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LE FIRME CI SONO ! LA BATTAGLIA E’ APPENA COMINCIATA ! L’ACQUA DEVE TORNARE AD ESSERE BENE PUBBLICO COMUNE GESTITO DAGLI ENTI LOCALI TERRITORIALI !!! IL SERVIZIO DI ADDUZIONE, IN QUANTO TALE, DEVE ESSERE SVOLTO DA QUESTI ENTI CON FINALITA’ SOCIALI NELL’INTERESSE PUBBLICO E DELLA COLLETTIVITA’! NO ALLO SFRUTTAMENTO DELLE RISORSE UMANE PUBBLICHE ! AFFOSSIAMO LE MULTINAZIONALI DELLA SPECULAZIONE PRIVATA !!!

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CHIESTO L’ARRESTO DI LOMBARDO TRA SMENTITE E INDISCREZIONI. I COMUNISTI CHIEDONO LO SCIOGLIMENTO DELL’ARS.

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IO PER IL NUCLEARE modestamente dietro a tutti loro.

NOTA DI SUGLI ULTIMI FATTI DI GIUSTIZIA CON GLI ARRESTI IN RELAZIONE ALLE IMPLICAZIONI TRA CAMORRA E TRASPORTO DEGLI ORTOFRUTT.

TAGLIATA L’ACQUA AGLI AGRICOLTORI DEL METAPONTO !

CONTRO I TAGLI ALLA SCUOLA: SCIOPERO, MOBILITAZIONE E BLOCCO DEGLI SCRUTINI.

SCAJOLA SI E’ DIMESSO !!

CONSIGLIO COMUNALE STRAODINARIO A MILENA. INTERVENTO DEL COMPAGNO SALVATORE FERLISI.

NUOVA AGENZIA IMMOBILIARE 

” TROVA CASA ” CENTRO 

STORICO, VISTA MAGNIFICA, 

PREZZI STRAODINARI . CHIEDI DI SCAJOLA.

 

IL COSPA. Comitato Spontaneo Allevatori, informa:

 L’Europa boccia 

l’etichettatura del Latte !

 

DANNEGGIAMENTO AL COMUNE DI MILENA: IGNOTI HANNO BRUCIATO, NELLA NOTTE, IL PORTONE DI INGRESSO.

INCREDIBILE: SONO LE LORO DICHIARAZIONI. SOLDI PER LE AZIENDE DI PAPI, PER LA SUOCERO DEL DELFINO DI ALMIRANTE, PER LA MOGLIE DEL BOCCHINO, PER BARBARESCHI … IL COLLANTE DEL PDL SONO I SOLDI DELLA RAI.

IL CONCORSO PER DIRIGENTE SCOLASTICO IN SICILIA SI DEVE RIPETERE.

VENERDI’ SETTE … IN RICORDO di TOTO’ PETIX

PRIMO MAGGIO IN PIAZZA CON MUSICA E VOLANTINI

Inchiesta G8, Scajola – Palermi – del PDCI fed. della Sinistra: “Solidarietŕ 

CdM č altra prova di arroganza del Governo”

 

 

 

Intervista a Cesare Salvi, Portavoce nazionale della Federazione della Sinistra
ALLEANZA DEMOCRATICA PER SALVARE IL PAESE

 



 

 

 

«Il voto di ieri ci consegna una situazione paradossale che rischia di incrementare l'antipolitica e l'astensionismo. Chi governa vuole andare a votare, chi si oppone ha una forte allergia alle urne e c'č, infine, una fascia centrale che si muove con elementi di ipocrisia politica, a cominciare dai finiani che dicono che il governo deve restare al suo posto. Sembrerebbe una commedia pirandelliana, invece č lo stato della politica italiana». Cesare Salvi, leader di socialismo 2000 e attuale portavoce della federazione della sinistra, č preoccupato: «Abbiamo davanti un gioco delle ipocrisie e delle menzogne - spiega - che rischia di creare disaffezione tra i cittadini».

