imputati (tutti detenuti), sono stati
emessi dal Gip, Marcello Testaquadra, su richiesta della Dda di
Caltanissetta, con l’accusa di associazione mafiosa. Gli arrestati
nell’ambito dell’operazione «Extrema ratio» sono Francesco
Vella, di 35 anni; Nicola Casciana, di 56; Massimo Carmelo Billizzi,
di 34 anni; Paolo Portelli, di 41; Domenico Vullo, di 34 anni. Gli
indagati, raggiunti da avviso di garanzia, sono Emanuele Argenti (di
Guido), di 44 anni; Salvatore Terlati, di 35, Alessandro Gambuto, di
34; Emanuele Bassora, di 35. Sono tutti di Gela e tutti in stato di
detenzione. Dovranno rispondere per ora di associazione mafiosa (416
bis). L’indagine si è avvalsa delle rivelazioni di un pentito,
Crocifisso Smorta, il quale faceva parte dello stesso clan mafioso
che aveva emesso la sentenza di morte contro Crocetta e contro
quella che credevano la sorella di Tona. Determinante si è rivelata
la collaborazione di un detenuto nisseno (in carcere ad Agrigento e
in altri istituti di pena, dove ha incontrato mafiosi gelesi e
ricevuto confidenze), autore della lettera dalla prigione che ha
fatto scattare l’inchiesta.
A
lui Emanuele Argenti avrebbe detto di riferire a un proprio
accolito, Francesco Vella, che «la ‘cosa’ (che secondo gli
inquirenti doveva essere il duplice agguato) poteva essere fatta a
partire dal 20 gennaio 2010». Per magistratura e polizia «è la
dimostrazione che nonostante la carcerazione, essi (gli affiliati al
clan Emmanuello, ndr) sono rimasti pienamente operativi a gestire le
attività illecite e ritorsive del clan». Un fascicolo contenente
le risultanze dell’indagine «Extrema Ratio» sarà inviato alla
Dda di Catania, competente ad indagare e decidere, nell’ipotesi di
un attentato ai danni di un magistrato di Caltanissetta.
pubblicato
da : pdcimilena | Mercoledi 20 Gennaio 2010
A
Pecorara, comune della provincia di Piacenza, luogo simbolo
della Resistenza al nazifascismo, il sindaco Franco Albertini ha
cancellato Piazza 25 aprile. Un affronto a quanti hanno
sacrificato la loro vita per la libertà, alla Costituzione
della Repubblica, nata dalla Resistenza, all’Italia tutta, che
su queste radici ha costruito la democrazia. Un affronto che non
[...]
pubblicato
da : pdcimilena | Mercoledi 20 Gennaio 2010
"Da
oggi, per volere del Pdl, la Giustizia in Italia rischia di non
essere più la stessa. Il processo breve è un vergognoso
privilegio concesso al monarca per sfuggire alle sue
responsabilità.
Se diventa legge si affossa l'uguaglianza
dei cittadini davanti alla legge, l'indipendenza della
magistratura e la certezza della pena. Chi ha compiti di
garanzia costituzionale non lo permetta. La democrazia è sempre
più in pericolo: serve una nuova Resistenza". E' quanto
afferma Pino Sgobio, dell'ufficio politico del PdCI -
Federazione della sinistra.
pubblicato
da : pdcimilena | Martedi 19 Gennaio 2010
Esistono problemi visibili e altri invisibili.
A prescindere – direbbe Totò – non solo dalla realtà ma
anche dalla percezione. La disoccupazione, ad esempio, esiste:
nella realtà e nella percezione. Ma parlarne è da
irresponsabili e mostrarla anche peggio.