 

 

GOVERNO - DILIBERTO: "SI UFFICIALIZZI CRISI: L'AGONIA DEL GOVERNO NON PUO' PAGARLA IL PAESE" 

"Berlusconi ufficializzi la crisi. L'agonia del governo non possono pagarla i lavoratori e le loro famiglie.
Un momento dopo la resa ufficiale, si ridia la parola ai cittadini: il voto č l'unica soluzione percorribile per ridare fiducia e dignitŕ alla politica e alle istituzioni, che con questo governo hanno toccato il loro punto piů basso". E' quanto afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI.

 

Il «governo in fuga» non ricorda la strage

di Giusi Marcante

su il manifesto del 01/08/2010

«Questo č un governo in fuga» dice al telefono Paolo Bolognesi. Con la voce calma di chi ne ha viste giŕ tante il presidente dell'associazione familiari delle vittime della strage di Bologna ragiona sulla notizia. Nessun rappresentante del governo verrŕ in cittŕ per la commemorazione del 2 agosto. Una novitŕ assoluta per di piů nell'anno del trentennale della bomba alla stazione che causň 85 morti e piů di 200 feriti. Sarŕ il prefetto Angelo Tranfaglia a rappresentare l'esecutivo sul palco di piazza Medaglie d'oro e prima nell'incontro nella sala del consiglio comunale tra le autoritŕ e i familiari delle vittime che quest'anno si annunciano piů numerosi che mai, a Bologna sono attese tra le 250 e 300 persone da tutta Italia. «Posso capire che abbiano dei problemi interni notevoli ma quest'anno la scusa dei fischi non tiene e nemmeno quella che non erano tutelati sufficientemente - prosegue Bolognesi - č un affronto che viene fatto non solo ai familiari ma a tutto il paese e come ho visto il governo non c'era nemmeno da Borsellino; si vede che questa č la sua nuova linea di comunicazione». Č molto probabile che la sedia vuota del governo entri in uno dei passaggi del discorso che Bolognesi farŕ in stazione. Critico il Pd locale mentre l'Idv ha condannato l'assenza come «un atto di viltŕ». Per Enzo Raisi, coordinatore del Pdl "scomunicato" perché č entrato a far parte del gruppo dei finiani alla Camera, «č una decisione assunta nello spirito di evitare polemiche, puň essere vista come una mancanza di sensibilitŕ ma č anche un modo per togliere la possibilitŕ di contestazione». Il segretario nazionale del Pd Pierluigi Bersani ha scritto una lettera a Bolognesi in cui assicura l'impegno del partito perché il segreto di stato non venga allungato oltre i 30 anni e perché i risarcimenti alle vittime siano una realtŕ e non una corsa ad ostacoli. Sono le richieste dei familiari. Al governo infatti l'associazione voleva chiedere la rassicurazione sul segreto di stato e l'attuazione completa della legge 206 del 2004. «Quello che deve fare un familiare per avere il risarcimento č un percorso di guerra - dice il presidente - credo che questo sia una vergogna e per il governo che nel trentesimo anniversario manca all'appuntamento per dare delle risposte».
Ma questa "fuga" sa anche di indifferenza visto che quest'anno il rito della cerimonia era cambiato proprio tenendo conto del vespaio di polemiche che si scatenava per i fischi che accoglievano il discorso dal palco del ministro che parlava a Bologna. Nel 2009 era toccato a Sandro Bondi ma negli anni le contestazioni hanno colpito anche rappresentanti del centrosinistra. La decisione per mettere il trentennale al riparo da possibili bordate di fischi in piazza era stata quella di far parlare dal palco solo il presidente dell'associazione dei familiari delle vittime (l'unico che assieme al capo dello stato ha sempre visto accogliere il suo discorso con applausi). Un cambio di marcia deciso dal commissario prefettizio Anna Maria Cancellieri d'intesa con l'associazione dei familiari. Al 30 luglio non era arrivata nessuna comunicazione all'ufficio del cerimoniale del Comune e, come ha confermato il commissario, la comunicazione ufficiale č arrivata nella serata di venerdě in prefettura. C'č amarezza tra i familiari delle vittime «ma allo stesso tempo nessuno pensa che questo possa succedere», riflette Bolognesi. L'auspicio č che ci sia un ripensamento ma non sembrano esserci le condizioni perché questo avvenga.
Sul palco del piazzale della stazione accanto a quell'orologio bloccato alle 10.25 di trent'anni fa saliranno due donne di trent'anni, a loro il compito prima dell'ora fatidica di scandire i nomi delle ottantacinque vittime. Sono quelli scritti nella lapide nella sala d'attesa che venne squarciata dalla bomba: la piů piccola era Angela Fresu che morě con la mamma Maria ad appena 3 anni. Prima il corteo che attraverserŕ il centro della cittŕ, una manifestazione che sa ancora raccogliere migliaia di persone che in piena estate non vogliono mancare all'appuntamento. Tra loro anche familiari di altre stragi, da piazza della Loggia, all'Italicus al rapido 904. Sul bavero di ogni giacca o camicia sarŕ, come sempre, appuntata una gerbera bianca. Come sempre i familiari sottolineeranno che se una veritŕ giudiziaria esiste non sono stati mai individuati i mandanti e gli ispiratori politici della strage del 2 agosto. Una veritŕ giudiziaria, quella della colpevolezza degli ex Nar Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, condannati come esecutori materiali, da piů parti messa in discussione, mentre l'inchiesta della procura di Bologna che venne aperta nel 2005 sulla cosiddetta pista palestinese emersa dalle carte della commissione Mitrokhin finora non ha portato a nessun risultato.

 

Nero su bianco: Fini č fuori

All’ufficio di presidenza del Pdl č bastata meno di un’ora per deliberare il deferimento ai probiviri – di fatto l’espulsione – dei dissidenti finiani Bocchino, Granata e Briguglio.

«Non sono piů disposto ad accettare il dissenso. Facciano pure i gruppi autonomi, tanto sono fuori» č stato il commento di Berlusconi, che ha poi rilanciato chiedendo le dimissioni di Gianfranco Fini da presidente della Camera dei Deputati, per incompatibilitŕ tra «la sua linea e l’impegno istituzionale».

«La presidenza della Camera non č nelle disponibilitŕ del presidente del Consiglio » č stata la replica di Fini.

Nel pomeriggio i 34 fedelissimi finiani alla Camera erano pronti a firmare la richiesta di costituzione di un nuovo gruppo parlamentare, contestualmente alle dimissioni dal Pdl: le lettere, inviate in serata, sono ora nelle mani di Fini. Con piena delega ad usarle nel modo piů opportuno «a seconda di quello che accadrŕ».

Subito si č scatenata la conta, da entrambe le parti, per saggiare il peso reale della scissione e la conseguente tenuta del Governo. La maggioranza conta infatti 341 deputati, a fronte di 316 necessari, e questa emorragia di 30-34 voti ne comprometterebbe fortemente la tenuta.

Meno in bilico la situazione del Senato, in cui i finiani sono appena una decina, decisamente meno determinanti.

Berlusconi si sta comunque muovendo – in netto contrasto con le volontŕ della Lega – per tentare di far entrare nella maggioranza (anche con formule quali l’appoggio esterno) l’Udc di Casini.

Un chiaro segnale per perseguire queste finalitŕ sarebbe stato, in giornata, l’appoggio della candidatura di Michele Vietti al Csm, ed un’eventuale futuro appoggio per la nomina dello stesso alla vicepresidenza.

Umberto Bossi si chiama fuori dagli scontri interni al Pdl: «ho giŕ i nostri problemi a cui pensare» č stato il suo commento.