Basta pensare alla reazione del Governo di fronte alle stime
fornite dalla Banca d’Italia, che considera il
COSTITUENTE SEL, RITA
BORSELLINO - “Il PD guardi a sinistra per costruire alternativa a
Lombardo e Berlusconi”
pubblicato pdcimilena
sabato 09 gennaio 2010
“Il Pd guardi a sinistra per costruire l’alternativa a
Lombardo e Berlusconi”. Così Rita Borsellino, europarlamentare
europeo, nel corso dei lavori dell’assemblea costituente di
Sinistra e Libertà a Roma. “Quello
che deve unire il centrosinistra oggi sono i valori. Valori come
etica e legalità che condivisi possono portare ad un progetto
unitario e coeso, per creare una valida alternativa al
centrodestra. Dico e ho sempre detto no ad inciuci – ha aggiunto
in riferimento alle alleanze in Sicilia con Lombardo e Cuffaro
–, non esistono inciuci utili, perché il Pd e le forze di
centrosinistra nulla hanno a che spartire con Dell’Utri, Miccichè
e Lombardo. La nostra forza è prendere le distanze, dimostrare
che siamo altro rispetto a loro e che vogliamo altro. E quindi
proporre un’alternativa al centrodestra che raggruppi componenti
che parlano lo stesso linguaggio. Mi auguro che il partito
Sinistra e Libertà possa offrire il suo fondamentale contributo
alla costruzione di un centrosinistra capace di stralciare
l’attuale governo che ha messo in ginocchio il Paese”.
"Il Pd non sostenga il
Lombardo ter"
CATANIA - Un "appello" affinchè il Partito
democratico non sostenga la giunta del presidente Raffaele Lombardo
è lanciato dall'eurodeputato Rita Borsellino e dal senatore Enzo
Bianco, osservando che "è contro l'interesse dei siciliani
sostenere un governo inadeguato alla complessità delle questioni
che la Sicilia deve affrontare".
"È contro l'interesse del Pd - si legge in una nota congiunta
- fare da stampella al cammino avventuristico della giunta Lombardo.
Quella di Lombardo è una proposta indecente che, se accolta,
nuocerebbe al Pd e alla Sicilia". Secondo Rita Borsellino e
Enzo Bianco "il Pd, di fronte al fallimento del centrodestra,
ha l'obbligo di garantire una rigorosa opposizione in Parlamento e
di costruire un'alternativa ad una Giunta alleata del governo
Berlusconi".
"Per una forza come il Pd - osservano - il confronto
parlamentare su riforme strutturali rientra in una naturale cultura
di responsabilità che vede il perseguimento dell'interesse
generale, mentre un sostegno a questo governo, a qualunque titolo e
sotto qualunque ipocrita veste, sarebbe un atto politico
incomprensibile, dannoso e inaccettabile. "In Sicilia -
chiosano Bianco e Borsellino - il Pd deve saper coniugare
l'opposizione con un'azione propositiva che consenta di candidarsi a
governare la Sicilia, non passando dalla porta di servizio".
Da
oggi, in qualche modo, la voce di Peppino Impastato tornerà a
vivere
pubblicato
da : pdcimilena | Lunedì, 05 Gennaio 2010
Da
oggi, in qualche modo, la voce di Peppino Impastato tornerà a
vivere. Da Casa Memoria a Cinisi inizierà a trasmettere infatti
Radio 100 passi: «La data scelta per la partenza non casuale, è
infatti il giorno della nascita di Peppino Impastato. E' per far
fede allo slogan che gridammo al suo funerale: "Peppino e vivo
e lotta insieme a noi" che lo festeggeremo sempre il giorno del
suo compleanno. - si legge nel gruppo Facebook degli animatori della
radio - Basta con le lacrime!!! Basta con le commemorazioni dei
caduti della mafia nel giorno del loro assassinio, prassi
storicamente usata per commemorare i santi nel giorno del loro
martirio.
I nostri martiri vogliamo ricordarli con gioia perché siamo
contenti che siano esistiti. Per questo Radio 100 Passi dedicherà
volta per volta la giornata di trasmissione alle vittime della mafia
il giorno del loro compleanno. Il 5 gennaio 2010 Peppino compie
(volutamente non c'è scritto: "avrebbe compiuto") 62
anni………». Le motivazioni dell'associazione rete 100 passi
sono, l'affermazione della cultura della legalità, la lotta alle
mafie, a tutte le criminalità organizzate e agli abusi di potere.
Tutte le informazioni e le frequenze sul sito internet
www.radio100passi.net.
pubblicato
da : pdcimilena | Lunedì, 04 Gennaio 2010
Una perfetta continuazione con quanto sino ad ora
svolto. Qualcuno la definisce un’accelerata sulle riforme, qualcun
altro ritiene che sia il momento più proprizio per fare delle
riforme “bipartisan”. Ma ciò che non si cancella con gli
artifizi delle parole è la prosecuzione lineare del progetto
eversivo di destrutturazione democratica che la maggioranza di
governo persegue da sempre e che, ora, intende mettere in atto con
più energia di prima. Le parole del ministro Renato Brunetta sono
gravissime da un punto di vista non solo storico, ma di stretta
attualità. Definire la Costituzione come una “figlia della
guerra”, o dei tempi lontani della fine...