Bersani, segretario del Pd, parla cautamente di «crisi», e chiede che il Premier vada a chiarire in Parlamento. Ma di elezioni anticipate neanche un accenno.

Nel frattempo – per non correre rischi – la discussione della legge sulle intercettazioni č stata rinviata a settembre: troppo importante per sacrificarla con una maggioranza ancora cosě incerta.

E, come stampella al Governo traballante, ritorna il direttore del Tg1 Augusto Minzolini con un editoriale nell’edizione delle 20 in cui parla di «chiarezza» finalmente conquistata da Berlusconi, contro la «cappa mediatica che tenta di condizionare gli equilibri del paese ».

 di Davide Moffa su “Nuova Societŕ”

 

Approvato odg in sostegno dei diritti 

dei lavoratori Fiat

Pubblicato by pdcimilena | Domenica, 01 Agosto 2010

Approvato odg in sostegno dei diritti dei lavoratori Fiat

Al termine del dibattito su Fiat l’aula ha approvato all’unanimitŕ l’ordine del giorno presentato dal Gruppo della Federazione della Sinistra in difesa dei diritti democratici delle lavoratrici e dei lavoratori dell’azienda FIAT.“
L’ordine del giorno – sottolinea Eleonora Artesio, Capogruppo Regionale della Federazione Sinistra Piemonte – esprime solidarietŕ ai lavoratori Fiat che stanno lottando per il loro posto di lavoro ed auspica che il dialogo tra governo e Fiat possa essere improntato a un modello di relazioni industriali basato sul rispetto dello Statuto dei lavoratori e della Costituzione e la salvaguardia dei diritti democratici delle lavoratrici e dei lavoratori”, come ribadito dalla Fiom sulla vertenza Pomigliano.
“Inoltre impegna la Giunta regionale ad attivarsi affinché si confermino gli impegni produttivi della Fiat nello stabilimento di Mirafiori, evitando il trasferimento delle produzioni in altri paesi e ad intervenire per contrastare i continui processi di delocalizzazione che colpiscono la nostra regione non solo nel settore automobilistico”.
Durante il dibattito Artesio ha ricordato: “La programmazione e il tavolo che č stato condiviso da soggetti istituzionali e dalle organizzazioni sindacali per Fabbrica Italia č stata modificato unilateralmente dalla decisione del gruppo industriale”.
“Nel passato gli enti locali, gli enti di ricerca e il Politecnico di Torino hanno fatto la propria parte; chi invece si č sottratto agli impegni č l’impresa che tenta di trovare un capro espiatorio per le proprie decisioni  nel quadro delle relazioni sindacali e il governo nazionale che sembra non avere una politica industriale definita”.
“Mi auguro che la politica possa riappropriarsi di un ruolo di programmazione e che i soggetti chiamati a discutere riescano a smarcarsi dall’idea “meglio un lavoro qualunque che il rischio del non lavoro”, ragionamento che negli anni ha indebolito i lavoratori e i sindacati”.
“Sono infine gravissime le recenti notizie sulla possibile disdetta degli accordi vigenti e, in particolare, del contratto nazionale di lavoro voluto da Fiat: ciň comporterebbe la destrutturazione completa del rapporto di lavoro con pesanti conseguenze sulle condizioni materiali dei lavoratori”.

Torino, 27 Luglio 2010

Primo Congresso della Federazione della Sinistra – Documento Politico

Primo Congresso della Federazione della Sinistra – Documento PoliticoApprovato dal Consiglio Politico Nazionale il 28 luglio 2010 - Documento politico per il Congresso della Federazione della Sinistra

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GOVERNO - DILIBERTO: "SI UFFICIALIZZI CRISI: L'AGONIA DEL GOVERNO NON PUO' PAGARLA IL PAESE"

Pubblicato by pdcimilena | Venerdě, 30 Luglio 2010

"Berlusconi ufficializzi la crisi. L'agonia del governo non possono pagarla i lavoratori e le loro famiglie.
Un momento dopo la resa ufficiale, si ridia la parola ai cittadini: il voto č l'unica soluzione percorribile per ridare fiducia e dignitŕ alla politica e alle istituzioni, che con questo governo hanno toccato il loro punto piů basso". E' quanto afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI.

L’estate rovente dei precari della scuola

L’estate rovente dei precari della scuola

di Eleonora Martini su il manifesto del 16 luglio 2010

«No al piů grande licenziamento di massa: per l’anno 2010-2011 -25.600 docenti, -15.000 impiegati Ata. Come chiudere otto compagnie Alitalia». Il cartello piazzato proprio davanti palazzo Montecitorio fa il paio con lo striscione srotolato dagli insegnanti precari giunti a Roma da ogni parte d’Italia per protestare contro i «tagli alla scuola: una truffa per tutti».
Non possono permettersi di aspettare l’autunno per portare in piazza, sotto le finestre della Camera, la loro lotta. E cosě, a scuole chiuse, l’estate giŕ torrida diventa rovente per i maestri e gli insegnanti che, chiamati a raccolta dal Coordinamento precari scuola, in centinaia hanno manifestato ieri contro il governo che «sta distruggendo progressivamente la scuola pubblica, a partire dalla legge 133/2008 che le ha sottratto otto miliardi di euro, fino all’attuale finanziaria», come spiega Massimo Gargiulo, insegnante di greco e latino del Coordinamento. Sono venuti da Milano e da Siracusa, da Bari, Benevento, Reggio Emilia, e da ogni angolo del Paese anche se č soprattutto nel Mezzogiorno che la mannaia sull’istruzione pubblica diventa «una piaga sociale». Hanno aderito in tanti, dalla Flc-Cgil (che manifesta contemporaneamente insieme con il precariato della Funzione pubblica anche sotto il Senato, dove la manovra ha superato il primo scoglio col voto di fiducia) all’Unione dei sindacati di base, Unicobas, Gilda, l’associazione Autalia, e col supporto politico della Federazione della sinistra, Sel e Sinistra critica. A nulla č servito essere stati ricevuti in delegazione dalla presidente della commissione Cultura, la Pdl Valentina Aprea: «Ci ha spiegato che in tempo di crisi l’istruzione puň anche andare in fumo» , raccontano delusi i delegati.
Precari insieme a insegnanti di ruolo, studenti e genitori, individuano nella coppia Gelmini-Tremonti il virus che sta distruggendo una delle istituzioni piů importanti del Paese, «proprio mentre alle scuole private si regalano 130 milioni di euro», come denuncia Mimmo Pantaleo, segretario generale Flc Cgil che avverte: «Il precariato va aggredito tenendo insieme le lotte di tutti i comparti della conoscenza, scuola, universitŕ e ricerca». Eppure davanti a Montecitorio c’č soprattutto il mondo della scuola a chiedere il ritiro delle leggi 133 e 169 (ex decreto Gelmini), dei finanziamenti alle scuole private, del decreto Brunetta, e di ogni proposta di sostituire la contrattazione sindacale con provvedimenti legislativi. «Giů le mani dalla graduatorie», urlano al microfono che passa di mano in mano, perché sia chiaro alla ministra Gelmini che «non ci possono essere altre forme di reclutamento». Tutti attendono che il Tar del Lazio si pronunci il 19 luglio sul ricorso presentato da oltre 800 famiglie contro i provvedimenti governativi di riordino delle superiori che hanno decurtato l’orario scolastico soprattutto negli istituti tecnici e industriali. C’č chi spiega che solo in provincia di Caltanissetta tra il personale Ata «in due anni sono stati tagliati 900 posti di lavoro», e chi, come Antonella Giuliano, napoletana di 51 anni, precaria da 23 con un altissimo punteggio in graduatoria, quest’anno ha fatto un bel passo indietro: da supplente “incaricata” a precaria a tutti gli effetti. Avrebbe potuto spostarsi a Livorno o Parma, dove č stata chiamata, ma ha preferito rimanere nella sua cittŕ e adattarsi fin che si puň. Caterina Altamore, invece, ha 37 anni e da 14 č maestra precaria a Palermo: «Da noi c’č stato un vero e proprio azzeramento del tempo pieno e, con l’accorpamento delle classi e il taglio alle compresenze, stanno perdendo il posto anche gli insegnanti di ruolo». E allora che fare? «Malgrado un marito e tre figli piccoli, ha fatto al valigia e ho accettato il posto che mi č stato offerto in provincia di Brescia, dove la scuola pubblica e il tempo pieno resistono ancora e lavorano pure i non abilitati. E non ho voluto i 12 punti del “salvaprecari” perché in Sicilia non valgono nulla. Non accetto elemosine da un governo che, dopo tanti family day, smembra le famiglie e penalizza le donne». A manifestazione quasi conclusa, un gruppo di giovani milanesi, insegnanti e ricercatori, vede entrare in un portone il Pdl Maurizio Lupi, e diventa una furia: «Ladro, buffone» urlano nemmeno avessere visto il Berlusca in persona. «Lui incarna Comunione e liberazione che in Lombardia controlla e lottizza tutto: sanitŕ, universitŕ – spiega Alessandro (6 anni di precariato e tanta ricerca in Filologia classica) che quasi non riesce a calmarsi – Vederlo mi fa una rabbia immensa perché stanno distruggendo un bene collettivo a tutto profitto delle scuole private, soprattutto cattoliche».