Dall'indagine
dell'Istat sulle condizioni di vita degli italiani emerge l'aumento
delle difficoltà economiche nel meridione: il 25% delle famiglie
stenta ad arrivare a fine mese, enormi sacrifici quando ci sono
anche i figli. Sicilia in affanno insieme a Campania, Calabria e
Puglia....
Il
5 dicembre è partita la Federazione della Sinistra, promossa da
Prc, PdCI, Socialismo 2000 e Lavoro e Solidarietà.
Di seguito pubblichiamo gli organismi dirigenti della FdS e la
loro composizione.
Coordinamento
Nazionale
PAOLO FERRERO (Portavoce
Nazionale di turno)
CLAUDIO GRASSI
ORAZIO LICANDRO
GIAN PAOLO PATTA
ALESSANDRO PIGNATIELLO
ROSA RINALDI
CESARE SALVI
Consiglio
Nazionale
VITTORIO AGNOLETTO
- FABIO AMATO - NICOLA ATALMI - FRANCESCO BARRA -
CLAUDIO BELLOTTI - PIERGIORGIO BERGONZI -IRENE BREGOLA
- ALBERTO BURGIO -
CESARE CAIAZZA - MARIA CAMPESE- ELENA CARRADORI -
VALERIA CASTELLI - ROSALBA CESINI - VINCENZO CHIEPPA-ANNA
RITA COPPA-ELISA CORRIDONI - SILVIO CRAPOLICCHIO -
ANTONINO CUFFARO -OLIVIERO DILIBERTO - GIANNI FABBRIS
ROBERTA FANTOZZI - GIANNI FERRARA -PAOLO FERRERO-ELEONORA FORENZA
FRANCESCO FRANCESCAGLIA-NINO FROSINI-SILVIA GARAMBOIS-MASSIMO GATTI-
CLAUDIO GRASSI-RITA LAVAGGI-ORAZIO LICANDRO-EZIO LOCATELLI-MARIA
RITA LODI
MERIDA MADEO-MARIA ROSARIA MARELLA-FRANCESCO MARINGIO-LEONARDO MASELLA
MARINA MELAPPIONI-RICCARDO MESSINA-LORETTA MUSSI-NICOLA NICOLOSI-ALFIO NICOTRA
LUCA NIVARRA-FABIO NOBILE-GIANNI PAGLIARINI-MANUELA PALERMI-ROBERTO PASSINI
NELLO PATTA-GIAN PAOLO PATTA-GIANLUIGI PEGOLO-PAOLA PELLEGRINI-FULVIO
PERINI
TONINO PERNA-CIRO PESACANE-ALESSANDRO PIGNATIELLO-MARILDE PROVERA-ROSA RINALDI
AUGUSTO ROCCHI-SARA ROCUTTO-ROSSANO ROSSI-RAFFAELE SALINARI-CESARE SALVI
ENZA SANSEVERINO-RITA SCAPINELLI-CONCETTO SCIVOLETTO-PINO SGOBIO-
TOMMASO SODANO-ROBERTO SOFFRITTI-ANITA SONEGO-BRUNO STERI-LAURA STOCHINO
MARIO TORELLI-MICHELANGELO TRIPODI-JACOPO VENIER-GIOVANNI VIGILANTE
GIUSEPPE VITELLO-STEFANO ZUCCHERINI
"Il
Pdl non cambi le carte in tavola e la finisca con il prendere
per i fondelli gli italiani. Il processo breve, il lodo Alfano e
il legittimo impedimento sono veri e propri salvacondotti
monarchici, perchè servono al premier come il pane. Cicchitto,
Capezzone, Gasparri e compagnia cantando la smettano di fare i
paggi di corte e abbiano l'onestà di dirlo chiaramente.
Invitiamo
l'opposizione tutta, parlamentare e non, a mobilitarsi per
denunciare all'opinione pubblica l'uso privato della giustizia e
della politica che la maggioranza sta compiendo". E' quanto
afferma Orazio Licandro, della segreteria nazionale del PdCI -
Federazione della sinistra.
Finalmente è partita la macchina
organizzativa e politica
della Federazione della Sinistra RIECCOCI!
Dopo la
riuscita manifestazione al Brancaccio del 5 dicembre scorso, dove si
è dato l’avvio alla fase costituente, la Federazione della
Sinistra, muove i primi passi.
Nei giorni scorsi, infatti, si sono tenute le prime due riunioni
degli organismi che ci guideranno fino al congresso costitutivo che
si terrà alla fine del 2010: il Consiglio Nazionale e il
Coordinamento Nazionale. Qui a fianco potete leggere i nomi dei
compagni e delle compagne che ne fanno parte. Per il Portavoce
nazionale, come è noto, si è deciso, fino al congresso, di fare
una rotazione tra i quattro soggetti promotori della Federazione
stessa (Prc, Pdci, Socialismo 2000 e Associazione Lavoro e
Solidarietà), a partire da Comunisti Italiani con il compagno
Orazio Licandro.
Pubblicato 22 Dicembre 2009 da
pdcimilena L'articolo
35 della Costituzione, primo comma, recita: «La Repubblica tutela
il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni». Questa speciale
tutela è resa necessaria dal riconoscimento che in tutte le fasi
del rapporto di lavoro - l' assunzione all' inizio, poi le
condizioni in cui si effettua la prestazione lavorativa, sino alla
cessazione del rapporto per licenziamento o altri motivi - il
lavoratore rappresenta dinanzi al datore di lavoro la parte
sostanzialmente più debole. Tale interpretazione è stata ribadita
da una lunga...
Curarsi
costa. E in tempo di crisi economica e di caduta del reddito gli
italiani cercano di risparmiare. Per farlo il 35% ha accettato lista
di attesa più lunghe presso le strutture sanitarie pubbliche, il
18% ha rinviato le visite specialistiche private e le cure
odontoiatriche. Di più: aumenta il ricorso alle scorciatoie delle
«conoscenze» per poter più rapidamente accedere alle prestazioni
sanitarie. Lo ha fatto il 41% degli abitanti del Mezzogiorno. Per il
Censis, che ieri ha resa pubblica una anticipazione del Rapporto
sulla sanità...
Evasori
fiscali, riciclatori di capitali, percettori di tangenti, e furbetti
di ogni sorta: c'è una buona notiza per chi ha deciso di
approfittare della possibilità messa a disposizione dal governo, e
cioè «scudare» i capitali illecitamente detenuti all'estero a
costo zero, anzi potendo contare sulla garanzia di anonimato, sulla
sospensione dell'obbligo di segnalazione ai fini
dell'antiriciclaggio e su un'imposta di regolarizzazione che è pari
a un decimo di quella prevista dagli altri paesi europei. Il
consiglio dei ministri ha varato...
Vedere il volto del Presidente del
Consiglio sporco di sangue è un immagine nuova per l'Italia. Un
gesto estremo, sconsiderato. Sicuramente non il primo, già
Berlusconi nel 2004 fu oggetto di un aggressione da parte di Roberto
Del Bosco, 28 anni, turista di Mantova, che aveva perso la pazienza
e aveva lanciato il treppiedi della macchina fotografica contro il
premier a passeggio in piazza Navona. Ma andando ancora più
indietro memorabile fu il lancio di monetine a Bettino Craxi fuori
dall'Hotel Raphael.
Bankitalia - PDCI: "Dati confermano a
chi giova questo governo"
Mercoledì, 16 Dicembre 2009 -
15:02
"I
dati della Banca d'Italia svelano a chi giova questo Governo. Il
fatto che in due anni la ricchezza netta delle famiglie sia
diminuita di circa l'1,9% mentre è aumentata la concentrazione
delle risorse economiche - il 10% più ricco ne detiene il 44%,
mentre la metà più povera arriva appena al 10% - dimostra che
in Italia c'è una voragine
sociale impressionante, un'ingiustizia sociale da paura e che se
non si procede ad una distribuzione della ricchezza, tassando le
rendite ed i grandi patrimoni, la situazione diventerà
esplosiva. La stessa Finanziaria anche sotto questo aspetto è
inutile e dannosa. I dati dimostrano altresì che il conflitto
di classe c'è e chi lo nega è in malafede e fa gli interessi
dei ricchi". E' quanto afferma Gianni Pagliarini,
responsabile Lavoro del PdCI - Federazione della sinistra.