Anche quest' anno le vacanze alternative sono Alternativa Rebelde.
Stiamo definendo i dettagli del programma che presto renderemo noto ma possiamo giŕ confermare che il campeggio estivo organizzato dalla FGCI e dai Giovani Comunisti sarŕ dal 28 agosto al 4 settembre a Capitello, vicino Sapri (Salerno), al campeggio Verde Azzurro.

Mare, ozio, grigliate ad un costo popolare e ovviamente le iniziative di dibattito a cui parteciperanno molti esponenti della sinistra politica ed esperti di varie aree tematiche con cui sarŕ possibile confrontarsi.
Nel tardo pomeriggio i workshop per costruire assieme pratiche e contenuti delle mobilitazioni dell'autunno.

Sarŕ rinnovato anche il sito
www.alternativarebelde.it, dove troverete tutti i dettagli.

I contributi di partecipazione questanno saranno regolati cosě:

17 al giorno in tenda
27 al giorno in bungalow
30 tutto il periodo per Isee inferiore ai 10.000 euro

Tutte le tariffe comprendono anche la cena (primo o secondo + contorno).

Č possibile inviare le adesioni all' indirizzo e-mail alternativarebelde@gmail.com

 

 

Fiat - PDCI a Sacconi: "Governo intervenga o č complice" 

Pubblicato da pdcimilena | Venerdě, 16 Luglio 2010 

"Di fronte alla violazione di diritti costituzionalmente garantiti da parte della Fiat il governo non puň essere arbitro imparziale ma deve intervenire a difesa della dignitŕ, dei diritti e della professionalitŕ dei lavoratori.
I licenziamenti di Marchionne sono fuori da ogni regola e mostrano un autoritarismo degno del peggior caporalato. Un atteggiamento che il governo non puň tollerare, nč tantomeno avallare con il silenzio-assenso. L'Italia, soprattutto in questo drammatico momento di crisi, ha bisogno di un governo capace di difendere le classi sociali piů deboli, i lavoratori e le loro famiglie. Se non lo fa diventa uno strumento in mano ai poteri forti e, perciň, di parte. Attendiamo, quindi, un suo autorevole intervento al fine di bloccare i licenziamenti e ristabilire cos' un rapporto il piů possibile sereno all'interno dell'azienda". E' quanto scrive Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro del PdCI - Federazione della sinistra, in una lettera aperta indirizzata al ministro del Welfare Maurizio Sacconi.