I COMUNISTI DI
MILENA A ROMA
Una grandissima assemblea al
Teatro Brancaccio fonda il percorso di costruzione della FDS e,
subito dopo, un milione di manifestanti invade le vie di Roma
per chiedere la fine del governo Berlusconi
Il bilancio di assestamento degli enti locali ( Comuni e
province ) ex lege, va approvato entro il 30 novembre
dell’anno corrente, da parte del Consiglio: dopo tale data non
è più possibile intervenire sullo strumento finanziario.
Il Consiglio Provinciale di Caltanissetta è stato convocato il
30 novembre 2009, per approvare il succitato bilancio.
Casa è successo ?
Alcuni dei consiglieri di maggioranza, ( dicono ), di area PDL
SICILIA, capeggiati dal Presidente del Consiglio, sembra siano
rimasti fuori dall’aula, che seguiti a ruota dai consiglieri
di minoranza PD, hanno fatto mancare il numero legale al
Consiglio, impedendo cosi l’approvazione dell’indispensabile
strumento finanziario.
Sono entrati in aula i seguenti consiglieri : Accurso (Sicilia
Forte e Libera), Ascia (Udc), Bellanca (Mpa), Cascino (La
Destra), Dell’Uomini (Pdl), Delpopolo (Sicilia Forte e
Libera), Ferrante (Dc), La Rosa (Mpa), Mirisola (Udc), Petralia
(Udc), Sanfilippo (Pdl) e Sorce (Udc).
La seduta è stata rimandata ai 24 ore succesivi, ove con soli
nove presenti si può deliberare: ma cosa vuoi approvare se il
bilancio di assestamento dopo il 30 novembre diventa
intoccabile.
Conseguenza: la Giunta Provinciale non può spendere le somme
che aveva programmato e le tante esigenze della collettività
non potranno essere esaudite.
Ci viene un dubbio.
Dalle pagine dei giornali avevamo appreso che il PDL Sicilia
rivendica qualche posizione in Giunta, che il Presidente
Federico avrebbe dovuto concedere, forse, sotto l’imminenza
dell’approvazione dello strumento finanziario.
Come dire, se abbiamo ben capito : Se non mi dai
l’assessorato, io non ti voto il bilancio.
Se fosse cosi, ci troveremmo davvero alla politica dei ricatti.
Ci auguriamo che chi ha avuto i voti per governare, governi, e
governi anche molto bene, perché se non è in grado di farlo,
tiri i remi in barca e mandi tutti a casa !
Era un guaio essere amministrati dal PDL, ma con due PDL di cui
uno di stampo siculo, sembra ancora peggio !
Ferlisi Salvatore
Vai all’articolo di prima pagina di Caltanissetta, del
giornale ” LA SICILIA “, LINK :CL0212PCL1
La
dura concretezza delle cose, in Italia, ci mette di fronte a
due ordini di problemi, per molti versi tra loro autonomi e
per altri in relazione dialettica. Da una parte, rispetto allo
strapotere della destra, alla drammatica condizione della
classe e della sinistra italiana, vi è l’esigenza di unire
le forze comuniste e di sinistra anticapitalista in un
progetto di lotta comune volto sia a riconsegnare un punto di
riferimento ai lavoratori e ai giovani precari che alla
ricostruzione di un’opposizione sociale dai caratteri di
massa, oggi totalmente assente.
Leggi
ad personam che paralizzano la vita di un paese affogato in
una crisi istituzionale senza precedenti, scontro nella
maggioranza di centrodestra, la fine della separazione dei
poteri con i continui tentativi di mettere la giustizia
sotto controllo dell’esecutivo per garantire
l’impunità a Berlusconi. Il tutto in una crisi economica
gigantesca, con un precariato dilagante e l’inerzia del
governo che taglia i fondi alla ricerca. Il segretario del
Pdci Oliviero Diliberto parla a tutto campo, anche di Bersani,
PD ed elezioni regionali. Scandisce bene le parole, pondera le
frasi come si usa fare nei momenti difficili. Ed è un momento
difficile per l’Italia, per l’opposizione e per i
comunisti. “Serve una grande mobilitazione” sottolinea
Diliberto. “Ben venga la manifestazione del 5 dicembre, noi
saremo in piazza, come lo siamo stati con i lavoratori e con
il mondo della scuola; ma occorre andare avanti con la
costruzione della federazione della sinistra”. Il concetto
è chiaro: serve più forza a sinistra, per riportare il
conflitto nelle istituzioni e per mantenere aperta in
Italia, in modo aperto e proiettata verso il futuro, la
questione comunista. ...........
Prende
forma, anche a Caltanissetta, e nei territori della provincia la
federazione di sinistra.
Nasce
a partire da contenuti forti e si intreccia sempre di più con
esperienze di lotta, traendo linfa vitale proprio da queste. Non è
dunque un percorso di vertice né politicista quello che sta
portando alla costruzione della Federazione della sinistra.
La
scelta del 25 novembre, come data internazionale della lotta contro
la violenza sulla donna nacque da un accordo delle partecipanti
all'Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi - Bogotà
1981-, quando accettarono
Ancora
poche settimane e l’intera gestione delle acque potabili parigine
ritornerà nelle mani del Comune. Sin dallo scorso maggio il sindaco
Bertrand Delanoë aveva annunciato alla cittadinanza la decisione di
ritornare ad una gestione idrica pubblica e di non rinnovare i
contratti di distribuzione e fatturazione delle acque parigine alle...................
C’è un palazzo a Palermo, vicino allo stadio della
Favorita, che spiega meglio di un trattato la mafia e
l’antimafia. I suoi nove piani sono un monumento alla
prevaricazione dei forti sui deboli, dei corrotti sugli onesti.
Sono stati costruiti in spregio a ogni norma con la complicità
della politica, calpestando con la ruspa i [...]
Fiat
- Pagliarini: "Abbandono di Termini Imerese è
vigliaccata"
Posted
on 21 Novembre 2009 by pdcimilena
"La decisione
della Fiat di abbandonare Termini Imerese è un'inaccettabile
vigliaccata. Il governo intervenga: non si possono dare risorse,
soldi pubblici, e poi accettare che Fiat chiuda stabilimenti".
E' quanto afferma Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro del PdCI.
Fiat,
Termini Imerese - PDCI: "Da Fiat vigliaccata, Governo si
svegli"
"La vicenda di
Termini Imerese grida vendetta.
La Fiat
, con la complicità del Governo, se n'è lavata le mani e ora
vorrebbe scaricare sui lavoratori le sue responsabilità. E' ora che
l'Esecutivo la smetta di essere il barboncino della Fiat: la
riapertura della cassa integrazione è una ferita che va a colpire
il Sud Italia e lo smantellamento dello stabilimento è una
vigliaccata inaccettabile.
Il Governo intervenga con
fatti e non a parole, impedendo l'impoverimento di migliaia di
lavoratori, e delle loro famiglie che, per lo più monoreddito,
campano solo con il salario di questo lavoro". E' quanto
afferma Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria
nazionale del PdCI.
Fuori dal Parlamento ma sempre in piazza. Al
“No B day” del 5 dicembre, nei cortei accanto agli studenti
e nei picchetti con i lavoratori. L’ultimo caso la fabbrica
Alcoa occupata dai dipendenti. «L’azienda gioca sulla pelle
degli operai – accusa senza mezzi termini Oliviero Diliberto
– e la Regione resta inerte perché non conta [...]
In viaggio da quattro giorni, quasi mille i
chilometri percorsi, almeno duecento i trattori che sono stati
costretti a lasciare nella zona dell'Euro. I comitati spontanei
della Sicilia, e delle altre regioni del Sud, la Rete dei Municipi
Contadini, Altragricoltura non hanno portato a Roma solo la loro
rabbia, ma anche un grido d'allarme che non lascia spazio ai rinvii:
tra pochi mesi quasi il 40% delle aziende agricole in Italia
potrebbero chiudere i battenti. La parola precisa è fallimento, ma
nel mondo contadino è vietato pronunciarla, e non per
superstizione.
Quando si arriverà a pagare anche per
respirare una boccata d’aria, per giunta inquinata?