  L’incantesimo che corrode la nostra democrazia

Pubblicato da pdcimilena 08  luglio 2010

di Dino Greco

Il naufragio economico, sociale e persino morale cui č stato condannato questo Paese ha assunto dimensioni drammatiche e dio sa quanto ci vorrŕ per risalire la china, ammesso che la situazione non precipiti ulteriormente e che, giunti a toccare quello che parrebbe essere il fondo, non si debba scavare ancora. Al caos in cui ristagna la politica-politicante, assorbita in uno stucchevole, vacuo valzer intorno al vuoto, fa da contrappunto la chiarezza estrema, per chi ancora sia in grado di vederla, del segno che porta la manovra economica del governo.
Proviamo a dividere, sommariamente, il campo fra chi ne viene colpito e chi, invece, beneficiato.
Protestano i lavoratori dell’industria manifatturiera, del pubblico impiego, della ricerca, della scuola, della cultura, dello spettacolo, delle forze dell’ordine; protestano i pensionati, i giovani precari, le persone con handicap; manifestano, a costo delle botte, i terremotati dell’Aquila; insorgono le regioni e gli enti locali; scioperano i giornalisti e i magistrati; si mobilitano, come č loro possibile, i carcerati quando il loro grido inascoltato non si risolve tragicamente nel gesto estremo di togliersi la vita.

[leggi tutto]

                             Quale difesa delle autonomie locali?

 Pubblicato da pdcimilena 08  luglio 2010
di Gianluigi Pegolo

E' risaputo che nella manovra finanziaria in gestazione, regioni ed enti locali costituiscono il comparto piů colpito dai tagli del governo. Certamente le iniquitŕ di tale manovra non si fermano qui, colpendo per esempio in maniera consistente il pubblico impiego, ed arrivando ad introdurre misure socialmente deprecabili, basti pensare ai provvedimenti destinati agli invalidi. In ogni caso č necessario soffermarsi sulla manovra nei confronti delle autonomie locali, non fosse altro per il fatto che gran parte della penalizzazione del welfare passa appunto per questi provvedimenti. E’ opportuno pertanto, anche alla luce dei risultati del convegno promosso negli scorsi giorni dalla Federazione della sinistra che ha certamente consentito l’avvio di un utile confronto con un ampio spettro di soggetti politici e istituzionali, tornare sull’operazione in corso. Il primo elemento che a me pare decisivo č che l’operazione del governo ha oggi un punto di forza che sta nel suo carattere accentuatamente ideologico. Essa lancia un messaggio insidioso al Paese: la crisi va contrastata risanando i conti pubblici e ciň č possibile colpendo gli spreconi e i fannulloni: autonomie locali e pubblico impiego, per l’appunto.
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Dall'inizio dell'anno al 05 LUGLIO ci sono stati:
535 morti
535554 infortuni
13388 invalidi

fonte

DATI 2009

gramsci

Sarebbe ridicolo piaignucolare sull'avvenuto e sull'irrimediabile.  I comunisti sono e devono essere dei freddi e pacati ragionatori: se tutto č in sfacelo, bisogna rifare tutto, bisogna rifare il Partito, bisogna da oggi considerare e amare la frazione comunista come un partito vero e proprio, come la solida impalcatura del Partito comunista italiano, che fa proseliti, li organizza solidamente, li educa, ne fa cellule attive dell'organismo nuovo che si sviluppa e si svilupperŕ fino a divenire tutta la classe operaia, fino a divenire l'anima e la volontŕ di tutto il popolo lavoratore"

Antonio Gramsci - *L’ordine Nuovo, 11-18 dicembre 1920

 

 

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Realizzato e pubblicato  il 01 Novembre 2009 dai Comunisti di Milena

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