In un paese, come l’Italia, sufficientemente ricco di acqua,
basta un’estate siccitosa per creare un’emergenza idrica. Il
fenomeno non colpisce soltanto le regioni meridionali ma anche la
valle padana con gravi danni per l’economia agricola e per i
consumatori dei centri urbani. Come mai?
La risposta è molto semplice. Da decenni, in modo particolare
negli ultimi anni, lo Stato, le Regioni e i Comuni non hanno mai
messo mano alla struttura idrica nazionale che è vecchia, obsoleta,
in alcuni casi fatiscente. Mediamente si perde il 45% dell’acqua
potabile incanalata nelle vecchie strutture e, in alcuni casi si
arriva al 60%.
Posted
on 13 Novembre 2009 by pdcimilena
Nessun
operaio deve perdere il lavoro, nessuno stabilimento deve essere
chiuso!
LICENZIAMO
BERLUSCONI E I SUOI COMPLICI,
LOTTIAMO
PER UN VERO GOVERNO OPERAIO!
La crisi si aggrava e per milioni di lavoratori è
sempre più difficile arrivare alla fine del mese, specie se in
cassa integrazione. Contemporaneamente si inasprisce l’offensiva
dei padroni e del governo reazionario di Berlusconi che protegge
ricchezze e privilegi di un’esigua minoranza.
Cosa abbiamo visto infatti nell'ultimo anno? Banche e imprese
hanno avuto aiuti per miliardi di euro, parassiti e criminali hanno
avuto lo scudo fiscale, mentre per gli operai ci sono state solo
lettere di licenziamento, truffe, elemosine e demolizione dei
diritti, come
dimostra
l’accordo separato sui metalmeccanici, favorito dalla complicità
dei vertici sindacali di Cisl e Uil.
Per dare una risposta all’altezza della situazione è
fondamentale realizzare un largo fronte unico dal basso per
respingere l’offensiva capitalista, la reazione politica e le
aggressioni imperialiste.
C’è bisogno di un programma concreto e unificante che
serva a mobilitare la classe operaia e i suoi alleati sulla base
della difesa intransigente degli interessi, dei diritti e delle
libertà dei lavoratori, che favorisca la convergenza dei movimenti
di lotta.
Soprattutto deve ripartire il protagonismo dei lavoratori.
Basta cedimenti, basta attesismo! Ogni protesta deve essere un
momento di unità di tutti coloro che non vogliono pagare la crisi
dei padroni, e deve realmente mettere in difficoltà il governo.
Eleggiamo consigli e comitati per unire la massa e dei
lavoratori e sostenere forme di lotta adeguate per rovesciare la
crisi sulla testa dei capitalisti, dei ricchi, dei parassiti.
Facciamo della manifestazione nazionale del 14 novembre
un’energica giornata di lotta e di unità, in cui si affermi il
ruolo e la funzione dirigente della classe operaia.
Lavoriamo per uno sciopero generale su una piattaforma dai
chiari contenuti di classe, capace di mobilitare tutte le forze che
resistono all'attacco capitalistico e di avvicinare la caduta nelle
piazze e nelle fabbriche del governo Berlusconi!
Abbandoniamo ogni illusione! La crisi attuale è parte di una
crisi generale del sistema capitalista e non troverà una
“soluzione” a favore dei lavoratori nel quadro stesso di questo
sistema.
Per uscire dalla crisi a favore delle masse lavoratrici è
necessario che dalle lotte in corso sorga la necessità di un vero
governo operaio, che si basi sulle organizzazioni dei lavoratori; un
governo che non si inchini agli interessi del
capitale,
ma sia deciso a porre fine allo sfruttamento e alle ingiustizie, che
assicuri lavoro e sicurezza sociale.
Per questi obiettivi occorre certamente un sindacato che
difenda gli interessi di classe, ma ciò non basta: serve anzitutto
il Partito. I comunisti e gli elementi più coscienti e combattivi
della classe operaia, devono unirsi per ricostruire il partito
comunista, perché il nostro futuro non è nel capitalismo, ma
in un nuovo e superiore ordinamento sociale: il socialismo!
A 92 anni
dalla Rivoluzione d’Ottobre, qualcuno potrebbe chiedersi (e
chiederci) perché celebriamo ancora quell’evento. A parte
il fatto che anche date come il 14 luglio 1789 continuano a
essere giustamente ricordate e celebrate, il punto centrale è
un altro; e cioè che continuiamo a pensare che quell’evento
abbia cambiato la storia del mondo, e che i suoi insegnamenti
– e in generale la lezione del leninismo – siano tuttora
fondamentali. Leggi
tutto
Non è una dichiarazione di circostanza.
Siamo solidali e umanamente vicini alla vittima dell’ultima
rapina, compiuta con violenza sul gestore del servizio di
erogazione carburanti di Milena.
La sezione comunista di Milena, e senza voler essere
megalomani, sente di esprimere al sig. S. Messina la
solidarietà e la vicinanza propria e dell’intera comunità
milocchese. [....................................]
Un provvedimento che fa acqua da tutte le parti. Che rischia
di stabilire un primato – tutto al negativo – nella gestione
di un bene pubblico come l’acqua demandato totalmente
all’iniziativa privata. Un passo in controtendenza nel
panorama europeo e in assoluto contrasto con i principi sanciti
dalla Costituzione. Con il decreto legge 135/09 – [...]
"Vogliono farci pagare anche
l’aria che respiriamo. Probabilmente è questo l’obiettivo
ultimo che guida il lavoro della maggioranza trasversale che ieri al
Senato ha approvato il Dl sulla riforma dei servizi pubblici e sulla
privatizzazione dell’acqua. Una decisione scellerata che consegna
al mercato di un diritto, quello all’acqua, umano e universale.
Difendere il carattere pubblico delle risorse idriche è, infatti,
una questione di democrazia. Per queste ragioni, il PdCI non ci sta
e si impegna ad una mobilitazione popolare a sostegno delle proposte
avanzate dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e, in
particolare, chiede la rapida approvazione della legge di iniziativa
popolare - per la quale sono state raccolte oltre 400mila firme -
per la ripubblicizzazione del servizio idrico". E' quanto
afferma Maurizio Musolino, responsabile Movimenti del PdCI -
Federazione della Sinistra
AGRICOLTURA
– REGIONE SICILIA – MILIONI DI EURO – DISPONIBILITA’ –
EFFETTIVITA’ .
Sono
già disponibili due milioni e 200mila euro per risarcire le imprese
agricole che hanno subito danni per aventi calamitosi di varia
natura tra il 2006 e il 2007. Queste le somme assegnate dal
Ministero a fronte di una richiesta di un fabbisogno di circa 58
milioni. “Cercheremo di integrare questa dotazione con ulteriori
risorse, utilizzando economie derivanti da precedenti assegnazioni
ministeriali” ha detto Raffaele Lombardo, presidente della Regione
siciliana. Riguardo, invece, gli ultimi danni procurati dal maltempo
tra settembre e ottobre scorso il Presidente della Regione ha
spiegato:
“Gli
ispettorati stanno continuando il lavoro di rilievo e accertamento
dell’entità dei danni. Non appena l’indagine sarà finita
porteremo in giunta le proposte di declaratoria da inoltrare al
Ministero”. Cimino ha anche spiegato di avere ribadito al
Ministero che le otto proposte di declaratoria per i danni subiti
dalle imprese per le piogge alluvionali tra la fine del 2008 e
l’inizio del 2009 sono da considerare eventi eccezionali da
garantire con gli aiuti di Stato. “Alle criticità rilevate dal
Ministero – ha concluso Cimino – abbiamo risposto sottoponendo i
dati emersi e documentati dal Sias, il servizio informativo
agrometereologico siciliano”.
Il
ministro Tremonti deve essere una persona molto volitiva, se così
vogliamo chiamare chi non si dà troppa pena della coerenza e non si
fa dunque scrupolo di dire esattamente il contrario di quello che
sosteneva fino al giorno prima. Per esempio, il condono fiscale, un
tempo bollato come l’anticamera del golpe alla sudamericana, è un
ingrediente fondamentale della cucina tremontiana, tant’è vero
che non manca mai nei menù dei governi berlusconiani.[.......]
dott. Cipolla Giuseppe Claudio
Sestilio Difensore Civico di Milena
dott. CIPOLA GIUSEPPE CLAUDIO SESTILIO
Nella seduta consiliare del 28 ottobre 2009, il Consiglio
Comunale di Milena ha nominato il nuovo difensore civico.
Si sono succeduti tre scrutini, tutti con la stessa scansione
soggettiva e numerica. [......]